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3 aprile 2014

IN VESPA A CAPO NORD


“Non è un hobby, non è soltanto una passione. Viaggio perché non potrei fare altrimenti”. Questa, in sintesi, la filosofia di vita di Filippo Logli, autore di In vespa a Capo Nord (edito da Exorma), un racconto di viaggio ricco di dettagli pratici, ma anche espressione di ricerca interiore, del superamento dei propri limiti, vagheggiamento sentimentale di una libertà sconfinata. 

La suddivisione del libro in due parti, la genesi del viaggio e il racconto dell’avventura in ogni minimo particolare, segue un criterio cronologico. Sin dall’inizio quindi, il lettore viene catapultato in un universo personale e intimo, quello dell’autore, intriso di passione e di curiosità per l’altrove e il diverso, insofferente e a disagio in un contesto routinario. 

La scintilla che innesca questa stravagante quanto avvincente avventura, viene raccontata al lettore con estrema semplicità: Logli ritrova la vecchia Vespa del padre. Pur non sapendola guidare (problema a cui ovvierà in brevissimo tempo), l’autore si sente ispirato a nuove avventure: il mezzo storicamente è simbolo di emancipazione e di libertà. Ma nella storia personale di Logli la Vespa rappresenta qualcosa di più: un ricordo del nonno Dante, instancabile operaio della Piaggio, ed un senso di appartenenza alla propria terra (la Vespa viene prodotta a Pontedera). 


Nasce così, quasi per caso, la sfida di Logli a raggiungere in Vespa Capo Nord, con una forte motivazione sentimentale, con l’esperienza del viaggiatore che non teme le convenzioni e con l’entusiasmo di chi porta sempre con sé i sogni in tasca. Dal pensiero alla realizzazione il passo è breve e come illustra l’autore un’idea coraggiosa, se sapientemente comunicata, entusiasma e raccoglie consensi al di là di ogni aspettativa. 

Logli ha utilizzato i nuovi media per raccogliere fondi e trovare sponsor per la sua impresa, per coinvolgere un compagno di avventura (l’amico Alessandro Pierini), per tracciare l’itinerario, per reperire i couchsurfer lungo il tragitto, ha coinvolto i Vespa Club locali e mondiali, ha portato un simbolo del made in Italy fino Capo Nord, dimostrando determinazione e febbrile curiosità. 

E così, dopo aver rimesso in sesto la Vespa, messo a punto strategie per non rimanere a secco lungo il tragitto, ideato lo zaino perfetto, calibrato i pesi e imparato i rudimenti di meccanica, il viaggio ha inizio. In 34 giorni densi di vicissitudini, non ricchi di comfort, ma di emozioni e di scorci ben descritti, i due giovani hanno attraversato 9 Stati europei, deviando talvolta dal percorso originario e improvvisando sulla base di un estro contingente. “Del resto, quello che ci appassiona e ci nutre di emozioni, più che il raggiungimento della meta, è il viaggio stesso. Le mete vengono raggiunte e sostituite da altre, il viaggio, invece, è un percorso continuo, fuori e dentro di noi”.

A cura di Alessia Spinella


In Vespa a Capo Nord. 9.680 km, 34 giorni, 50 km/h di Filippo Logli, 224 pagg, 15,90 euro