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Tutto il mondo dei libri su una panchina...

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15 settembre 2015

Pubblicato da Diego Rosato

25 maggio 2015




Un libro. Ne ho sentito parlare qualche tempo fa: Zombie, disegni, Roma, presentazione al Comicon di Napoli. Guardo la fila di libri da leggere accumulati sulla mia scrivania. No, adesso no. Eppure... guarda! Un 4x2 sui giochi per PS3... e, se ordini anche un libro, non paghi le spese di spedizione... È cominciata più o meno così la mia storia con l'ennesimo libro che mi ha chiamato a gran voce, quasi di prepotenza, un libro di cui ci sarebbero tante cose da dire, a cominciare dal titolo “Roma, città morta”, ma mi limiterò a quelle più importanti, quelle che lo rendono a mio avviso un gran bel libro.

La storia si può riassumere in poche parole: un virus sconosciuto scatena un'epidemia zombie. Caos, comunicazioni interrotte, civiltà a rischio estinzione. Le autorità cercano di documentare cosa sta succedendo nel nostro Paese e così inviano uno scrittore, Luca Marengo, detto Willy, come il pirata orbo de “I goonies”, perché ha perso un occhio, e un disegnatore, Giacomo Bevilacqua, detto Keison (sì, l'autore di “A panda piace”), perché... beh, è complicato. Nella loro Roma, non più città aperta, ma morta e militarizzata, scopriranno più di quanto forse avrebbero dovuto raccontare.

Se la storia è semplice, definire questo libro è un po' più complesso. Prendendo in prestito le parole degli Wu Ming, possiamo chiamarlo un oggetto narrativo non identificato. Prima di acquistarlo, pensavo che fosse un graphic novel, ma non è esatto. Più che “a fumetti”, questo è un volume illustrato e, più che un romanzo, un diario, beh, uno pseudo-diario. Gli autori si passano la palla nel raccontare ciò che vedono, con passi narrati affidati a Marengo e altri illustrati e più ironici a cura di Keison.

La narrazione è ricca di flashback in cui gli autori spiegano come è cominciato e come sono giunti ad accettare l'incarco di documentare tutto. Il risultato è una storia fatta di “scene”, di passato e presente che si intrecciano, in modo apparentemente un po' incoerente, ma di fatto molto ben congegnato, al fine di rendere ancora di più la sensazione di star leggendo un diario. Non mancano varie citazioni nerd, dalle carte magic a Battlestar Galactica, oltre ai già citati Goonies, perché, dove ci sono gli zombie, c'è sempre anche qualche nerd.

Ciò che mi sono chiesto mentre leggevo questo libro è quanto sia una storia di zombie (peraltro gli zombie a Roma ci sono già stati) e quanto un'allegoria dell'attuale situazione in Italia, in particolar modo nella Capitale, con allusioni alle ultime vicende di cronaca: senza scendere in dettagli che potrebbero anticipare troppo della lettura, posso dire che, come spesso accade nelle storie di non morti, sono i vivi i nemici più pericolosi e subdoli.

Un'ottima edizione solida e ben curata completano quello che non faccio fatica a definire il miglior libro che mi è capitato per le mani in questo 2015. Vi lascio con il book trailer e il consiglio di non farvi scappare questo fantastico tocco di originalità in un genere un po' abusato in questi ultimi tempi.




Recensione a cura di Diego


Roma città morta - Diario di un'apocalisse” di Giacomo Bevilacqua e Luca Marengo, Multiplayer Edizioni, 176 pagg, 14,90 euro


Pubblicato da Diego Rosato

13 maggio 2015



La mancanza di un editing professionale si nota, ed è un vero peccato. A disturbare non sono tanto i refusi e gli errori di forma, che ormai si trovano anche nelle edizioni più blasonate, quanto lo stile, che avrebbe beneficiato di una rilettura critica e di una bella “sforbiciata” al fine di rendere la narrazione più scorrevole.
Per il resto il romanzo merita attenzione.
Pubblicato da Diego Rosato

12 maggio 2015


Oggi voglio lanciare una campagna di sensibilizzazione: troppe persone guardano Star Wars e pensano che i soldati imperiali siano dei robot, troppe persone credono che le truppe d'assalto imperiali siano un branco di idioti, troppe persone ignorano che dentro quelle armature ci sono persone con un cuore e una cultura. A sostegno di tale tesi, vorrei che ascoltaste, ehm .. pardon, leggeste le parole di Karen Traviss, meravigliosamente raccolte nella saga "Republic Commando".


La saga si compone di quattro volumi, tutti editi da Multiplayer.it edizioni:
  • Missione ad alto rischio, 288 pagine, 14,90 euro (7,99 euro in eBook)
  • Triplo zero, 456 pagine, 14,90 euro (7,99 euro in eBook)
  • Identità, 496 pagine, 14,90 euro (7,99 euro in eBook)
  • Ordine 66, ancora inedito, ma non per molto

Una quadrilogia, come vi dicevo, che è quasi giunta al capitolo finale, così avete giusto il tempo di mettervi in pari, qualora ve la foste lasciata scappare, perché è davvero una gran bella saga. Ammetto che una volta non mi interessavano molto i soldati: ho sempre considerato la guerra dei cloni più come una condizione al contorno, un trucco di Palpatine e in effetti lo è, eppure non bisogna dimenticare che quei cloni sono comunque uomini, uomini ridotti in condizione di schiavitù, senza speranza per il futuro.


Anzi, il primo capitolo della serie si apre con la costituzione della squadra Omega con i superstiti di altre squadre cadute in battaglia. Dopo le iniziali difficoltà, la squadra è inviata in una missione che mira alla distruzione di un agente patogeno creato per sterminare i cloni. Nel secondo volume la squadra, ormai consolidata, è su Coruscant (coordinate 0-0-0) per una missione anti-terrorismo e imparerà che non sempre è semplice come sul campo di battaglia stabilire chi sia il nemico. Nel terzo capitolo assistiamo a un cambio di rotta della narrazione e scopriamo che alle volte anche i cloni possono pensare a se stessi, con tutte le conseguenze del caso.

Pubblicato da Diego Rosato

11 maggio 2015



Per la prima volta mi accingo a recensire un libro che, in realtà, non ho ancora finito di leggere. Ma è un libro che so che, alla fine, non mi lascerà scontenta. E, se mai dovesse accadere una tal cosa, farò un mea culpa e ne scriverò male, perché la delusione sarà ancor maggiore.
Quando un libro racconta di artisti famosi o di personaggi storici, è altamente probabile che la mia attenzione ne venga catturata. Che volete farci? In fondo ho anche improntato i miei studi universitari su questi argomenti. Chiamiamola “deformazione professionale”, che poi tanto professionale non è …
Ho una predilezione innata per i romanzi storici: trovo un non so che di magico nell'unire la Storia con l'invenzione narrativa. Perché il compito dello scrittore di questo genere letterario è proprio questo: proiettare la fantasia del lettore in un determinato periodo storico e fargli (ri)vivere il momento, raccontandogli una storia che sia, contemporaneamente, vera perché realmente accaduta e frutto dell'immaginazione dell'autore del romanzo nei dialoghi.
Personaggi veramente esistiti che dialogano ed interagiscono con personaggi secondari o totalmente fittizi ma che riflettono nei loro modi di comportarsi la realtà storico-sociale del momento raccontato. Avvenimenti dubbiosi ma verosimili che hanno il sol compito di romanzare il tutto senza in alcun modo influenzare lo scorrere del Tempo ed alterare altresì la Storia. Descrizioni di paesaggi, oggetti, abiti ed arredi che aiutano il lettore ad entrare nella realtà narrativa.
Imperator di Giulio Castelli è tutto questo. Forse un po' pesante e poco scorrevole in alcuni punti. Magari fin troppo descrittivo alcune volte. Ma lo ritengo un romanzo sorprendente (almeno fin dove ho avuto occasione e tempo di leggerlo). È un viaggio ben descritto in quei luoghi suggestivi che hanno segnato il passaggio della bella città di Roma e dell'Impero d'Occidente dai fasti e dagli splendori, alla miseria ed alle lotte intestine che l'hanno, poi, condotta, alla caduta. Imperator è la narrazione fedelmente storica degli eventi che hanno portato all'avvento del Medio Evo, con l'irruzione nei confini dell'Impero d'Occidente di orde barbariche unitamente a congiure di palazzo e intolleranze religiose con l'affermarsi del Cristianesimo.
Castelli è bravo nel suo intento: è minuzioso nelle descrizioni delle città tanto quanto lo è con la descrizione introspettiva degli stati d'animo e dei sentimenti dell'Io-narrante, Giulio Valerio Maggiorano (420 – 461). Non perde mai il filo del discorso, non divaga, rimane fedele al suo obbiettivo: portare avanti il racconto tumultuoso di una sontuosa decadenza.
Il lettore viene catapultato nel V secolo dopo Cristo, un'epoca poco conosciuta ma di rilevante importanza in cui spiccano personaggi di un certo spessore. Per citarne alcuni, ricordiamo Flavio Ezio, nel libro citato solo come Ezio, (390 – 454), famoso per aver inflitto presso i Campi Catalunici, in Gallia, una pesantissima sconfitta al re unno Attila (406 – 453); GallaPlacidia (388 – 450), imperatrice romana presa in ostaggio dai Visigoti, di cui sposò in prime nozze il sovrano Ataulfo e dalla cui unione nacque Teodosio; il re vandalo Genserico (389 – 477) che nel 455 guidò il suo popolo nel Sacco di Roma e che proprio in quell'occasione ebbe a che fare con PapaLeone Magno (390 – 461): il Pontefice, infatti, con la sua intercessione ottenne la promessa di aver salve le vite degli abitanti come anche le tre basiliche maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo); Eraclio (di cui si conosce solo la data della morte, avvenuta nel 455) un eunuco di rilevante importanza poiché ricopriva la carica di primicerius sacri cubiculi (era una sorta di intermediario fra la sacra persona dell'Imperatore ed il resto del mondo e per tale motivo aveva anche libero accesso in tutte le stanze del Palazzo) di ValentinianoIII (419 – 455), sovrano appartenente sia alla dinastia teodosiana che a quella valentiniana e per questo simbolo dell'unità dell'Impero; LicinaEudoxia (422 – 493), moglie di Valentiniano III che a seguito del sacco di Roma venne rapita e portata in Africa. E tanti altri personaggi-satelliti della cui esistenza non siamo certi ed il cui compito è di fare da spalla ai personaggi principali.
Un libro da promuovere in pieno. Un libro da consigliare. Almeno fin dove sono arrivata a leggerlo, un libro da leggere. Il primo della trilogia (Gli ultimi fuochi dell'Impero Romano e 476 A.D. L'ultimo Imperatore) che Giulio Castelli ha dedicato all'Impero Romano. Un libro da tenere assolutamente sugli scaffali della propria biblioteca casalinga, se si è amanti del genere romanzo storico.
A cura di Emanuela
Imperator. L'ultimo eroe di Roma Antica” di Giulio Castelli, Newton Compton Editori, 592 pagg, 6,90 euro (2,99 euro in eBook)

  Vi suggerisco anche la versione contenente l'intera trilogia!

 
 
Imperator – Gli ultimi fuochi dell'Impero Romano – 476 A.D. L'ultimo imperatoredi Giulio Castelli, Newton Compton Editori, 1344 pagg, 8,90 euro (5,99 euro in eBook)



Pubblicato da Diego Rosato

7 maggio 2015



È la prima volta che mi cimento nella recensione di un libro che, ammetto, non mi è piaciuto un granché. Probabilmente perché ha deluso qualsiasi mia aspettativa.
Pubblicato da Diego Rosato

6 maggio 2015


 
Quando ero bambino ero fissato coi robot. Grandi, piccoli, buoni, cattivi: basta che si potessero trasformare o smontare e rimontare, per me erano il meglio che l'industria ludica potesse offrire (sì, vabbè, ho capito!). Poi un giorno mio padre, esasperato, chiese consiglio su cosa potesse regalarmi per il mio compleanno per distrarmi da quella (in)sana passione e fu così che per il mio ottavo compleanno ricevetti in regalo un N.E.S.: papà non sapeva che mi aveva appena arruolato in uno dei due eserciti in lotta per la prima vera guerra dei videogiochi, la Console War per eccellenza, quella tra Nintendo e Sega!

Pubblicato da Diego Rosato

4 maggio 2015


Quanto segue è l’intervista fatta durante il Cosenza ComiCS a Emanuele Tenderini e Linda Cavallini, gli autori di Lumina.
Premetto che è stata un’intervista esilarante, Emanuele e Linda sono molto simpatici e coinvolgenti. La mia impressione è stata quelle di due persone che si completano molto: Linda è dolcissima, pacata e introspettiva.
Emanuele è un vulcano: ironico e disinvolto.
Questa è l’impressione avuta durante il tempo trascorso insieme per l’intervista e a dire il vero, il caso ha voluto che ci incontrassimo anche durante la pausa pranzo, dove ho scoperto che i nostri due beniamini conducono anche una vita abbastanza sana ed equilibrata, con attenzione al cibo e per dirla all’Emanuele: all’idratazione giornaliera. 
Pubblicato da Diego Rosato

30 aprile 2015


Buongiorno, Readers!
Ebbene, sì, siamo tornati e lo abbiamo fatto in grande stile! In attesa delle novità che stiamo preparando, abbiamo realizzato per voi un nuovo numero del magazine che, numeri alla mano, seguite con tanto affetto. Questo mese abbiamo fatto accomodare sulla nostra panchina personalità come Loredana Lipparini, Dacia Maraini e Francesca Pansa, mentre abbiamo affidato la copertina a Salvatore Giommarresi.

Nel dettaglio il numero in uscita contiene gli articoli:
  • I Risaliente, di Clara Raimondi - pagina 5
  • Intervista a Salvatore Giommarresi, di Clara Raimondi - pagina 7
  • 25 Aprile a Corridonia, di Martina Nasato - pagina 10
  • Attenti ai film giurassici, di Francesca Cerutti - pagina 12
  • Intervista a Loredana Lipparini, di Daniele Campanari - pagina 14
  • Reader's kitchen, di Clara Raimondi - pagina 16
  • Conoscere l'ISIS che abbiamo creato anche noi, di Simone Di Biasio - pagina 18
  • Young writers, di Clara Raimondi - pagina 22
  • I ragazzi e la scuola, di Diego Rosato - pagina 28
  • Intervista a Claudio Volpe, di Clara Raimondi - pagina 30
  • Io & Dacia, di Claudio Volpe - pagina 34
  • Sam Zabel e la penna magica, di Zeropregi - pagina 36
  • Speciale Dossier, di Diego Rosato - pagina 38
  • Penny Dreadful, di Danylù Louliette Kazhan - pagina 46
  • Intervista a Francesca Pansa, di Claudio Volpe - pagina 50
  • Oltre l'EXPO, di Emanuela Ciacci - pagina 52
  • La Germania affosserà l'Europa, di Simone Di Biasio, pagina 57
  • Novità Manga 2015, di Jessica Marchionne - pagina 60
  • Little Readers, di Clara Raimondi - pagina 62
  • Intervista a Gian Luca Campagna, di Daniele Campanari, pagina 64

Cosa aspettate? Accomodatevi anche voi sulla nostra panchina e buona lettura!




Pubblicato da Diego Rosato

28 aprile 2015

 

27, 28 e 29 marzo 2015 sono stati per la cittadina di Cosenza, tre giorni intensi all'insegna dell'arte, della cultura, dei giochi, dello sport e del divertimento.
Un tuffo nel mondo fantascientifico di Star Wars grazie alla mostra sull’esalogia e alla presenza della  Italica Garrison 501st Legione, Pugno di Vader!
Pubblicato da Diego Rosato

24 aprile 2015


Avete mai pensato di organizzare una maratona letteraria? Una serie di eventi, centinaia di eventi che abbiano un unico protagonista: il libro?
Pubblicato da Diego Rosato

30 marzo 2015


I grandi artisti vedono cose che gli altri non vedono. Guardano una scena, uno sguardo, un oggetto che migliaia di persone guardano tutti i giorni e vedono qualcosa di diverso. Immaginate una grande metropoli come New York, piena di cose meravigliose, di luci, monumenti, persone. La classica città che ti spinge a guardare in alto, a distrarti, attirato dagli specchietti per le allodole di cui la città è piena. Invece Will Eisner guardava in basso, sempre. E vedeva cose che non tutti vedono.
Pubblicato da Diego Rosato


Ci definiscono “transmediali”. Siamo quelli che, se giocano a un bel videogioco, vogliono vedere il film, se vedono un buon film, vogliono leggere un libro e se leggono un buon libro, vogliono giocare col videogioco. Siamo i maniaci degli universi espansi, della continuity e degli spin-off. Siamo i più amati dai signori del merchandising. Se avete inquadrato il soggetto, provate a immaginare come posso sentirmi, ora che ho scoperto un libro transmediale. Un libro che è anche un videogioco, anzi un insieme di videogiochi. Sto parlando di “You” di Austin Grossman


Pubblicato da Diego Rosato

Vi avevo promesso un articolo sulla fiera... vi aspettavate il solito articolo-resoconto, professionale e didascalico, vero? Scordatevelo. Oggi vi scrivo da nerd tra i nerd, da ossessionato tra gli ossessionati. Perché quando entri a Cartoomics, ti ritrovi improvvisamente circondato da persone estremamente diverse tra loro, ma che hanno tutte una passione in comune: quella per il fumetto, per le serie tv, per il fantasy, per il gioco di ruolo, per la fantascienza... insomma, per tutto ciò che soddisfa la sete di conoscenza di noi nerd. A tal proposito, la mia prima tappa è un veloce saluto a Daniele Daccò, in arte "il Rinoceronte", direttore editoriale di Orgoglio Nerd nonché autore della recentissima "Teoria N". Scambio due chiacchiere col Rinoceronte ed è già ora di muovermi: troppi autori da incontrare, troppi fumetti da farmi autografare, troppi eventi da seguire. Tra questi eventi, m'imbatto quasi per caso in un breve spettacolo mash-up organizzato dai ragazzi dell’Umbrella Italian Division in collaborazione con la 501st Italica Garrison. In poche parole, davanti ai miei occhi gli zombie di Resident Evil si scontrano con il Lato Oscuro della Forza: uno dei momenti più entusiasmanti di questo Cartoomics 2015.


Piccola pausa per tirare un po' il fiato (la gente in fiera è tantissima, forse ancor più rispetto agli anni passati), e vado a farmi autografare un po' di fumetti da Felinia e Barbara Barbieri, autrici rispettivamente di Sopravvivere al Proprio Gatto e dell'ormai classico Zannablù. Foto di gruppo, autografi e... si riparte! 
 


Ora è la volta di Sio. Potrei spiegarvi chi è Sio, ma non lo farò. Cercatelo su Facebook, su YouTube, su Wikipedia, in Edicola... ormai è dappertutto, grazie anche all'inarrestabile e travolgente comicità nonsense del suo Scottecs Megazine. A causa della folla di bambini in delirio, ragazze eccitate (ai limiti dell'indecenza), adulti che fingono di non saperne nulla ma che intanto son lì in coda anche loro per farsi dedicare una vignetta, l'incontro con Sio è brevissimo: una stretta di mano, una battuta veloce, un disegnino brutto (in realtà è un complimento... i disegni di Sio son brutti ma riconoscibili, funzionano anche per questo), e vengo già risucchiato via dai fans più agguerriti. 



Ok, è ora di fare un po' di foto ai cosplayer: personaggi Marvel, dottor Who, pirati dei Caraibi, il Babau di Nightmare Before Christmas, il sosia di Jim Carrey, Alien e Predator, un'infinità di principesse, cavalieri Jedi, unicorni e demoni, robottoni e droidi, supereroi e supercattivi... impossibile elencarvi tutti i soggetti dei cosplay che girano per la fiera, sono letteralmente migliaia. 







Finisco d'impersonare il classico giapponese che fotografa all'impazzata qualsiasi cosa incroci il suo sguardo e m'incammino verso lo stand di Don Alemanno, il bravissimo autore di Jenus, dove è in programma una sessione di autografi. Mi accodo paziente (anche qui la ressa è impressionante), scambio qualche battuta con Angius (braccio destro del Don) e con il buon Bruano (autore delle "supposte di Bruano", che chiudono ogni numero di Jenus), ed è il mio turno: irriverente e dissacrante come sempre, il Don mi maledice bonariamente e mi disegna l'ennesimo sketch... ormai potrei tappezzarci casa, ho più disegni del Don che miei, ma non posso farci nulla, li adoro!


Arriva l'ora di pranzo, mi prendo un panino al supermegaschifo con contorno di porcherie, e me lo gusto mentre seguo un incontro di wrestling (non chiedetemi cosa-come-perché, non ci capisco nulla... ma è stato stranamente piacevole sentire il rumore di schiene spezzate ogni volta che un lottatore veniva gettato a terra). Terminato il mio pasto frugale (seee, come no), ho il tempo di rigettarmi tra la folla in cosplay e girare un po' a casaccio tra i vari stand di fumetterie e negozi di gadget.
A questo punto, stravolto, cerco di orientarmi e raggiungere Licia Troisi, la famosissima autrice delle Cronache del Mondo Emerso, ma riesco clamorosamente a mancarla per pochi istanti. Pazienza, mi dico, alcuni supereroi han fatto errori ben più gravi (vero, Peter Parker? SNAP!).
Dopo aver perso l'orientamento almeno altre quattro volte in venti minuti, m'imbatto in Silver, mitico papà di Lupo Alberto. Purtroppo non ho potuto scambiarci due chiacchiere, ma sono riuscito a fotografarlo per voi. Stesso discorso per Davide Toffolo, già chitarrista e cantante del gruppo "Tre Allegri Ragazzi Morti", nonché autore del fumetto "Cinque Allegri Ragazzi Morti".



Ormai stremato, mentre cerco di farmi largo tra i visitatori sempre più numerosi, ripasso dallo stand di Shockdom, dove riesco a farmi autografare una copia de "I Treccani" (già pastrugnata da Sio) da Gaunt Noir e Albo.
Esco dalla fiera che sono un lago di sudore, ma pienamente soddisfatto e ancora emozionato per l'esperienza appena vissuta.
Arrivederci a Cartoomics, all'anno prossimo... che la nerditudine sia con voi.

A cura di Mattia


Pubblicato da Diego Rosato

6 marzo 2015


Qualche giorno fa, girovagando per siti in cerca di un volume di non facile reperibilità, ho notato una cosa strana. Un libro di fisica. No, non intendo dire che un libro di fisica è una cosa strana, ma che fosse primo in classifica questo è quantomeno inconsueto.

Pubblicato da Diego Rosato

5 marzo 2015



Chicot ed io la pensiamo allo stesso modo: un romanzo deve divertire, appassionare, ma soprattutto insegnare qualche cosa. E il genere del romanzo storico è quello più adatto allo scopo.

Pubblicato da Diego Rosato

23 febbraio 2015


Come molti sapranno, anche quest'anno si terrà a Milano (zona Rho Fiera) il consueto appuntamento con Cartoomics, una delle principali rassegne dedicate al mondo dei fumetti, dei videogiochi e dei film. Giunta alla sua ventiduesima edizione, Cartoomics continua a proporre innumerevoli attività legate al fumetto: mostre, incontri con autori, cosplay, aree per i giochi... insomma, ce n'è per tutti i gusti!
Pubblicato da Diego Rosato

18 febbraio 2015

 

Deadpool è un personaggio che mi ha sempre affascinato. Innanzitutto è completamente matto e, se c'è qualcuno di interessante al mondo, è un matto. Poi è dotato di ironia e un sano sarcasmo, il sale della vita. Infine non di rado infrange la quarta parete. Che ne direste, però, di un mercenario chiacchierone trapiantato in piena Guerra Fredda, senza altro potere che le sue abilità acquisite nel tempo e alla ricerca della solita valigetta nucleare perduta?

Pubblicato da Diego Rosato

16 febbraio 2015



La nostra ultima colazione al YWCA di Colombo è indimenticabile, all'insegna di un ovetto sodo (cotto una settimana fa, e lo riconosco dal segnetto che io gli feci sul guscio una settimana fa!), tè al latte, toast con burro (ossia mix di burri di varie colazioni, ricongelati  e scongelati ogni mattina), formichina e l'onnipresente ritratto di Gesù con gli occhi spiritati.

Pubblicato da Diego Rosato

11 febbraio 2015


La comunicazione è un argomento più articolato di quanto possa sembrare, anche a giudicare dei vari personaggi che ogni tanto si sentono in diritto di sproloquiare sull'argomento. Beh, se c'è qualcuno in Italia che ne sa qualcosa, questi è Umberto Eco e l'ennesima prova ce l'ha fornita con il suo nuovo romanzo, Numero Zero.
Pubblicato da Diego Rosato

9 febbraio 2015

 
Ho scoperto che gli scrittori spagnoli amano ripetersi. Evidentemente schema vincente non si cambia.  A differenza di Zafon - che ripete da anni una trama inutile - Falcones almeno affronta periodi storici diversi, facendo luce su aspetti poco conosciuti della storia spagnola.
Pubblicato da Diego Rosato

3 febbraio 2015




Il romanzo si è rivelato diverso da come lo avevo immaginato dalla sinossi. La storia, infatti, non ruota attorno alla scelta di un ingegnere londinese di trasformarsi in agricoltore per sopravvivere ad una carestia - causata da un virus che colpisce le graminacee - bensì di come lo stesso riesca ad arrivare alla fattoria, di proprietà del fratello, nonostante disti "solo" una quarantina di chilometri da Londra.
Pubblicato da Diego Rosato

2 febbraio 2015

 
Passeggiare fra le vie di Colombo è tutto fuorché uno spasso, ma può rivelarsi interessante. Lo smog unito all'umidità che crea una fitta foschia ti fa sentire affetto da cataratta continua. Il traffico è demenziale e dopo circa 15 minuti di tentativi smettiamo definitivamente di passeggiare e montiamo in tuk-tuk. 
Pubblicato da Diego Rosato

1 febbraio 2015


Ogni tanto mi viene il dubbio che alcune persone conoscano i miei gusti meglio di me. Capita alle volte che veda un libro e penso che potrebbe piacermi, ma il dubbio mi resta e così almeno per il momento lo metto da parte. In fondo di libri ce ne sono milioni da leggere. Però poi succede che l'ufficio stampa dell'editore mi mandi una copia omaggio proprio di quel libro. Mi sembra quasi di sentire la responsabile che mi dice “No, Die', questo lo DEVI leggere! Ti piace di sicuro!”. Se vi sembra che stia esagerando con la fantasia, dovreste conoscere Wayne Gladstone e il suo “Internet Apocalypse” per rendervi conto che in materia sono un misero dilettante.
Pubblicato da Diego Rosato

30 gennaio 2015


L'ho acquistato senza sapere che fosse diventato una serie Tv con Kevin Spacey, né tanto meno che fosse già stata una miniserie BBC ai tempi della pubblicazione. Non avevo nemmeno notato che il romanzo era stato ripubblicato e rimaneggiato proprio in seguito al successo ottenuto con il serial americano. L'ho acquistato perché mentalmente ho tradotto il titolo come Castello di carte e questa associazione d'idee si sposava perfettamente con l'idea che ho della politica. Inizialmente l'ho trovato noioso, la politica mi fa sempre questo effetto, e dopo i primi capitoli l'ho abbandonato per dedicarmi ad altre letture a me più congeniali. Tuttavia non finire i libri mi disturba terribilmente, così ho deciso che avrei sofferto il necessario per terminarlo. 

Pubblicato da Diego Rosato

23 gennaio 2015



Non so quanto sia necessaria una recensione de “Il corvo”, che è già un must per gli appassionati di fumetti (provate a intromettervi in una discussione tra fumettari e dire che non l'avete mai letto) e credo che siano in pochi quelli che non hanno visto il film... sì, il film, non i film: gli altri tre se li potevano pure risparmiare. Eppure non mi sentirei in pace con me stesso se non dedicassi due parole al capolavoro di James O'Barr... se non altro, per chi ha visto solo il film.
Pubblicato da Diego Rosato

22 gennaio 2015


 

Partenza da Venezia, ore 13:00, destinazione, Istanbul  e poi Colombo con piccolo scalo tecnico a Malè. Rimaniamo però bloccati per tre ore all'interno dell'aereo a Venezia che non può partire per Istanbul in quanto l'aeroporto è stato chiuso al traffico aereo. Su Istanbul si sta abbattendo un nubifragio con bombe d'acqua, saette e trombe d'aria. In aereo il tempo passa lento tutto tace, se non fosse per le urla di gioia dell'Americana pazza vestita con manti di leopardi, residente nel Quwait, e grande appassionata di whisky. 
Pubblicato da Diego Rosato

21 gennaio 2015



Dopo "Donne allo specchio" la mia stima per lo scrittore francese è aumentata. La stesura del romanzo ha richiesto sette anni. All’inizio del 2000, ad opera praticamente ultimata, lo scrittore ha subito il furto del computer, che conteneva il manoscritto e tutti i back-up. Dopo l’iniziale smarrimento Schmitt non si è perso d'animo e, in pochi mesi, ha riscritto completamente il romanzo. Visto l'argomento e il contenuto il furto poteva anche nascondere un piccolo giallo, ma alla fine il romanzo è stato pubblicato, un'opera di fantasia senza implicazioni religiose. Visto il successo ottenuto il testo è stato tradotto in numerose lingue ed adattato per il teatro (Schmitt è prevalentemente un autore teatrale), andando in scena in diversi paesi.
Pubblicato da Diego Rosato

8 gennaio 2015


 
Vi è mai capitato di andare a cena da amici un po' creativi, di quelli a cui piace sperimentare? Sto parlando di quelle persone che non si limitano a copiare una ricetta, ma aggiungono sempre qualcosa, come il coriandolo nella carbonara o la crema alle noci nel brodo di pollo. Ogni tanto questo capita anche in letteratura, così in passato abbiamo potuto vedere Jane Austen combattere contro gli zombie e Sherlock Holmes dare la caccia a Dracula, per esempio. Ora immaginate di prendere un bel pentolone, metterci dentro Star Wars, condire bene con The Walking Dead e aggiungere una spruzzata di Alien, anzi non immagantelo, leggetelo, perché Joe Schreiber ne ha già fatto un libro.

Pubblicato da Diego Rosato

7 gennaio 2015



Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.
Pubblicato da Diego Rosato