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23 luglio 2013

INTERVISTA AD ARIBERTO TERRAGNI, AUTORE DI MENTRE VADO VIA

Ariberto Terragni é caporedattore di Reader's Bench Magazine
 ogni settimana seguite la sua rubrica dedicata ai più grandi autori del'900
Ariberto è un collega, è un amico, ma è soprattutto uno scrittore. Mentre vado via è il suo secondo romanzo che io ho letto con una doppia valenza interpretativa, ovvero con l'attenzione critica di una collega e con la benevolenza di un'amica. 


La collega dice che ci troviamo davanti a quattro personaggi le cui vicende iniziano durante l'adolescenza liceale e si protraggono fino all'età adulta, quattro amici che si incontrano, si allontanano nel tempo, le esperienze li separano, ma la vita non li divide mai del tutto. Il romanzo è ben strutturato, i protagonisti anche, il loro carattere è articolato in modo preciso con molte  sfumature di significato da cogliere.

L'amica dice che le emozioni sono lucide, ognuno dei protagonisti è dotato di un istinto di sopravvivenza, chi più chi meno forte, con il quale lotta per non soccombere. La vita mette loro davanti dure prove, a volte superate con dolore, altre volte c'è solo l'illusione di sconfiggerle, o la battaglia è così difficile da esserne sopraffatti. 

Ma c'è qualcosa che dentro di loro resta da quella famosa partita a pallone giocata l'ultimo anno di scuola, poco prima di prendere il diploma. La partita l'hanno persa, è vero, ma quello che hanno vinto è più importante, la lealtà di un'amicizia che dà speranza, anche ritrovandosi dopo vent'anni dall'esame di maturità.

Ma diamo la parola all'autore.

Iniziamo con una domanda più tecnica, da “addetti ai lavori”, come ritieni sia la struttura del tuo romanzo?

I piani linguistici lungo i quali si snoda il romanzo sono molteplici, dal colloquiale al tecnico al gergale.  Lo reputo un romanzo classico, ma con diversi innesti non romanzeschi, dal dialogo teatrale alla pagina di diario. Rappresenta uno spaccato di mondo molto preciso e realistico. I personaggi sono così reali che si possono quasi toccare per la semplice ragione che rappresentano la vita vera., le situazioni di cui parlo sono infatti realistiche, episodi ed esperienze che capitano più frequentemente di quanto uno si può immaginare.

Detto in altri termini potrebbe anche essere definito come la storia di un adattamento darwiniano ad un lento concatenarsi di fatti casuali, sgangherati ed arbitrari dove non c'è spazio per la provvidenza, tanto meno per la divinità.

Come ti è nata l'idea di concentrarti proprio su questa storia?

L'idea è lontana parente di un film, fatto strano perché non amo molto il cinema. Il film in questione era Un mercoledì da leoni, l'epica di tre amici scandita dalla passione per il surf e da tre grandi mareggiate, in mezzo alle quali scorre la loro esistenza, tra la guerra del Vietnam e l'infrangersi del sogni.

Ho cercato di riproporre una struttura del genere ribaltandone un po' i termini. Ho tolto la redenzione e ho tolto Sant'Agostino, ma ci ho messo Nietzsche e l'eterno ritorno. Credo non ci sia mai una vera fine nelle cose, in un modo o nell'altro tutto torna a girare su se stesso, per nessuno è possibile liberarsi del proprio passato, ma quello che si è oggi è il frutto, e la conseguenza, di quello che si era ieri. La redenzione è improponibile perché il passato farà sempre parte di noi, costruirsi una nuova vita a prescindere da questo è impensabile.  Roberto, Cesare, Leonardo e Filippo, amici per più di vent'anni, arrivano a capirlo col tempo.

C'è una sequenza intera del romanzo dedicata ai Pink Floyd, come la collochi nel contesto?


Ho scritto quelle pagine mentre ascoltavo Shine on you crazy diamond,mi piaceva l'idea che il meno sensibile dei quattro amici vivesse un'esperienza di estasi sulle note di questa canzone spezzando la linea del tempo e ricongiungendola più avanti, in un punto casuale, senza coscienza dell'accaduto. I Pink Floyd li ho scoperti in epoca relativamente recente, mi piacciono i tentativi di andare oltre al suono, la campionatura dei suoni, le grandi volute psichedeliche che non hanno a che vedere con la ricerca della melodia, ma del significante musicale. E poi mi ha sempre colpito la storia di Syd Barrett, che è praticamente morto in vita, scomparso, emarginato. Un fiume di talento sprecato e ridotto a vivere come un poveraccio. Penso ci sia del genio in questo. 

Progetti futuri?

Mi sto dedicando ad un nuovo progetto, in stretta collaborazione con Reader's Bench, che vedrà presumibilmente la sua luce il prossimo autunno. Sto cercando di uscire un po' dagli schemi consueti della narrazione per creare qualcosa di originale e, a mio avviso, più vivo, più diretto, un progetto creativo a tutto tondo nel quale potersi esprimere liberamente. Diciamo “work in progress” per il momento.



A cura di Cristina Monteleone


Mentre vado via di Ariberto Terragni, pubblicato in self publishing su Amazon, 466 pagg, 1,03 euro

Visitate il blog di Ariberto, Il Quaderno Sepolto, e scopritene di più su Hapax il progetto curato dall'autore e dedicato ai nostri lettori e a tutti gli scrittori emergenti.




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