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18 luglio 2013

VI RACCONTO MAURO CORONA


Mauro Corona è un personaggio particolare. E il suo essere particolare comincia già a diffondersi dal fatto che è uno scrittore. Eppure, quello della scrittura non è il primo terreno che ha scelto di coltivare. Mauro Corona è pure scultore e alpinista. 

Poi, affascinato dal raccontare le numerose avventure qualificate sulle vette italiane e straniere, colto dal segno della natura dei boschi, orientato dalla magnificenza del lavoro manuale, ha cominciato a scrivere. Ad oggi ha pubblicato ventidue (22) libri, alcuni diventati bestseller, tra i quali L’ombra del bastone (Mondadori - 2005), la reale storia di uno dei Corona friulani nati per mungere vacche e cacciare lepri prima di diventare, forse, scrittori. 

Mauro Corona, come detto, è un personaggio particolare. Basta guardarlo in faccia o sentirlo parlare per capire. Corona non ha niente che possa avvicinarsi all’immaginario comune dello scrittore di successo appesantito dal cibo per via del denaro accumulato e speso. Corona lo vedi frequentare gli ambienti letterari o i salotti televisivi (quando viene chiamato) vestito come se avesse appena concluso una scalata o tagliato legna. Ed è proprio quest’essere “diverso” che ha contribuito al successo di vendita dei suoi libri. Un essere personaggio che lui stesso ha così definito per volontà dell’arte comunicativa contemporanea. 

La fine del mondo storto (Mondadori – 2010) è certamente uno dei romanzi più riusciti e che meglio si adatta alle caratteristiche di cui sopra. Premio Bancarella 2011, ha riscosso un notevole interesse di pubblico e critica per l’ambientazione attuale che viene raccontata. 

Corona chiede: cosa accadrebbe al mondo se venissero a mancare le fonti energetiche rinnovabili? Corona risponde: le persone dovranno costruire una nuova società partendo dai lavori manuali. Il denaro non avrà alcun valore e non sarà utile nemmeno per alimentare il fuoco. Gli ingegneri e i braccianti saranno il valore aggiunto per la ricostruzione. Tutto attuale, in effetti, se pensiamo alla fine del mondo come partenza. 

Percorrendo la carriera del Corona scrittore si arriva alla punta finale della linea letteraria. Dice: perché finale? Per la questione dei tempi che cambiano. In un recente intervento Corona ha più volte espresso la volontà di sparire, di smettere con la scrittura e il “niet!” verso i Concorsi Letterari. Ora, aprire ad una sola penna un dibattito del genere sarebbe l’espressione del suicidio. 

Quindi, concludo la mia conduzione dattiloscritta segnalando gli ultimi due libri pubblicati dallo scrittore: “Confessioni ultime” (Chiarelettere – 2013) e “Guida poco che devi bere” (Mondadori – 2013). Il primo – già dal titolo parte I – è tradotto dalla voglia di dire tutto quello che passa per le anticamere del cervello trascurando l’idea del “stare zitto”. Il secondo – già dal titolo parte II – è di facile intuizione verso i contenuti, ancor meglio definiti dalla copertina che introduce alla lettura: “Consapevole di aver trascorso anni di bevute colossali Mauro Corona ora cambia passo: si guarda indietro con lucidità e con l’atteggiamento critico di chi sa che nella vita gli è andata bene e sente che è arrivato il momento di mettere in guardia i giovani […]”. 


L’ho detto all’inizio: Mauro Corona è un personaggio particolare e per questo ho deciso di raccontarvelo così:

 

A cura di Daniele Campanari, seguite il suo blog 



L'ombra del bastone di Mauro Corona, Mondadori, 272 pagg, 9,90 euro



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