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7 maggio 2013

QUANDO UNA DONNA

Quando una donna di Mavie Parisi arriva dopo E sono creta che muta
“Una storia dove l’oscura forza passionale capace di portare al delitto, in un suo più profondo contesto, pare svuotarsi della potenza distruttiva per dare abilmente spazio all’eterno gioco dei sentimenti, aneliti, dubbi, speranze e frustrazioni, insomma agli imprescindibili archetipi del tortuoso cammino di una donna il cui unico desiderio è vivere se stessa”.

Questo è quello che dice Lia Levi riguardo a Quando una donna (Giulio Perrone editore), romanzo di Mavie Parisi. Credo che in queste poche righe sia racchiusa un’ottima espressione di tutto il valore di questo romanzo forte, avvincente e che fa molto riflettere sulla forza coartante dell’amore e del desiderio di capire se stessi. 

Zaira è una donna complessa, alla ricerca di sé che si troverà a dover fare i conti con l’amore e il suo richiamo ancestrale e potente, un richiamo che riesce a mettere in discussione tutte le proprie certezze e a rompere ogni freno inibitore. Un richiamo, quello dell’amore, che ci svuota e reinventa portandoci a compiere gesti di cui non sospettavamo minimamente di poter essere in grado anche solo di immaginare. Quando una donna è un intenso noir, ricco di colpi di scena perfettamente costruiti dove la storia di una donna, Zaira, che cerca di affermarsi sembrando essere disposta a tutto pur di riuscirvi, domina incontrastata e cattura l’attenzione del lettore.

“Certi fatti ci mettono più a essere raccontati che a succedere. Per Zaira e Sergio accadeva il contrario. Il grigiore della loro infelicità avrebbe potuto essere descritto in poche pagine ma ci vollero anni perché loro si rendessero conto di ciò che stavano vivendo. Capirono di trovarsi alla fine di un amore che non era mai esistito. Più che altro fu Sergio ad arrivare alla conclusione del percorso mentre Zaira continuo a camminare sulla sponda della sua ossessione. Dopo notti e notti trascorse in simbiosi col mondo vegetale di cui avrebbe voluto essere parte, nella falsa convinzione che le piante non possano soffrire, si rese conto che in quel modo non sarebbe arrivata da nessuna parte e di arrivare in qualche luogo, in fondo, non le importava tanto”.

Questo passo, tratto dal romanzo, esprime perfettamente il senso di precarietà esistenziale in cui si rischia spesso di galleggiare quando l’amore non riesce a divenire esperienza totalizzante in grado di dare pace e ristorare l’anima. Quello di Zaira è un amore scalpitante ma incerto, precario, difficile, complesso. Un amore fatto do continue illusioni, di desideri che non riescono a diventare realtà permanente. Il desiderio inconsapevole di fuggire, di divenire altro da sé emerge perfettamente dall’idea di una donna che vorrebbe divenire pianta per perdere ogni debolezza e sensibilità umana e così smettere di soffrire. Fuga che ognuno di noi, almneo una volta nella vita, ha desiderato di compiere.

Il linguaggio di Mavie Parisi è lineare e asciutto, diretto e immediato. Le parole costruiscono scene, personaggi e vicende in modo nitido e preciso. La complessità di Zaira come donna e amante è ottimamente riuscita tanto che il lettore è portato ad immedesimarsi in lei fino a giungere ad una partecipazione attiva alle sue vicende. Un romanzo quello di Mavie Parisi che coinvolge e sorprende.

A cura di Claudio Volpe, seguitelo sul suo blog Just Humanity


Quando una donna di Mavie Parisi, Perrone Editore, 254 pagg, 15 euro










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