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27 gennaio 2014

Jan Karski. L'uomo che scoprì l'Olocausto


Oggi 27 gennaio 2014 è ancora una volta la Giornata della Memoria. Dico ancora perché tra un negazionismo sempre più evidente, atti (come quelli avvenuti qualche giorno fa a Roma) che hanno solo del vandalico ed un certo menefreghismo, anche quest'anno ci prendiamo un giorno e ricordiamo quanto accaduto solo qualche decennio fa.

Ma la Giornata della Memoria è solo il ricordo dell'Olocausto? No, è la giornata dedicata al ricordo di quanti, in tutte le epoche e ancora oggi, sono stati perseguitati e umiliati e soprattutto dimenticati da chi poteva e non ha fatto nulla.


La storia che vi proponiamo oggi è dedicata ad uno dei tanti eroi dimenticati di quegli anni che  non ha voluto chiuderli quegli occhi e che è andato dai grandi del mondo per raccontare quanto accadeva nei campi di sterminio.

Il suo nome era Jan Karski, ufficiale della Resistenza polacca che, dopo rocambolesche avventure, riuscì a portare al presidente Roosevelt le prove dello sterminio degli ebrei.

Naturalmente i documenti furono ignorati, la Germania era prima di tutto una potenza militare ed economica sconfiggere e del resto nessuna guerra, nel corso della storia, si era sottratta agli abomini.


Ma quello che stava avvenendo in Europa era qualcosa di più: un progetto folle che mirava a far scomparire dalla terra un intero popolo.

La storia di Karski, tra i testi e disegni di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, si intreccia con quella dell'Olocausto e ci restituisce un mondo indifferente che non volle vedere e credere al genocidio che si stava compiendo.

Siamo sicuri che le cose siano cambiate?

A cura di Clara Raimondi


Jan Karski. L'uomo che scoprì l'Olocausto di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, Rizzoli Lizard, 160 pagg, 17,50 euro


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