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2 settembre 2013

INTERVISTA A DARIO TONANI

Dario Tonani é nato a Milano nel 1959, scrittore e giornalista professionista, ha pubblicato con Arnoldo Mondadori Editore, Punto Zero, Delos Books
Dopo aver incontrato l'autore a Latina ad Imaginarium, e dopo aver letto Mondo9 (trovate la recensione a cura di Diego Rosato sulla vostra panchina), ho fatto due chiacchiere con l'autore per rispondere ad alcuni dubbi che erano sorti durante l'intrigante lettura.

Dario è stato disponibile e affabile, e lo ringrazio per il tempo dedicatomi.

Da cosa è nata la tua passione per la fantascienza? C'è stato un film, un autore o un evento della tua vita che è stata la causa scatenante?
Direi di no, o almeno non che ricordi. All’inizio è quasi sempre soltanto una scintilla, poi ti ritrovi improvvisamente circondato dalle fiamme. Rammento che da bambino adoravo tutto ciò che anche lontanamente richiamava la fantascienza, specie al cinema, dove il futuro e il mistero della conquista spaziale non erano che fondi di cartapesta… Quanto alla lettura, ho cominciato divorando antologie su antologie; chissà perché, il racconto mi sembrava cogliere in modo più diretto l’essenza di un’idea. Ora penso che i racconti siano fiori e il romanzo la pianta intera; da ragazzino di una pianta vedi solo fiori e foglie. Da adulto, invece, ti accorgi che ogni albero è anche un’ombra riposante e ristoratrice.

Mondo9: perchè proprio questo nome? E da cosa sono nati i nomi delle tue navi: Cardanica, Robredo, Afritania?
Lo sai che se sommi le lettere delle quattro storie – “Cardanica”, “Robredo”, “Chatarra” e” Afritania” – il risultato che ottieni è 33. E che 3x3 è uguale a… In realtà, l’ho scoperto dopo anch’io, ma a me questi “segnali” (soprattutto se “postumi”) piacciono molto e li trovo anche di buon auspicio. Le navi hanno tutti nomi piuttosto “ponderati”: lo pneumosnodo “Cardanic”,  beh, c’è bisogno di dirlo? “Robredo” doveva essere, in qualche modo, un nome a metà del guado tra maschile e femminile e suggerire un che di vorace. Non so esattamente come sia saltato fuori, ma mi è piaciuto subito. “Afritania”, per le sue dimensioni,  doveva richiamare qualcosa di geograficamente sterminato, come un continente. E allo stesso tempo ammiccare all’epopea dei grandi transatlantici…

Rammento che da bambino adoravo tutto ciò che anche lontanamente richiamava la fantascienza, specie al cinema, dove il futuro e il mistero della conquista spaziale non erano che fondi di cartapesta…
Leggendo Mondo9 non si può fare a meno di notare riferimenti a nomi "spagnoleggianti", nella stessa Chatarra. Come mai?
L’onomastica/toponomastica del libro mi ha fornito il pretesto per dire molto di “Mondo9”, senza ricorrere a un pesante infodumping . L’intenzione era quella di suggerire l’idea di spazi sconfinati in un pianeta morfologicamente assai simile alla Terra: certo, i deserti sono dominanti, ma ci sono anche banchise polari, oceani enormi, catene montuose altissime e – presumibilmente nel sequel che uscirà il prossimo anno – pure giungle e foreste. I nomi dei luoghi, delle navi e dei protagonisti dovevano rimandare a grandi spazi, ma anche a una varietà di culture e di etnie che contribuisce a dare ricchezza all’intero affresco narrativo. E in questo mi è stato davvero prezioso attingere al mondo latino e arabo; messi l’uno di fianco all’altro sono espressione lampante di un’enorme distanza di pensiero, non solo geografica. A proposito, “Chatarra” in spagnolo significa “ferraglia”…

Quanto di Dario Tonani c'è nei suoi racconti? 
Molto, direi tutto. Diviso, neppure tanto equamente, tra il meglio e il peggio. Ma è abbastanza inevitabile quando si convive giorno e notte, per anni, con una creatura che ti nasce dal profondo, come un libro. 

A quale creatura fai riferimento?
Mi riferivo alla mia fatica, “Mondo9”. Ho sempre pensato che per il suo autore un libro rappresenti l’equivalente di un matrimonio, un figlio, un viaggio, un nuovo lavoro e un trasloco, tutti quanti insieme!

Dario Tonani é stato uno degli ospiti all'ultima edizione di Immaginarium
Molti lettori vedono nelle navi di Mondo9 il male, mentre gli umani sono il bene. Ma è realmente così?
Diciamo che è la lettura più naturale ed evidente, quella che cogli per prima. Ma non l’unica. Diresti che un cane rappresenta il male solo perché ha morso un bambino? O che un branco di randagi è l’equivalente di un gruppetto di demoni in libera uscita solo perché s’è mangiato una pecora? La forza del libro sta anche nel fatto che normalmente le macchine non vengono trattate alla stregua di una specie, non sono creature a sé. Ma prodotti dell’uomo. Solo che in “Mondo9” non è (più) così: le gigantesche navi a ruote che solcano le sabbie tossiche del pianeta sono espressioni di un ecosistema che si è evoluto parallelamente a quello biologico che siamo abituati a conoscere. Sono altro: metallo vivo e intelligente,  che però invecchia con le stesse modalità con cui invecchierebbe qui sulla Terra. Coprendosi di ruggine!

"Prima che le grandi navi stringessero il patto con gli uccelli del cielo", in molti si chiedono: quale è il guadagno delle aliquadre, dei gabbiani ecc. in questa alleanza?
Neutralità, protezione, cibo. Sono gli scarti dell’alimentazione delle grandi navi a vincolare colonie di aliquadre e altri volatili nei loro dintorni. Pensateli come gabbiani al seguito dei cargo e della barche da pesca. Perché allora si ammalano anche loro del Morbo? Perché il Morbo, sviluppato per portare alle sue estreme conseguenze il controllo e il dominio del metallo sul mondo biologico, ha finito per diventare incontrollabile, come spesso accade quando si cerca di sottomettere alla propria volontà strumenti che tendono per loro natura a trascenderla…

Il Morbo. Può essere considerato un'estensione della coscienza delle macchine? 
Il Morbo è strumento di controllo e di sopraffazione, e come tale è proprio un’estensione del metallo; un modo per arrivare – sulle gambe di un essere umano o sulle ali di un uccello – dove una nave non potrebbe mai arrivare da sola…

Hai accennato ad un progetto per l'anno prossimo, riguardante Mondo9. Ci puoi dare qualche altra info?

Sì, come ho spiegato qui  Mondo9 avrà un sequel, che uscirà con le stesse modalità del primo libro: dapprima le singole storie indipendenti e autoconclusive verranno pubblicate in ebook e l’anno prossimo verranno raccolte in un fix-up, con parecchio materiale nuovo che servirà a dare alla versione cartacea l’architettura e il respiro del romanzo. La prima storia del nuovo corso (in realtà la quinta di Mondo9) dovrebbe uscire a giorni e sarà un vero e proprio romanzo breve di una settantina di pagine. Contestualmente, credo che sarà disponibile in tutti gli store l’ebook degli spin-off scritti da un agguerrito gruppo di autori che fa capo alla rivista “Writers Magazine Italia”, diretta da Franco Forte. Grazie mille della chiacchierata Danylù. Stay tuned!

Intervista a cura di Danylù Louliette K, seguitela anche sul suo blog

Ringraziamo Dario Tonani per la cortesia e la disponibilità.

Se appassionato di fantascienza? Visita la sezione dedicata al genere sulla panchina!



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