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17 ottobre 2013

“Dottore, mi serve una poesia”. Due giorni di cura in versi al Romapoesia Film Festival


Giovedi 24 e venerdi 25 ottobre il Nuovo Cinema Aquila (ingresso gratuito) ospiterà la quarta edizione di DOCTORCLIP, Romapoesia Film Festival 2013due giorni ai confini della parola. L’edizione prevede una ricca scelta di proiezioni tra poesia e videoarte, con le selezioni dai festival internazionali di Oslo e Berlino, i reading a microfono aperto e la partecipazione di Amiri Barakaospite d’onore e presidente di giuria che sarà protagonista di una performance poetica dal vivo nella serata conclusiva. 

Che la poesia si accodi al video non è certamente una novità. Quante volte lacrimiamo o festeggiamo su immagini viste in tivvù? Quante volte assistiamo alla proiezione cinematografica del film scelto per la serata? Spesso. 

Ecco, non saranno sempre proposti dei versi; ma stiamo parlando di poesia. Entrando nella zona dello specifico, bisogna chiedersi: che  cos’è la video poesia? È l’esplosione di un confine, quello del libro come luogo privilegiato per l’espressione poetica, quello del “clip” come spot o come videoclip musicale. 

Così la videopoesia è un luogo figurato che racconta la sperimentazione ai confini tra i linguaggi delle arti visive e della parola, in cui le leggi e le regole possono essere persino capovolte. DOCTORCLIP racconta un limite: due giorni per affermare che una linea di confine, specialmente nel mondo dell’arte, nell’istante in cui viene tracciata, contiene in sé la propria cancellazione, che la deflagrazione è già in atto al momento della definizione di un “proprio” non contaminato dall’“altro”.

Romapoesia nasce nel 1997 con un grande reading internazionale in piazza del Campidoglio. Da allora il festival ha presentato più di mille poeti. Ha favorito centinaia di debutti, assistendo alla nascita di alcuni dei più significativi poeti e performer di nuova generazione. Ha proposto per la prima volta in Italia le notti rave di poesia. Ha iniziato e diffuso lo slam di poesia. Ha esplorato i rapporti tra parola parlata e arti del tempo come la musica, il cinema, la danza. 

Ha indagato la relazione con l’arte visiva e il teatro: la poesia è uscita dalla pagina, è diventata corpo. Romapoesia ha collaborato alla creazione di un network internazionale che vede in rete tra gli altri i festival di Berlino, Barcellona, Glasgow, Manchester, Vienna, Oslo, Belgrado, Parigi, Lione, Rio de Janeiro, San Paolo. Dal 2005 Romapoesia propone il concorso internazionale DOCTORCLIP, che negli anni ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico, portando nella capitale film e artisti di rilievo internazionale provenienti dai cinque continenti.

DOCTORCLIP è il primo festival italiano di video poesia. La contaminazione diventa oggi condizione per la sopravvivenza di un’identità della parola poetica, non più univoca ma multiforme, caleidoscopica, di confine.

Le migliori opere pervenute da ogni angolo del mondo si misurano e sono giudicate da una giuria internazionale che assegna il DOCTORCLIP Award: Amiri Baraka, i direttori artistici di due tra i più importanti festival internazionali di poetry film(Thomas Zandegiacomo per Zebra Berlino e Birgit Hatlehol per Oslopoesie), Marco Maria Gazzano e Caterina Davinio. Insomma, è importante rendersi conto della natura grafica che ci circonda. Per farlo basta armarsi della dose di condi-visione, un cuore aperto e tanti versi da curare, addestrare, assaggiare seduti sulle poltrone del cinema con coca cola e pop corn. 

A cura di Daniele Campanari, seguitelo sul suo blog





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