Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

15 ottobre 2013

Come si diventa un bestseller?

La Fatina Smemorina si è dimenticata di più di 45.000 scrittori, tanti hanno invitato il loro manoscritto, negli ultimi 10 anni, alla Mondadori.
A lungo esperti di comunicazioni, giornalisti, scrittori si non posti l’annosa domanda. Con i loro vestiti ridotti a brandelli hanno assistito, impietriti, all’invito a corte di perfetti sconosciuti che sono andati al ballo  in compagnia dei loro libri.

Con gli occhi sgranati e la bava alla bocca hanno visto trasformarsi i sogni degli altri in realtà: la loro Fatina, negli ultimi anni, é rimasta sempre imbottigliata nel Sacro Gra e non c’è stato modo di aiutarli. Davvero un peccato perché sarebbero bastati sei metri di velo, colore del cielo, o poco più per raggiungere l’agognato primo posto in classifica.

Ma siamo davvero sicuri che dietro il successo di un libro ci sia solo la magia?

A volte, e parlo dei bestseller di qualità, non è nemmeno necessario scomodare la Fatina Semorina. A volte (leggi molto ma molto raramente), il successo di un libro nasce per caso, grazie al tam tam dei lettori (quelli che leggono tutto l’anno e non solo in ferie) o, più semplicemente, per un colpa o per merito della fortuna. Il libro giusto arriva al momento giusto ed è in grado di rappresentare i gusti di una generazione, di cavalcare il momento e superarlo diventando addirittura un classico o rappresenta tutto quello che in quel momento i lettori stavano aspettando.

Negli ultimi tempi assistiamo però ad un fenomeno più serio e analizzandolo potremmo scoprire che trasformare un zucca in carrozza e quattro topini in cavalli, al confronto, sarebbe una passeggiata.

A meno che tu non sia uno di quegli scrittori che hanno beccato il momento giusto, puoi davvero scordarti che la tua opera possa diventare un bestseller, un’opera di cui tutti parleranno e che, soprattutto, possa renderti ricco.

Il nuovo trend prevede approfonditi studi di marketing, messa a punto di un personaggio prima dello scrittore e sottilissime campagne di comunicazione che vengono messe in atto in particolari momenti dell’anno.

Ma andiamo per ordine: se sei uno scrittore di grandissimo successo nel tuo paese è probabile che, con la giusta dose di fascette altisonanti ed una propaganda persuasiva, il lettore italiano (quell’esemplare sempre più raro) si convinca che tu sia l’autore giusto per lui. Il fatto poi che tutto avvenga in prossimità delle ferie rende tutto ancora più facile; è questo il momento perfetto per dedicarsi alla lettura, a quell’attività per cui non si trova mai tempo tra un aggiornamento e l’altro di Facebook.

Se sei uno scrittore italiano le cose si complicano di parecchio e non solo perché quello che scriverai potrebbe non interessare a nessuno ma anche perché chi dovrà investire su di te dovrà essere certo di poter vendere. E allora di converrà scimmiottare quello che va di moda negli altri paesi, promuoverti in ogni dove, riuscire ad attirare più pubblico possibile con una storia non troppo impegnativa e dal finale aperto. Non potrebbero guastare una massiva presenza in ogni luogo e in ogni lago e una buona dose di mistero o più semplicemente recitare l’antico anatema: Bibidi Bobidi bu, non si sa mai ...

Ma poi, non me ne vogliano le fatine, è davvero così importante che un libro diventi un bestseller? Chi l’ha detto che i dati delle vendite siano più importanti del giudizio dei lettori e del messaggio del libro?

A cura di Clara Raimondi

Il post prende spunto dal post Il lato B del bestseller scritto da Alessio Billi sul suo Colpi di scena.

Per approfondire:


Apocalittici e integrati di Umberto Eco, Bompiani, 400 pagg, difficilmente rintracciabile (a proposito di libri di successo...)

Il fenomeno dei bestseller non sarebbe stato tale senza una massiccia esposizione dei media. Del loro ruolo e della prefabbricazione di un successo letterario si parla in questo libro suddiviso in sette sezioni, altrettanti saggi che analizzano il fenomeno editoriale.

Dai un'occhiata alla sezione dedicata al mondo dell'editoria sulla panchina e questo video preparatorio:
  

  

2 commenti:

Agave ha detto...

Artucolo interessante e soprattutto condivisibile. Chi non sogna, sotto sotto, il best seller? Eppure, come scrittrice esordiente ti dico che hai ragione: i giudizi dei lettori valgono quanto le vendite (o forse più). E la soddisfazione più grande è sapere che un libro è importante per un lettore come lo è stato per me mentre lo scrivevo.

Clara Raimondi ha detto...

Grazie Agave per il tuo commento, purtroppo ci si fossilizza su alcuni aspetti (per carità importanti) come il poter vivere della propria passione ma spesso si perdono di vista i veri obbiettivi.

Posta un commento

Lascia un commento!