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11 giugno 2013

INFERNO DI DAN BROWN

Inferno di Dan Brown é arrivato il libreria lo scordo 14 maggio ed é andato subito ai vertici della classifica dei libri più venduti
Diciamola tutta. Esce il nuovo libro di Dan Brown, Inferno, e sicuramente sarà un best sellers, venderà milioni di copie ed in tanti storceranno il naso.


Non è Stephen King (in libreria con Joyland e protagonista del Reader's Club dell'ultimo numero di Reader's Bench Magazine)  ma non è neanche uno dei tanti scrittori improvvisati che scrivono banalità e cose ovvie e sono osannati dal pubblico.

In tanti diranno: ”Io saprei scrivere meglio”, ma nel frattempo quella frase rimane appesa nell’aria ed altri, che avranno avuto la stessa idea,  emuleranno libri simili cavalcando l’onda. 

Dan Brown, non è uno sciocco e sa il fatto suo, ha le sue competenze ed il suo modus operandi in ambito di scrittura si è rivelato vincente, tanto più che ogni suo libro è costruito seguendo un fedele schema che vale anche per i due libri che non appartengono alla serie di Robert Langdon, ovvero Crypto e La verità sul ghiaccio.

Lo schema, cui si basa per scrivere i suoi libri è il seguente:

Antefatto - Robert Langdon si trova sul luogo del misfatto, prelevato gioco-forza - R.L. si ritrova in mezzo ai guai e vogliono farlo a pezz - R.L. riesce a scappare nonostante si sottolinei il fatto che sia un bradipo e gli inseguitori campioni olimpici di maratona super attrezzati con armi tecnologiche - Robert Langdon, sfrutta le sue competenze in fatto di simbologia e storia dell’arte (che io personalmente invidio) ed inizia a dipanare l’enigma

Di contro c’è sempre un’organizzazione clandestina che tira le fila del gioco in cui rimane invischiato Langdon ed inoltre il tutto è condito con alcuni passaggi in cui fa dedurre chi sia il villain, per poi scoprire che non é lui.

Inferno non si discosta da questo clichè che tanta fortuna ha portato a Mr. Brown, seppure ci sia qualche variante, come logica vuole.

Firenze e Dante Alighieri sono al centro della trattazione di questo nuovo romanzo di Dan Brown
Robert Langdon si risveglia in un letto d’ospedale a Firenze, ed ha une lieve amnesia, non ricorda cosa sia successo nelle ultime ore ed inoltre ha una visione apocalittica in cui una donna dai capelli argentei le parla e alle sue spalle c’è una misteriosa figura mascherata. Inoltre ha anche perso il suo orologio di Topolino (tragedia, mai togliere a Linus la sua coperta)! 

Viene raggiunto da una ragazza simil cyberpunk che tenta di ucciderlo, ma riesce a mettersi in salvo grazie all’aiuto della dottoressa Sienna Brooks. Da qui inizierà una fuga spericolata durante la quale cercherà di capire chi è la donna che vede nel suo incubo, perché si trova a Firenze e come mai stanno cercando di ucciderlo. Al centro di tutto, la figura di Dante Alighieri ed del suo Inferno, immaginato nella sua opera principe, “La Divina Commedia”. Da una sua rappresentazione del Botticelli, partirà tutto.

Non mancheranno, mescolamenti di carte, colpi di scena, e chicche legate ai vari luoghi dove si muoverà Langdon.

Adesso dovrei esprimere un giudizio in merito e lo trovo alquanto difficile, specie quando un libro mi da sensazioni contrastanti come in questo caso.

La trama non mi ha convinto sinceramente, fedele allo schema su menzionato, non mi ha fatto impazzire ed in certi punti mi ha un pò infastidito. A tratti sembrava la solita minestra riscaldata, cambiando le location ed i personaggi (tranne Robert Langdon).

La domanda che mi pongo, è sebbene Robert Langdon, sia un mite professore di storia dell’arte, ha una vita più movimentata di quella di un marines che va alla caccia di Bin Laden. James Bond, al contrario, sembra un impiegato delle poste.

Le cose da dire poi sarebbero tante ... Intanto, come al solito , la scrittura di Dan Brown è accattivante e spesso coinvolgente e molto cinematografica (una delle critiche è che la sua scrittura sembra fatta apposta per diventare sceneggiatura).

Inoltre rimango affascinato da come a volte Langdon, nel pieno delle sue avventure si soffermi a raccontare curiosità ed anedotti, il che crea interesse e solletichi la fantasia (spesso leggevo con lo smartphone per vedere luoghi da lui descritti) e mi dava una gran voglia di tornare Firenze. Se fossi sindaco di una qualche città italiana, inviterei Dan Brown e dopo avergli offerto una lauta cena lo convincerei a scrivere anche solo un racconto sulla mia città.

Ultima critica non al libro ma all’editore, il prezzo del cartaceo, 25 euro lo trovo eccessivo. In un mondo dove la crisi non guarda in faccia a nessuno ed i concorrenti propongono libri a prezzi imbattibili, spendere quella cifra per un libro mi sembra un pò eccessivo. Per fortuna il digitale ha un prezzo decisamente più accessibile (9.99 Euro).

A cura di Claudio Turetta


Inferno  di Dan Brown, Mondadori, 522 pagg, 25 euro


Voto 5.5/10









4 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

Non sono assolutamente d'accordo con il voto, perchè per principio Dan Brown merita un sei politico. Ha inventato un genere tanto quanto Alessandro Manzoni. La recensione però è da 10 :-)

Claudio ha detto...

Dunque, il voto è un pò troppo personale, l'ho messo pensando sopprattutto a "Il codice da Vinci" che dei libri di Dan Brown finora letti, è quel che ho apprezzato di più(ho letto Angeli e Demoni qualche giorno dopo aver finito Inferno e mi rimane solamente Crypto). In parte è dovuto anche al prezzo "stratosferico" esagerato in questo periodo di crisi, però su questo occorre aprire una discussione a parte.
Poi grazie per il 10. E' difficile recensire questo genere di autore (si autore perchè se si parlasse del libro sarebbe diverso), perchè fanno parte di quegli scrittori che attirano facilmente critiche che incensamenti, ed il mio scopo era soprattutto essere obiettivo evidenziando sia le cose buone e le cose cattive, visto che ultimamente siamo stati accusati di campanilismo.
Credo di essere riuscito a raggiungere il mio scopo e chi vorrà acquistare il libro o non vorrà farlo lo farà con idee più chiare.

Claudia Peduzzi ha detto...

Di tutti Il Codice Da vinci è quello che nel complesso mi è piaciuto meno, mentre il mio preferito è il Simbolo perduto. Anche Crypto e soprattutto la Verità del ghiaccio non mi sono affatto dispiaciuti. Certo che 25 euro non li pago per nessuno. Nemmeno per Stephen King, anche se ero tentata.
La recensione mi è piaciuta, perchè è ironica, brillante e soprattutto NON BANALE. Ma che te lo dico a fare, lo sai già :-)

Claudia Peduzzi ha detto...

Dopo aver letto Inferno posso affermare che Dan Brown è sempre da otto. Non è tanto per il romanzo in sè, quanto per gli spunti di approfondimento che offre. Molti lo accusano che ciò che afferma è falso. Ovviamente, essendo un romanziere, manipola la realtà, il che non vuol dire che il punto di partenza non sia reale. Oltre ad apprezzare molto le note architettoniche (non conoscevo l'esistenza del Corridoio del Vasari e, caso strano, ieri il Corriere della Sera gli ha dedicato un'intera pagina ... non solo io colgo gli spunti) anche dal punto di vista scientifico Brown è sempre un passo avanti. Da quando ho letto Angeli e Demoni seguo i progressi degli esperimenti sull'antimateria. Dopo Il Simbolo perduto mi sono lungamente interessata alla teoria dei quanti e dopo Inferno ... terrò d'occhio il movimento transumanista.

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