Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

9 settembre 2013

DOMINE ET SERVA di Azia Medea Rubinia Antinea


Non si tratta di una pubblicazione ex-novo, bensì della revisione di un racconto pubblicato in formato cartaceo nel 2010, quando era valso all'autrice Arianna Teso il terzo posto al concorso nazionale, indetto da Onirica Edizioni, La voce dei sogni. Essendosi successivamente trasformato nell'episodio pilota del più ampio progetto chiamato I racconti dei demiurghi - una serie di avventure nate dalla passione dei suoi creatori per i giochi di ruolo ambientati nell'antica Roma – è stato appositamente rivisto e corretto per meglio adattarsi all'ucronia (fantastoria la cui premessa è che i fatti abbiano seguito un andamento alternativo rispetto a quello reale) e riproposto quindi in formato digitale.

I demiurghi hanno creato il loro mondo a partire dalla fine del  III secolo d.C. Negli anni precedenti l'assassinio dell'imperatore Marco Aurelio, per ordine del figlio Commodo (quello del film Il Gladiatore), aveva avviato quella crisi che porterà, inesorabilmente, alla caduta dell'impero. Lucio Settimio Severo, con l'appoggio dell'esercito, aveva eliminato Commodo e instaurato una dittatura militare. L'ucronia inizia con l'ascesa al soglio imperiale di Diocleziano (284 d. C.) costretto a compiere scelte drastiche per cercare di salvare l'impero. I demiurghi immaginano che una di queste sia l'istituzione di una legione “speciale” La Specula, composta da un braccio armato chiamato Legio M Ultima e da altre figure di contorno, che comprendono diplomatici, saggi, .sacerdoti, ecc.  Proprio come una legione tradizionale anche la Legio M Ultima è divisa in Coorti. Attualmente sul blog che raccoglie le cronache delle imprese della Specula le  Coorti attive sono quattro

Tecnicamente il racconto originale Domine et Serva non è ucronico. i fatti narrati sono perfettamente compatibili con il periodo storico e non coinvolgono direttamente la Legio M Ultima, benchè si faccia riferimento sia alla posizione della famiglia della protagonista, vicina all'imperatore, che alle sue doti divinatorie. In realtà, nel momento in cui l'episodio è entrato di diritto a far parte dell'ucronia, il racconto è stato appositamente rivisto e corretta. 

La protagonista Azia appartiene ad una famiglia di speculatores e, nonostante le donne non siano generalmente accettate nella legione, le doti dimostrate fin da piccola le hanno guadagnato un posto come divinatrix. Durante un trasferimento si trova improvvisamente lontano dalla sua Coorte e viene fatta prigioniera dal futuro prefetto di Augusta Taurinorum (Torino), che se ne appropria “scambiandola” per una schiava fuggiasca. Tra i due si crea una strana relazione. Azia, che dice di chiamarsi Reha, soffre di una specie di Sindrome di Stoccolma, mentre il Domine, gioca al seduttore accettando di buon grado gli scherzi che gli gioca la Serva. A mettere a posto le cose penserà la Domina, che al rientro da un breve viaggio, trova il marito invaghito della nuova, giovane e bella schiava. Le matrone romane dovevano essere abituate a ben di peggio e la preoccupazione principale della povera Lucrezia non è tanto l'eventuale infedeltà del marito, quanto la scoperta che la Serva appartiene ad una famiglia vicinissima all'imperatore. Si rende subito conto che, se la bravata del marito venisse scoperta, sarebbero guai seri e, in gran segreto, decide di facilitare la fuga della ragazza. 

Detta così la storia potrebbe sembrare inattendibile. In effetti, anche se erano “altri tempi”, i sentimenti umani sono del tutto indifferenti alle conoscenze scientifiche o tecnologiche e al progresso in generale. Azia è un'adolescente normale, mentre la sua famiglia cerca di proteggerla, lei ha solo voglia di libertà e di amore ed essere schiava è come un'avventura. Soprattutto perchè Marco Sestio Augusto, che pur volendo molto bene alla moglie, è consapevole che il loro è stato un matrimonio combinato, in lei più che una serva vede una ragazza, bella e spigliata, che sembra un regalo del cielo. Lucrezia, la Domina, è una donna pratica. La sua priorità è la famiglia e quel figlio che porta in grembo va protetto a tutti i costi. Qualsiasi donna in qualsiasi epoca avrebbe agito allo stesso modo. Per farla pagare al marito c'è sempre tempo … anche se obiettivamente oggi è più facile averne. 

Azia, tornata libera, si guarda bene dal raccontare a casa tutta la verità, ma sono certa che questo è funzionale al seguito della storia e che l'incontro con il Domine non resterà senza conseguenze. 

Dei Demiurghi avevo già recensito il brevissimo Requiem, anche se in quel caso non ero ben consapevole dell'esistenza di tutto il contorno dell'ucronia. In entrambi i casi si tratta comunque di racconti godibilissimi anche da soli. È come guardare un episodio di quelle serie TV dove ogni puntata ha un inizio e una fine. I fan convinti non se ne perderanno una, ma chiunque può sceglierne di guardarne solo una ogni tanto. È una soluzione che accontenta tutti.

Chi volesse approfondire il discorso troverà informazioni precise e dettagliate sul blog.

A cura di Claudia Peduzzi



Domine et serva di Azia Medea Rubinia Antinea, Il Castra Editore, 83 pagg, 1 euro


VOTO: 7\10







3 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

Quando si ha una certa età bisognerebbe evitare di fare affidamento sulla propria memoria ... la potaginista è Aife e non Azia, che è l'autrice, e la domina è Laetitia e non Lucretia ... sorry :-)

Azia Medea Rubinia Antinea ha detto...

Vi ringrazio per lo spazio dedicatoci e per la lusinghiera recensione! ^_^

Clara Raimondi ha detto...

Grazie a te!!!

Posta un commento

Lascia un commento!