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31 gennaio 2011

Recensione | LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA (Stieg Larsson)

Capitolo finale della trilogia Millenium (anche se, pare che esistano un quarto e quinto capitolo al centro di dispute legali).

Il libro è una prosecuzione del secondo capitolo, “La ragazza che giocava col fuoco”

E’ quindi necessario che il lettore acquisti entrambi i libri per avere un quadro complessivo.


La trama prosegue da dove si era interrotto il precedente: la protagonista Lisbeth Salander è costretta ad affrontare un processo nel quale è accusata di un triplice omicidio.

Nel frattempo un’agenzia di servizi segreti, chiamata “La Sezione”, complotta per mettere a tacere Lisbeth.

La donna potrebbe rivelare scottanti verità e far crollare castelli di carta che si tenevano in piedi da anni, mettendosi in pericolo.

Ovviamente, dalla sua parte, la nostra eroina ha Mikael Blomqvist, il giornalista co-fondatore di Millenium che farà di tutto per evitare che Lisbeth affronti un processo che si basi su prove parziali .

La difesa sarà affidata a sua sorella Annika, alle prima prova in un caso di omicidio.

Il consolidato stile Larsson propone, anche questa volta, lunghe
descrizioni.

Nel primo episodio i racconti facevano da preambolo alla descrizione dei personaggi e alle vicende che li riguardano ed erano funzionali alla trama.

Nel secondo, invece,risultano un po’ dispersive.

Per il resto niente di eccezionale, una buona lettura sicuramente, ma non un capolavoro. 

Consigliato a chi, ha letto “La ragazza che giocava col fuoco” o chi è rimasto affascinato dalla saga di Millenium.

Nota:Chi sia interessato alla saga Millenium, NON veda assolutamente il film prima di aver letto tutti e tre i libri. Contiene spoiler che potrebbero dare indicazioni riguardo i restanti libri.

"La regina dei castelli di carta", Stieg Larsson. Marsilio pag. 857, 13.80 euro

Voto 7/10 




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29 gennaio 2011

News| In uscita a Febbraio 2011, FANUCCI EDITORE


Un soldato americano, arruolatosi volontario nella Grande Guerra, assiste alla morte di un suo amico: un soldato inglese che in punto di morte gli strappa una promessa.
Appena sarà possibile raggiungerà l'Inghilterra.
L'americano non conosce il motivo ma sente di dover tenere fede al giuramento.
 Atmosfere evocative e surreali fanno da sfondo a un thriller che a volte sconfina nel fantasy.

Richard Matheson, classe 1926, è autore di "Ai confini della realtà" e "Io sono Leggenda".






Il tenente Milo Sturgis della polizia di Los Angeles indaga su un duplice omocidio avvenuto all'interno si una grande costruzione, abbandonata da oltre due anni.
Vengono rinvenuti due cadaveri, il primo viene facilmente inidividuato, l'identità del donna sembra avvolta nel mistero.
Con la collaborazione di un suo amico, consulente psicologo, Milo cerca una pista da seguire tra gli inquietanti elementi che iniziano ad emergere.

Jonathan Kellerman ha già pubblicato con Fanucci Editore: "Ossessione" (2009) e "Ossa" (2010)





Un recente lascito ha reso Cassandra Palmer l'erede del titolo di Pizia, la chiaroveggente che con i suoi poteri sta a capo del mondo. Oltre all'immenso potere che si ritrova tra le mani, che ogni mago vorrebbe monopolizzare; Cassandra ha scoperto che un capo vampiro sta esercitando delle pretese su di lei. Non rimarrà ferma a guardare Cassandra, si ribellerà e tutti scopriranno quanto possa essere un nemico temibile.

Karen Chance ha inventato il personaggio di Cassandra Palmer che tanta fortuna le ha portato in tutto il mondo. La saga è giunta al quinto volume. Fanucci Editore ha pubblicato il primo capitolo nel 2010: "Toccata dalle tenebre"





 N.B Con questo post inauguro una nuova rubrica per Reader's bench. In essa saranno contenuti i comunicati stampa che ci vengono inviati dalle case editrici. Le news sono un modo per tenerti aggiornato sulle prossime uscite in libreria.

28 gennaio 2011

Recensione e Giveaway Letterario di SQUEEGEE BOOGIE di Federica Frezza

Se avrete la pazienza di leggere questo post fino in fondo capirete che cosa sta accadendo.
Qualche mese fa, Federica Frezza, ci ha gentilmente inviato un romanzo.
Scrittrice, giornalista esperta di musica, fondatrice della e non per ultimo, astro nascente del panorama di .
Squeege Boogie è la sua prima pubblicazione.
Attraverso un lungo flusso di coscenza, seguiamo la vita di Virginia, neolaureata alla ricerca di una professione che la soddisfi.
Vive a Bologna in un appartamento che è rifugio di tutti i suoi amici.
La grande passione per la musica e la scrittura si riveleranno i mezzi con i quali iniziare una nuova vita e serviranno a farle capire che cosa vuole fare da grande.
Lavoro, famiglia e amici non potranno mai sostituire il suo bisogno di essere amata.
Prima il fidanzato di sempre e poi Gabriele “il bello”, si riveleranno una cocente delusione.
L’incontro con Pete, invece, potrebbe cambiarle la vita.
Federica Frezza con uno stile unico incarna perfettamente la nostra generazione.
L’instabilità sentimentale, economico- lavorativa sono i tratti connotativi degli ultra venticinquenni, a metà tra l’adolescenza e la vita matura che li aspetta al varco.
La musica è il filo conduttore, è lei che porta il ritmo, è lei che permetterà a Virginia di trovare la propria strada.
“Squeegee Squeegee” fanno i tergicristalli della macchina della ragazza.
Non un rumore ma un suono che diventa musica, quasi un boogie, un pezzo di blues da suonare al pianoforte che ci accompagna per le strade di Bologna, alla scoperta degli amici di Virginia e del loro particolarissimo slang.
Un racconto che si arricchisce di una veste, particolarmente curata, dove le lettere ricevute, i pensieri ricevono la giusta connotazione grafica.
Disseminate troviamo le regole di vita che Virginia e Vittoria, sua migliore amica, si sono date negli anni.
Scritte in grassetto percorrono l’intera vicenda ed hanno un valore anche distaccate dalla narrazione.
Il libro è pieno di citazioni musicali e cinematografiche, di brani che solo all’apparenza esulano dal racconto e che invece sono la  dimostrazione delle doti dell’autrice.
Pezzi come: “Guerra ad un concerto” e il racconto dell’adattamento del romanzo la Guerra dei Mondi da parte di un giovanissimo Orson Welles, colpiranno la vostra attenzione.
La passione per la letteratura inglese si fa sentire nel controllo della narrazione, la scrittrice tiene ben ferme le fasi della vicenda, le entrate e le uscite dei personaggi.
La letteratura italiana emerge nelle scelte linguistiche, nel cambio di registro, nella potenza della descrizione dei personaggi e delle loro storie.
Un gusto per la letteratura che si fa commistione ma anche rilettura propria di una tradizione.
Un libro come pochi, finalmente un romanzo sulla nostra generazione, che parla di noi ma soprattutto come noi.
Sarà un piacere immergersi nell’esecuzione di un brano.
Dall’Ouverture alla scritta finale The End.


“ Squeegee Boogie” di Federica Frezza, Edizioni il Filo, 494 pp, 19.50 euro
Voto 9/10




Bene, sei arrivato fin qui! 

L’autrice ci ha informato che non sono più disponibili né in libreria, né online, copie cartacee del libro Squeegee Boogie.
Le ultime tre copie sono in suo possesso.
Noi di Reader’s Bench abbiamo fatto il colpaccio!
Due di queste copie saranno in premio da oggi, venerdì 28 gennaio 2010, a giovedì 4 Febbraio.

Come partecipare??

Semplice, lascia un SOLO COMMENTO sotto questo post, nel quale scriverai SQUEEGEE! Il tuo nome, cognome ed indirizzo mail.

Cosa si vince?

Due copie del Libro Squeegee Boogie di Federica Frezza, autografati dalla stessa autrice.

Il Giveaway Letterario si chiuderà alla mezzanotte di giovedì 4 Febbraio.

Tra tutti i commenti verranno fatte due estrazioni attraverso il sito random.org.

Due premi, due estrazioni, due vincitori.

Le spese di spedizione saranno a carico di Reader’s Bench.

NB Leggi bene il regolamento prima di lasciare un commento. Se hai un account blogger poi cancellare tu stesso il commento se ti accorgi di aver omesso qualche informazione. La comunicazione del tuo nome e cognome si rende necessario per abbinare ad ogni commento una persona fisica. Al termine del Giveaway Letterario tutti i commenti verranno eliminati per non sovraesporre il tuo nome. La foto dei premi non è disponibile perché non abbiamo noi i premi. Le copie sono in mano all’autrice, ce le spedirà al termine del Giveaway e noi potremo inviarle ai vincitori.

Per qualsiasi informazione contattaci al nostro indirizzo: o scrivici sulla nostra pagina di Facebook!

Ringraziamo Federica Frezza per la sua gentilezza e disponibilità.

Avremo presto l’onore di intervistarla sulla nostra panchina.

In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

CHIUSO

Recensore per un giorno| Il vangelo secondo Biff - amico d'infanzia di Gesù (Christopher Moore)


Secondo appuntamento per l'iniziativa . Questa è la volta di Diego Rosato autore de già recensito sulla nostra panchina.

Lasciamo la parola a Diego:
Mi è spesso capitato in passato di essere deluso da libri cosiddetti “divertenti”: mi è capitato più volte di leggere romanzi e racconti presentati come esilaranti, ma che in realtà riescono solo a strappare qualche sorriso.
Ormai un po' rassegnato, ho deciso di dare una chance a Christopher Moore, un autore spesso primo in classifica all'estero, ma di non facile reperibilità in Italia, e devo dire che è stata una scelta azzeccata. Non ho dubbi nel dire che “Il vangelo secondo Biff” è uno dei più bei libri che abbia mai letto, sicuramente il più divertente.

Il libro si inserisce nel filone degli “pseudo-vangeli”, come “Il vangelo secondo Gesù Cristo” di Josè Saramago ed “Il vangelo secondo Giuda - di Beniamino Iscariota” di Jeffrey Archer, ma a rispetto a questi ultimi narra gli eventi in modo più leggero ed ironico, sottoponendo alla satira non solo il cristianesimo, ma anche altre religioni.
L'autore parte da un dato di fatto: a tutt'oggi non si sa praticamente nulla della vita di Gesù fino ai trent'anni, se non la storia della sua nascita (nei vangeli di Matteo e Luca) e dei vaghi accenni alla sua infanzia (nel vangelo di Luca). Per colmare questa lacuna e, soprattutto, per far sì che la storia sia narrata come realmente si è svolta, Gesù ordina all'angelo Raziel di riportare in vita quello che è stato il più caro amico del Messia, Levi detto Biff, un amico fedele ed affezionato, ma decisamente più scapestrato dell'illustre compagno di disavventure. È infatti dal punto di vista di Biff che veniamo a conoscere la vera storia di un Gesù molto umano, non nella sua natura, quanto nelle sue pulsioni, comunque represse, e nei suoi dubbi. Proprio uno di questi dubbi (cosa deve fare un Messia?) spingerà i due a partire per un lungo viaggio, abbandonando Maddy (Maria Maddalena), di cui entrambi sono innamorati, alla ricerca dei re Magi. Un viaggio che li porterà ad attraversare deserti, scalare montagne e guadare fiumi; conoscere le vie del Tao, apprendere il kung fu ed inventare il judo; combattere contro demoni millenari, incontrare lo Yeti e fingersi divinità indiane; tosare Yak, insegnare yoga agli elefanti e guardare gabbiani. Un viaggio che si concluderà come tutti sappiamo, nonostante le manovre di Biff per impedire che il suo amico si lasci uccidere per la salvezza dell'umanità.

Ho già detto che questo libro fa ridere, ma la sua forza è anche quella di presentare dei momenti meno leggeri, più sentimentali, che non spezzano il ritmo allegro della narrazione, ma lo addolciscono, mitigando l'effetto dei passi più grotteschi e triviali del romanzo.
Lungi da me dire che questo libro faccia riflettere, ma l'autore dimostra di aver fatto un discreto lavoro di ricerca che gli ha permesso di mettere in risalto alcuni punti di contatto tra la religione ebraico-cristiana e quelle del subcontinente indiano e senza dubbio ha fatto di tutto perché l'ipotizzata contaminazione orientale sulla religione di Cristo risultasse quanto più possibile realistica, nel quadro generale di surrealismo che pervade la storia.

La scrittura, come ci si può aspettare da un libro del genere, è fluida e scorrevole, ma mi sento di avvertire che il linguaggio a volte sboccato può infastidire chi è dotato di una maggiore sensibilità (niente di sconvolgente, comunque).
Consigliato a chiunque voglia ridere, non sguaiatamente, ma di gusto, a chi ha bisogno di un po' di spensieratezza ed a chi ha il gusto per l'ironia e la voglia di non prendersi sul serio. Sconsigliato a chi ha una religiosità particolarmente spiccata.

“Il vangelo secondo Biff – amico d'infanzia di Gesù” di Christopher Moore, LIT – Libri In Tasca, 574 pagine, 12.90 euro

Voto 9/10




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27 gennaio 2011

Giornata della Memoria| SE QUESTO E' UN UOMO di PRIMO LEVI


Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi

Giornata della Memoria| LE ROSE DI JURGEN al MAT Spazio Teatro di Sezze


UNO SPETTACOLO PER NON DIMENTICARE.


Sabato 29 gennaio, ore 21, in scena una rilettura non banale della storia che punta
l’attenzione sulla condizione degli omosessuali durante le persecuzioni nazifasciste.


 Il MAT spazio_teatro di Sezze ospita sabato 29 gennaio, alle ore 21, lo spettacolo Le rose di Jürgen di Giacomo Fanfani, con Lorella Serni e Rafael Porras Montero. Lo spettacolo, vincitore del Festival You_Theater.org 2009 e di Emergenze Creative 2009, è presentato in collaborazione con TeatroNet e inserito nel calendario di eventi dell’Associazione Araba Fenice in occasione della Giornata della Memoria.

Il testo, toccante e ben congegnato, contribuisce a una rilettura non banale della storia, puntando l’obiettivo sulla condizione degli omosessuali durante le persecuzioni nazifasciste, aspetto spesso trascurato e poco indagato dalla storiografia.

Jürgen nasce nel grembo di una famiglia borghese nella Berlino d’inizio secolo. Sullo sfondo della città più liberale e contraddittoria dell’Europa di quegli anni, l’adolescente Jürgen conosce la propria omosessualità con il suo primo amante, Ruben. Passano gli anni e con l’avvento del delirio nazista, Jürgen viene deportato nel campo di sterminio di Sachsenhausen, dove resterà per alcuni mesi prima di essere rilasciato e ricondotto sotto il controllo della famiglia, rappresentata in scena dalla madre. La madre vuole convincere il figlio a rispettare le regole che la società impone. Jürgen, in nome di una verità conquistata attraverso il dolore dei campi di sterminio, non vuole e non può cedere al ricatto dei pregiudizi di una società che rifiuta i suoi stessi figli. Il rapporto tra i due si snoda in un chiuso dialogo che non consente vie d’uscita. Attraverso uno scontro spietato, giocato sul filo della perversione, i due personaggi mettono a nudo il pregiudizio, le depravazioni, le gerarchie del potere, simbolo di intere società che, come nella Berlino degli anni ’30, proseguono nella costruzione di muraglie invalicabili.

«Jürgen, deportato gay nel campo di sterminio di Sachsenhausen, - spiega l’autore del testo - è la voce che vogliamo utilizzare come emblema di tutte le forme di emarginazione che, ancora oggi, persistono inverosimilmente. Il linguaggio poetico e brutale del testo è l‘elemento su cui puntiamo per portare il dramma ad essere musica e rumore: più che di un teatro di denuncia si tratta di un teatro che vuole essere poesia mentre tratta tematiche drammatiche e crudeli. L‘abbattimento delle frontiere, dei pregiudizi, dei moralismi viene offerto senza proporre una soluzione ma suggerendo una urgente presa di coscienza e, soprattutto, di posizione, che oggi non può più permettersi di restare taciuta».

Biglietto d’ingresso 10€.
È consigliata la prenotazione ai numeri 327/1657348 – 329/1099630

MAT  Spazio Teatro -  via San Carlo 160 - Sezze (LT)
email - ;  web – www.matutateatro.it

26 gennaio 2011

LEGGERE, LEGGERE, LEGGERE intervista a Alberto Schiariti


Se segui Reader’s Bench da un po’ di tempo ti sarai accorto come questa pagina sia gestita da normali lettori, che vogliono condividere e parlare di libri.

I libri sono intorno a noi, ogni esperienza, ogni cosa che facciamo è raccontata nelle pagine di un libro.

La novità degli ultimi anni, e Reader’s bench ne è una conferma, è che a parlare di libri non sono solo più i potenti critici sui quotidiani, ma i lettori !

Quelli che leggono in treno o prima di andare a dormire, proprio come te Reader!

Dai lettori e dalla community di Internet sono nati siti, blog, bellissime iniziative come quella che ti presentiamo oggi.

Pensoscrivo è un sito, che ti invito a visitare, gestito da un ragazzo, la cui idea unica e coraggiosa ha cambiato il modo di parlare di libri e di condividere questa passione.

Leggere Leggere Leggere è l’iniziativa lanciata da questo sito gestito da Alberto Schiariti.

L’idea è semplice e geniale allo stesso tempo: stabilire un giorno in cui ci si sarebbe incontrati per regale un libro ad uno sconosciuto.

La data è stata quella del 26 marzo 2010 e all’iniziativa hanno aderito moltissime persone che hanno organizzato flash mob in tutta Italia.

Un modo per diffondere la cultura, se si pensa alla bassissima percentuale di lettori nel nostro paese, ma anche per conoscere gli altri e comunicare oltre il muro dell’indifferenza che regna sovrano.

La prima volta che ho sentito parlare dell’iniziativa è stata attraverso il canale di Bluebeam310 e il Video Club del libro.

A quasi un anno di distanza da quel fatidico giorno,noi di Reader’s Bench, abbiamo l’opportunità di intervistare e parlare con Alberto Schariti, responsabile e ideatore dell’iniziativa.

Alberto Schiariti ha 22 anni è di Empoli e nonostante la sua giovane età è riuscito con la sua iniziativa a smuovere il web e la coscienza di migliaia di lettori.

Caro Alberto, ti ringrazio per aver deciso di concederci questa intervista. Devi sapere che molte cose accomunano Reader’s bench a Pensoscrivo:  nati entrambi sul web, gestiti da giovani, con la voglia di condividere e la voglia di parlare di libri da lettore a lettore. L’iniziativa Leggere, leggere, leggere devi ammetterlo non ha precedenti. Come è nata l’iniziativa? Ti saresti mai aspettato un tale successo? Che cos’è per te il 26 marzo 2010?

Ciao! Intanto ringrazio voi per lo spazio che mi state concedendo e chiunque usi un po' del proprio tempo per leggere questa intervista. Altra piccola premessa: Pensoscrivo è il mio blog personale, che ho sì usato per lanciare l'iniziativa, ma principalmente perché non avevo altri mezzi. Da quest'anno, e vi rivelo quest'informazione in anteprima, ci sarà un vero e proprio sito ufficiale dove verrà spiegato bene cosa è Leggere, leggere, leggere! e tutte le cose che gli ruotano attorno. Tornando alle domande... Beh, è stata quasi una reazione naturale l'iniziativa, perché nonostante abbia 22 anni, è da quasi 10 anni che faccio il pendolare e (s)conosco centinaia di volti, ma non ho mai avuto modo di approcciarli. Ho visto che la situazione è un po' così per tutti e quindi un giorno, quasi come una sfida, ho lanciato l'iniziativa dal mio blog. Il riscontro è stato fenomenale e non mi aspettavo niente del genere! Il 26 Marzo 2010 è stato per me un giorno bellissimo, ma soprattutto una storia bellissima. Un'esperienza così semplice, ma allo stesso tempo potente, che viene da chiedersi perché non si sia mai fatta prima.

Ti saresti mai immaginato tanto successo? Incontri organizzati in tutta Italia, centinaia di libri condivisi e regalati a persone sconosciute. Chi sono le persone che hanno partecipato? Che tipo di libri hanno voluto condividere?

Come appunto dicevo, pensavo che questa sfida lanciata non sarebbe stata raccolta da molti, invece il passaparola ha fatto miracoli! Tramite le statistiche della pagina di Facebook, ho visto che principalmente il prototipo del partecipante all'iniziativa è fortemente donna e ha tra i 21 e i 35 anni. I libri sono stati i più disparati ed è davvero difficile farne una lista! Io personalmente ho regalato "Una bella differenza" di Marco Aime.

“Saltare insieme può far tremare la terra” e ancora “Ho bisogno di diffondere questo messaggio e di trasmettere agli altri l’importanza di un gesto”
Più che il bisogno di un paese, il tuo messaggio sembra quasi un bisogno personale. Quanto è importante per te la condivisione e la comunicazione? Cosa credi che manchi nella vita sociale del nostro paese? 

A differenza di quanto si possa evincere dall'iniziativa, io non ho gran bisogno di tutta questa socialità. Anzi, neanche mi dispiace stare un po' da solo in treno con il mio libro, però penso che si sia raggiunto un eccesso di paura verso il prossimo e anche di menefreghismo. E' quindi importante ristabilire un po' di calore umano anche quando non ce n'è uno stretto bisogno. In fondo quello che vi chiedo è un piccolo gesto che può però essere tradotto su molti piani. Chissà che pian, piano qualcuno non smetta di sorpassare la fila...

Nel tuo sito/ blog/ diario che tieni aggiornato con le tue considerazioni sui fatti di cronaca e di costume, c’è anche una sezione dedicata ai libri che leggi. Com’è nata la tua passione per i libri? Qual è il tuo genere e se non ne hai uno, cosa ami leggere? Quando sei in treno, cosa noti nelle abitudini del viaggiatore lettore?


Inizialmente usavo direttamente il mio blog per le recensioni dei libri, poi ho scoperto aNobii e praticamente quella sezione ha traslocato là. Ultimamente sto collaborando anche con un altro sito (La Libreria Immaginaria) dove scrivo alcune recensioni. Riguardo alla passione dei libri, in realtà è molto fresca. Da piccolo leggevo parecchio, poi c'è stato un periodo di buio coinciso praticamente con la scuola. Dopo essermene "liberato" ho iniziato nuovamente a leggere con piacere. L'anno scorso sono arrivato quasi a quota 70 letture! Ho paura che rimarrà il mio record per un bel pezzo!
Non ho un genere particolare e mi piace spaziare. Leggo dai classici come Orwell, Pirandello, passando per Pennac & Benni, fino ad arrivare a Chuck Palahniuk. Amo Evangelisti e Vonnegut, ma il mio scrittore preferito è Douglas Adams.
Quando sono in treno noto sempre il classico sguardo tra lettori "voglio vedere cosa stai leggendo, ma non voglio esser notato". Anche quello un classico esempio di barriera da rompere! 

Parlare e conoscere le persone sono i motivi per quali hai creato la tua pagina di Facebook? Mi piace il modo in cui ti rivolgi ai Fan di Leggere, leggere, leggere. Ormai sono più di 24.000, cosa chiedi loro? Di cosa si parla sulla pagina ufficiale dell’iniziativa?

In realtà il gruppo originale di Leggere, leggere, leggere aveva superato le 250.000 adesioni, ma ho dovuto chiuderlo perché ormai in troppi approfittavano della sua visibilità per pubblicizzarsi. La pagina di cui parli è quella nuova su cui effettuo controlli più stretti. Alla fine le regole da seguire sono veramente pochissime: si parla del mondo dei libri e lo si fa in maniera disinteressata. Non mi piacciono gli scrittori esordienti che in maniera egoista "spammano" le loro opere in barba alla buona educazione. E' un brutto modo di proporsi e rovina l'esperienza di chi viene sulla pagina per motivazioni "sane". 

La tua battaglia contro l’anti-cultura, rappresentata da un certo tipo di televisione, è chiara. Come ti spieghi il fenomeno di una generazione più interessata al grande fratello che alla cultura? Perché in Italia, soprattutto tra i giovani, non si legge?

Questo è un argomento che mi sta molto a cuore. E' difficile fare un'analisi veloce su un fenomeno così complesso, ma ci provo. Nonostante io me la prenda spesso con la nuova generazione (di cui non faccio parte), penso che un ruolo fondamentale in questa decadenza, sia da ricercare nell'educazione dei genitori, spesso superficiale. E' però vero che un genitore non può plasmare come creta il proprio figlio e quindi il colpo di grazia è secondo me dato da chi controlla praticamente tutta l'informazione. Se in prima serata ci sono sempre programmi di basso livello, il mondo viene presentato come un colorato contenitore musicale pieno di ragazze che hanno almeno la quarta di seno e la politica viene trattata alla maniera delle supercazzole, come ci si può aspettare che un ragazzino, che principalmente si informa dalla TV, cresca con interessi diversi?

Iniziative come la tua, nate grazie all’idea di una persona e cresciuta grazie al consenso popolare, possono fare molto per diffondere il piacere di leggere. Cos’altro si potrebbe fare? O meglio, che cosa la scuola, le istituzioni possono fare per favorire la lettura?

Proprio la scuola dovrebbe cambiare completamente approccio al modo in cui propone la lettura. Essa è di per se qualcosa di personale e già il fatto che praticamente ogni libro letto a scuola è imposto (o al massimo fatto scegliere tra 2-3 dei soliti titoli) è un pesante blocco alla parte divertente della lettura. Dovrebbe essere insegnato il modo di trovare un libro, il modo per conoscere la storia del suo autore, zone in cui è possibile stare mezz'ora in santa pace con il proprio libro. Insomma, una rivitalizzazione e svecchiamento generale. Ho dovuto rileggere per conto mio dei libri che a scuola avevo odiato per poter capir meglio questo concetto.

Se dovessi consigliare un libro ad un tuo coetaneo, cosa gli consiglieresti e perché?

Può sembrare retorico, ma sicuramente 1984 di Orwell.  

Presentazioni di volumi, fiere e manifestazioni dedicate al mondo dei libri, hai mai avuto la possibilità di parteciparvi? Cosa ne pensi? O credi che ci siano altri modi per far incontrare autori e lettori?

Non sono molto esperto di questo campo, ma ho partecipato da protagonista  ad alcuni di questi incontri. Devo dire che sono positivi. L'interazione umana è sempre una spanna sopra le altre e spesso si fanno scoperte fantastiche. Magari scopri che quell'autore che pareva un po' con la puzza sotto il naso, in realtà è molto umano. Ogni tanto però si fanno pure scoperte spiacevoli!

Immagino che in un anno, ti siano arrivati tantissimi messaggi. Qual è e quali sono quelli che ti hanno più colpito? Cosa ti scrivono le persone a proposito del tuo progetto?

Il primo mese dopo aver lanciato l'iniziativa sono stato letteralmente sommerso da messaggi. Ho risposto a tutti e se qualcuno vi dirà il contrario è perché veramente non ho visto il loro messaggio. Sfortunatamente quelli che mi hanno più colpito sono i pochi negativi. C'erano persone che trovavano questo gesto inutile o addirittura fastidioso. C'era anche chi sosteneva che qualcuno mi pagasse per diffondere chissà quale messaggio! Bah, io spero che sia arrivato loro un libro!

Un anno è trascorso e siamo sicuri che stai organizzando un altro Leggere, Leggere, Leggere. Puoi darci qualche anticipazione sull’vento del 2011? Ci saranno novità rispetto all’edizione passata??

Come vi ho già anticipato, da quest'anno ci sarà una vera e propria pagina internet dove è spiegato per filo e per segno cos'è Leggere, leggere, leggere e come si fa. Ci sono altre novità in cantiere, ma dovrete pazientare ancora qualche giorno! Il cuore dell'iniziativa però rimane lo stesso e questo per me è fondamentale. Non voglio che si trasformi in un San Valentino qualsiasi!

Cosa ti aspetti dalla prossima edizione? Se dovessi creare uno slogan o una parola chiave per l’edizione 2011, quale sarebbe?

La mia paura è che sarà difficile replicare il successo della prima edizione. Lì c'era il fattore novità e tante altre combinazioni fortunate. Io ce la metterò tutta e spero che anche i lettori mi diano una mano! Slogan particolari? Leggere, leggere, leggere - Secondo Capitolo!


Ringrazio Alberto e con lui vi invito tutti  partecipare alla Seconda Edizione di !

Tenete d'occhio la Facebook dell'iniziativa!






25 gennaio 2011

Esclusiva | LE STREGHE DELLA PALUDE di FILOMENA CECERE estratto dal racconto "La quarta sorella"




“Era una terra fertile e generosa. Ma impervia per la diffusione degli immensi acquitrini e maledettamente perigliosa per la portatrice di morte. L’Appia era ancora una lunghissima strada fangosa. Talvolta sterrata. La Palude era una trappola. Non era un luogo dignitoso dove vivere. Quelle acque limacciose erano tutto ciò che possedevamo. Povertà. Malaria. Decessi. Gli occhi di un bimbo non dovrebbero assistere a un tale scempio”.
Una pausa. Un respiro profondo.
“Lucrezia viveva sola con sua madre. La donna contrasse la malaria. A nulla servirono medicine e cure prestate dall’Istituto Antimalarico, che aveva sede in uno dei fabbricati del Quadrato. Neppure l’affetto e la presenza costante di una figlia devota e affezionata alleviò le sue pene. La morte di sua madre generò in lei un cambiamento radicale. Si emarginò. Tormentata dai ricordi di quegli ultimi mesi e confinata nella paura di condividere la stessa fine infausta e dolorosa. Non passò molto tempo e la piaga visitò anche lei. Rifiutò le cure e le visite delle cugine. La palude divenne il suo specchio. La sua segregazione era totale. La sua anima si tinse di furore. La sua esistenza si votò al male”.
Serrò la mascella. Socchiuse le palpebre. Reclinò il capo.
“Praticava la stregoneria. Quella oscura. Satanica. Il suo attaccamento alla vita divenne morboso. Patologico. Malato. Aveva barattato la promessa di una lunga e sana vita con la fragile esistenza di piccoli innocenti. Nella zona sparirono i primi bambini. La voce di una strega che avesse fatto un patto col demonio si diffuse rapidamente. Molti al villaggio la insultavano. L’accusavano di tremende nefandezze. Ma non avevano prove e Lucrezia vagava a piede libero tra i boschi. Come un segugio. Come un dissanguatore bramoso di energia e carne.
Mia madre e le sue sorelle la difendevano. In cuor loro però sentivano che qualcosa in Lucrezia era mutato. C’era del vero in quelle accuse. I coloni avevano ragione. La strega deturpava gli esili corpi e li affondava nelle nere acque salmastre”.
Le lacrime le velarono gli occhi. Poi solcarono le guance.
“Una serata calda e umida. All’imbrunire. Attendevo paziente la mamma che con le zie era andata alla sorgente di Belladonna. Poco dopo il bivio dell’Epitaffio. Erano andate per prendere acqua potabile. Quella dell’unico pozzo esistente nel Quadrato veniva utilizzata solo per la nettezza dei luoghi.
Zia Lucrezia, così la chiamavo, entrò in casa. Il suo volto aveva impresso un ghigno malevolo. Un rantolo accompagnava i suoi passi. Mi afferrò per un braccio e mi trascinò fino alla sua capanna, portandomi via dai miei giochi di bambina. Avevo paura. Il suo tugurio ero sporco. Saturo di cadaveri di piccoli animali, privati di arti. Topi. Gufi. Gatti.
Non volevo stare con lei. Mi fece assistere a rituali che non comprendevo. Aveva spostato i pochi mobili e messi a ridosso delle pareti luride. Al centro della stanza, sul terreno battuto, c’erano candele accese che formavano un cerchio. All’interno una stella e dei segni disegnati con un filo di farina bianca. Mi prese in braccio. Mi lasciò al centro del cerchio. Mi intimò di rimanere ferma. Lei in ginocchio pronunciava parole incomprensibili. Un coltello stretto tra le mani. Piangevo e supplicavo, ma lei continuava nel suo canto di morte. La porta si spalancò. Un vento gelido penetrò nella stanza. Le imposte sbattevano. Rumori. Sibili. Il terriccio si sollevò e turbinò all’interno di quella prigione. Urlavo. Chiamavo mia madre.
La strega continuava nel suo macabro rito. Si sollevò, superò le candele e venne verso di me. Afferrò la mia mano. Mi ribellai. Mi strattonò fino a quando cedetti alla sua volontà. Con la punta del pugnale solcò il mio palmo. Il sangue scivolò fino a terra espandendosi come una macchia d’olio. La lama del pugnale sfiorò il mio corpo fino al collo e lo sguardo di Lucrezia divenne desioso. Il mio decesso avrebbe appagato la sua ira”.


News | LE STREGHE DELLA PALUDE il nuovo libro di FILOMENA CECERE GDS Edizioni


La casa editrice Gds Edizioni è lieta di annunciate l’uscita del nuovo libro di Filomena Cecere, prevista per il 15 marzo 2011.

Le streghe della palude è composto da quattro storie nate dai sogni notturni dell’autrice. Un libro a episodi dove le streghe sono protagoniste e ogni racconto è legato all’altro dalla voce fuori campo di un narratore che, come un antico cantastorie, annuncia in versi un mondo tra realtà e immaginazione.

La palude è il fulcro dove le vicende prendono vita. Talvolta luogo inquieto e ostile, talvolta familiare e protettivo. 

“Ieri, oggi, domani”, “Libero arbitrio”, “La quarta sorella” e “Sabba” sono i racconti dal sapore onirico che intrecciano passato e presente per condurre il lettore nell’affascinante e magico universo femminile.


L’autrice Filomena Cecere è una scrittrice pontina. I suoi scritti sono spesso il connubio di due generi letterari: il fantasy e il noir.
Con la Ego edizioni ha pubblicato la trilogia di Elidar (I cavalieri di Elidar, Il Sacro Diaspro e Il Pugnale di Ghiaccio).
Con GDS edizioni ha pubblicato La tredicesima costellazione e Ritratti di sangue.
Molti suoi racconti sono presenti in varie antologie.
Cura per Edizioni della Sera la collana fantasy “Spade d’inchiostro” e la rubrica “Fantamix” per il megazine “I duri della palude”.



La foto di copertina e le quattro foto interne sono ad opera della stessa autrice.
La modella ritratta è Sara Cecere.

La prefazione è di Fabiana Redivo
La postfazione è di Lucia Viglianti

In quarta di copertina i commenti di Paola Boni, Matthias Graziani, Fabiana Redivo e Lucia Viglianti.


Filomena Cecere è amica dei Readers, di e con lei potrete trovare sulla nostra panchina un'intervista e le recensioni dedicate al libro Pugnale di ghiaccio e Stirpe Angelica.





“Filomena Cecere è una donna che sa dare corpo alle visioni misteriose suscitate da una terra acquosa, desolata, in cui si avventura con curiosità e timore, in cerca di un’identità, nel tentativo affabulatorio di comporre una mitologia della palude e dei popoli che la abitano”.
Lucia Viglianti

 Contattate il sito www.gdsedizioni.it per prenotare in anteprima il libro le Streghe della Palude.

Visitate il sito :

Comunicazioni di servizio| SONDAGGIO: COSA LEGGI IN VIAGGIO?



 

E. Hopper, Chair car  1965


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