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14 gennaio 2013

BLOG LETTERARI: TALENT SCOUT DEL PIFFERO


Facebook é la più grande rivoluzione del secolo. La possibilità di dire la propria su qualsiasi argomento, di farsi e fare pubblicità sui propri prodotti/iniziative.


Lo sanno bene le case editrici che non perdono occasione, sui social network, di pubblicizzare le uscite, le recensione, gli articoli che escono in merito alle loro pubblicazioni.

Spesso le pagine in questione contengono anche riflessioni, commenti sulle notizie da e sul mondo editoriale. Aggiornamenti che si succedono quotidianamente sulle pagine pubbliche e nei profili privati dei diversi direttori editoriali.

Uno di loro, qualche giorno fa, ha usato esattamente l'espressione che vedete troneggiare nel titolo. Il pensiero di un singolo o un sentimento notevolmente diffuso?

Ne scrivo oggi non perché mi senta offesa anche perché credo, anzi spero, che la frase non si riferisse a RB (e qualora fosse così, sono pronta ad un confronto) ma perché credo sia doveroso fare alcune precisazioni.

I blog letterari stanno avendo, proprio in questo momento, un riconoscimento. Se ne parla in lungo e in largo sul web e sulla carta stampata e la mia intervista, di qualche settimana fa, su Libreriamo ne é una prova.

Nell'intervista cercavo proprio di rendere chiaro questo concetto: i blog letterari fanno informazione in modo nuovo e diverso dai giornali a cui siamo stati abituati per decenni. Sono una risorsa in più e un'altra voce che cerca di dire la sua e uno strumento utilissimo per le piccole/grandi case editrici per ricevere opinioni e feedback

Il fatto poi che abbiamo webzine seguitissimi (fondamentalmente perché gratis) ed una piccola fetta di pubblico, mette in crisi chi non si vuole confrontare con questo mondo.

Offriamo diversi servizi, tra cui le recensioni dei libri che ci vengono inviati da giovani autori e/o dalle case editrici. Pubblichiamo antologie di racconti ma non vogliamo, almeno nel caso di RB, sostituirci a tutte quelle figure professionali che per capacità ed esperienza la sanno molto più di noi in fatto di scrittura.

Non siamo talent scout del piffero ma delle persone appassionate che dicono la loro su quello che amano o non amano leggere. I blog letterari esistono, punto. E come ogni nuova realtà devono essere studiati singolarmente e non giudicati sommariamente.

Agli editori che non vedono di buon occhio questo tipo di attività chiedo di riflettere sui servizi che le loro case editrici offrono, gratuitamente, ai loro lettori.

Per il resto continuate a rispondere alla nostra iniziativa We want you, vi leggeremo gratuitamente ed onestamente, anche se ci sarà un pò di tempo da aspettare.

Clara Raimondi

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