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17 marzo 2013

COME IL LIBRO. SFIDE E PROPOSTE | LIBRI COME 2013


Siamo un paese strano. Un paese in cui leggono pochissime persone, ma ci sono tantissimi scrittori. Un paese che si confronta sui grandi temi di attualità senza mai ascoltare le persone. Un paese, fondamentalmente, di vecchi e che spesso chiude occhi, bocca, orecchie davanti ai grandi cambiamenti, tecnologici e non, che avvengono nel mondo.


Questa é l'introduzione all'articolo che sto per scrivere sul primo incontro a Libri Come 2013: Come il libro. Sfide e proposte. Nel Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica, oggi, 16 marzo 2013 ore 18 accomodati sulle poltroncine rosse troviamo, niente di meno che: Alberto Galla (Ail), Gian Arturo Ferrari (Centro per il Libro), Giuseppe Laterza (Forum del Libro), Stefano Mauri (Gems), Marco Polillo (Aie), Andrea Palombi (Odei), Stefano Parise (Aib).


Inizio col dire che per me l'incontro non é iniziato nel migliore dei modi: avevano smarrito il mio biglietto e sono arrivata in sala con mezz'ora di ritardo. Poco male (ho pensato alla fine degli interventi), perché la "tavola rotonda" é stata una vera e propria delusione.

Mi aspettavo editori, piccoli e grandi, librai, bibliotecari pronti a fare ammenda dei propri errori e soprattutto a dare una vera e propria sferzata a questo paese che ha tanto bisogno di leggere per comprendere e riuscire a stare in un mondo in continua evoluzione.

E invece mi trovo davanti a delle "personalità" nel campo dell'editoria che non fanno altro che piangersi addosso e che nemmeno la lettura di qualche dato confortante, riesce a risollevare. Un incontro in cui si poteva, benissimo, fare a meno del publico presente in sala.

Perché se c'erano degli assenti, in questo incontro, questi erano i lettori. Dove erano? E perché quelli presenti non sono stati ascoltati?

Ancora una volta gli interessi di categoria hanno prevalso e sono finiti, di nuovo, a concentrarsi su sé stessi e suoi loro problemi: il calo delle vendite, il cambiamento delle modalità di fruizione, la chiusura delle piccole librerie, la formazione dei bibliotecari, le difficoltà delle piccole case editrici, senza considerare i problemi reali collegati alla lettura nel nostro paese.

In Italia non si legge, fondamentalmente, perché non esiste una cultura della lettura, vista da sempre come privilegio di pochi e perché non sono mai state adottate politiche governative serie e perché il mondo della nostra editoria, gestito da pochi, non ha alcun interesse ad ampliare il proprio bacino d'utenza.

Mi chiedo se questi esperti conoscono la reale situazione del paese che vive in un disperato analfabetismo letterario, che non ha i soldi per i beni necessari, che si trova in uno stato di arretratezza favorito proprio da chi guarda sempre e solo ai propri interessi.

Ben vengano i libri ad un euro, gli ebook, i blog letterari che offrono servizi e contenuti gratuiti, le piccole case editrici di successo, i librai che sanno davvero consigliarti, le biblioteche in cui si organizzano incontri con gli autori. 

Tutte le realtà in sofferenza, nel campo dell'editoria, nel nostro paese, lo sono per un motivo solo: non hanno alcuna coscienza del lettore. Non sanno chi sia e soprattutto cosa voglia, in un mondo che gli permette di trovare tutte le risposte che stava cercando in completa solitudine e senza l'aiuto dei libri.

Non c'é crisi che tenga davanti a questo sostanziale dato di fatto e la chiusura di questo incontro, senza che sia data la possibilità ai lettori d'intervenire, ne é una dimostrazione.

Un'altra occasione mancata.


A cura di Clara Raimondi

La mia intervista a Libreriamo, in cui rispondo all'annosa questione della promozione della lettura.



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