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8 febbraio 2013

LORENZO JOVANOTTI CHERUBINI



Ero un bambino di sette anni scarsi e a quei tempi il sabato sera c'era “Fantastico” in televisione. Non ricordo molto di quel programma, a parte il fatto che conduceva Pippo Baudo e che ospite fisso c'era un giovane cantante che cantava una canzone buffa e divertente dal titolo “Ciao, mamma”. Quella canzone mi piaceva così tanto che i miei genitori mi comprarono il vinile, che ancora oggi per me è una reliquia, perché Lorenzo ha recentemente festeggiato i suoi 25 anni di carriera ed io li ho vissuti quasi tutti insieme a lui, recuperando anche i tre che mi ero perso.

Ormai è chiaro che sto parlando di Jovanotti, al secolo Lorenzo Costantino Cherubini, classe 1966, nato a Roma, ma cittadino del mondo. Non vorrei spendere troppe parole a raccontare la sua vita e le sue opere, per due motivi: il primo è che una biografia seria fa troppo scuola e non credo che la apprezzerebbe (alla fin fine a che serve replicare cose che potete trovare anche su Wikipedia e sul suo sito ufficiale?), il secondo è che ci ha già pensato lui, ma di questo parleremo in un altro articolo.

Quello che vorrei dire è perché mi piace Jovanotti. Beh, sicuramente la componente emotiva gioca un ruolo importante, perché credo che tutti si affezionino alla musica che sentivano dai bambini: non so voi, ma io non conosco neanche un beatlesiano della mia generazione che non sia figlio di beatlesiani. 

Una seconda ragione può essere legata al fatto che la mia maturazione viaggia in parallelo con la sua: ho conosciuto la sua musica scanzonata e divertente quando ero bambino, ho passato l'adolescenza a sviluppare la mia coscienza quando Lorenzo cantava il suo pensiero positivo ed ora che non sono più un ragazzo mi gusto le sue canzoni più mature ed eclettiche

L'eclettismo è sicuramente un'altra ragione: vi sfido a trovare due canzoni uguali nei suoi album (le raccolte non valgono!). Ed infine il fatto che sia bravo. Non sono un critico musicale e non so se riuscirò ad esprimere bene quello che voglio dire, ma quando ascolto una sua canzone, uno suo strafalcione grammat... ehm, licenza poetica, un suo giro musicale mi sembra sempre che abbia trovato il modo migliore per esprimere quello che voleva dire. E questo ormai da anni. Jovanotti sa scrivere una canzone impegnata, un elettro-funk per svagarsi un po', un'accorata ballata d'amore ed una quasi allucinata poesia maledetta in musica come a mio avviso pochi in Italia.

Immagino che starete pensando “OK, abbiamo capito, ti piace Jovanotti, ma che ci fa su Reader's Bench?” Presto detto: Lorenzo, tra una canzone ed un concerto, tra un viaggio ed una serata in discoteca, tra una moglie ed una figlia ha anche trovato il tempo di scrivere otto libri e per la precisione:

  • Yo, brothers and sisters. Siamo o non siamo un bel movimento
  • Cherubini
  • Il grande boh!
  • Quarantology, 1966-2006
  • La parrucca di Mozart
  • Per te
  • Viva tutto!
  • Gratitudine
Dentro c'è un po' di tutto: libretti d'opera, zibaldoni, autobiografie e quant'altro. Io ho letto un paio di questi libri per voi (cioè, in realtà per me...) e sono lieto di parlarvene, se vorrete sedervi qui sulla panchina con me.

A cura di Diego Rosato




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