Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

9 ottobre 2013

Allora, questo bosone?


Ormai è passato più di un anno da quando i giornali hanno annunciato la scoperta della particella di Dio, dimostrando per l'ennesima volta quanto l'informazione scientifica nel nostro Paese versi in condizioni pietose, primo perché tale appellativo per il bosone di Higgs è totalmente fuori luogo e fa storcere il naso agli scienziati e poi perché, seppur molto probabile, non è ancora sicuro che particella scoperta sia proprio quella ipotizzata dal fisico scozzese (che qualche ora fa ha vinto il Nobel per la Fisica).

Su cosa effettivamente il bosone di Higgs sia, sulla sua importanza e su come sia stato (forse) scoperto è stato scritto un numero impressionante di libri ed articoli, che vanno dall'esposizione semplificata al trattato accademico. Questo purtroppo non sempre è un bene, perché ciò che un lettore fa nei confronti di un divulgatore è spesso un atto di fede, che è quanto di più inconciliabile con la scienza. Se un non addetto ai lavori legge un saggio sulla fisica particellare, probabilmente non avrà le competenze per accorgersi di eventuali errori, travisazioni, omissioni.

Ancora una volta, però, ci viene in soccorso la scienza stessa, che ci suggerisce di reiterare un esperimento in condizioni diverse per essere sicuro che sia vero. Tradotto nell'auto-apprendimento scientifico, la soluzione consiste nel non accettare incondizionamente ciò che ci dice il professorone di turno, ma di considerare sempre più trattati di autori diversi sullo stesso argomento: quanto dobbiamo essere sfortunati per riuscire nell'improbabile impresa che in tre trattati di tre autori diversi vi siano gli stessi errori?


Perché nella scienza non si crede: si sa o non si sa. Si può ipotizzare, si può sperare, si può congetturare, ma solo come premessa, che deve portare ad un sapere, magari non assoluto, ma ragionevolmente accettabile, fino a prova contraria. La scienza si nutre di dubbi, non di certezze.

Gli stessi scienziati che hanno identificato la particella che molto probabilmente è il bosone di Higgs hanno dei dubbi sulla loro scoperta ed arrivano ad ipotizzare di aver individuato una particella SUSY e/o magari della materia oscura, anche se ben pochi media italiani hanno pensato di dare risalto alla cosa, dimenticando in fretta peraltro la notizia stessa della scoperta.

D'altronde viviamo in uno Stato in cui si processano i geologi perché non possono prevedere i terremoti ed i ministri farneticano di presunti tunnel che dovrebbero attraversare il mantello per far passare neutrini che attraversano senza problemi pareti di piombo, mentre l'oroscopo merita la prima serata in TV.

Tuttavia non è impossibile trovare delle buone pubblicazioni scientifiche, a patto di sapere come cercare. In questo speciale vi propongo due testi di due scienziati italiani. Purtroppo non tutti e due sono, a mio giudizio, dei buoni testi, ma giudicate voi stessi.


A cura di Diego Rosato


0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!