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19 maggio 2014

Il cardinale nero di Margarita Torres

Salamanca, ritratta da Zanastardust su Flickr
Sono arrivata fino all'ultima pagina sperando che improvvisamente il romanzo si riscattasse e che, finalmente, le premesse trovassero conferma, ma purtroppo ad essere confermata e' stata solo la delusione. 

Tra parentesi, per l'ennesima volta, devo rimarcare la pessima traduzione, a partire dal titolo originale che parla di teschi e non di cardinali. L'unico cardinale nominato nel romanzo e'  Cisneros, che nero lo fu senz'altro, ma che nella storia in oggetto ha un ruolo del tutto marginale.  

Il "cattivo" qui e' un frate inquisitore, ma per motivi che poco o nulla hanno a che fare con la religione. La stessa sinossi ufficiale e' sbagliata, il mistero che dovrebbe essere svelato non ha a che fare con la Chiesa, bensi' con Cristoforo Colombo e la scoperta del nuovo mondo. 

La parte piu' interessante, quella per cui vale la pena aver letto il libro, riguarda Luisa de Medrano Bravo de Lagunas Cienfuegos, personaggio realmente esistito e che, nell'anno accademico 1508-1509, effettivamente sostitui' il professor Nebrija presso l'universita' di Salamanca. Viene quindi ricordata come la prima donna al mondo ad aver insegnato all'università.  


Margarita Cecilia Torres, scrittrice ed esperta di storia medioevale, insegna all'università di Leon
L'obiettivo dichiarato di Margarita Torres era celebrare questa figura di donna, al quale aggiunge il tocco fantasioso di una cugina che, per sfuggire ad un matrimonio indesiderato, si finge maschio e, con la complicità di Luisa e del rettore dell'università, riesce a conseguire la laurea in medicina. La Torres, a mio avviso, eccede nel complicare la vicenda con incroci di figli illegittimi e identità segrete, plausibili per l'epoca, ma spinti all'eccesso. 

Per essere una spagnola che ci tiene a ricordare una grande conterranea del passato, mi ha colpito la scarsa considerazione nei confronti della regina dell'epoca, Giovanna, figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona,  nota con  il nickname La pazza

Costretta per ragioni dinastiche a sposare Filippo d'Asburgo, se ne era subito innamorata, suppongo a causa di quell'appellativo, il Bello, per cui il consorte era famoso.  Alla morte della madre Isabella la prima in linea dinastica e' proprio Giovanna, ma il padre e il marito, stufi di essere "principi consorti" non sono dello stesso avviso. 

Internata nella fortezza di Tordesillas viene tagliata fuori da ogni contatto, persino  i figli, ancora piccolissimi, non possono farle visita. Sebbene cerchino con ogni mezzo di farla dichiarare insana di mente non ci riusciranno mai e Giovanna morira' a Tordesillas ben quarantanove anni dopo. 

Forse e' stata pazza a non cedere, ma ai miei occhi questo la rende una gran donna. La madre l'aveva infatti avvisata che, con ogni probabilita' le avrebbero impedito di regnare, e le aveva fatto promettere che non avrebbe mai, per nessuna ragione, ceduto lo scettro. 

L'appellativo, tuttavia, se lo guadagno' quando, alla morte del marito, ne fece imbalsamare il corpo  per tenerselo in camera ... Da donna piu' che pazzia la chiamerei vendetta. 

A chi fosse interessato alla storia di Giovanna consiglio il libro L'ultima regina di C.W. Gortner 


La Torres, invece, si attiene alla "storia ufficiale" e questo mi ha dato molto fastidio. 

Nel complesso il romanzo raggiunge appena la sufficienza, piu' per l'idea che non per il contenuto. 

A cura di Claudia Peduzzi




Il cardinale nero (eNewton Narrativa) di Margarita Torres, Newton Compton Editori, 334 pagg, 7,90 euro in formato cartaceo, 4,99 in formato ebook


Voto: 6/10






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