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19 novembre 2012

UNA GIORNATA DA READER A BOOKCITY



Eccomi qua, in una delle prevedibili code che accompagnano queste giornate da Readers, mentre approfitto, priva del mio computer, del vecchio ma fidato mezzo cartaceo a disposizione per iniziare a raccontarvi di Bookcity, tre giorni dedicati al libro e alla letteratura organizzati dal comune di Milano con eventi sparsi in tutta la città.


Cuore degli incontri è l’imponente sede del Castello Sforzesco, che per quanto sia impacchettato a causa ristrutturazioni varie, conserva sempre il suo fascino e la sua magnificenza. In assenza di altri Readers della nostra redazione, nomino mio accompagnatore e Reader per l’occasione Nicola, il mio fidanzato, che a fatica si mobilita dal comodo divano casalingo e dal dolce far niente del fine settimana, per poi trovare diverse cose interessanti da seguire.


Ma torniamo alla mia coda, sono ormai in attesa da mezz’ora, e sottolineo al freddo, per visitare le merlate del Castello Sforzesco. Sto per pentirmi, piedi e mani sono ormai congelati, l’inchiostro della penna non risponde quasi più ai miei comandi, Nicola mi ha abbandonato per visitare il museo dell’arte antica ( “tu fai la coda, ci vediamo dopo, tanto le armi non ti interessano”), ma sono stoica, ancora resisto, e quindi continuo a scrivervi finché la penna mi concede il suo benestare.

Vi racconto perciò dell’incontro “La matematica è una disciplina umanistica”, al quale ho scelto di assistere per via di una lettura che ho fatto ultimamente, ma ne ho capito ben poco, e quindi speravo mi aiutasse a chiarirmi un po’ le idee. Il risultato raggiunto è stato invece il contrario, me le ha complicate ulteriormente perché, dalla logica aristotelica in poi, mi sono completamente persa tra la teoria dei giochi come elemento di interazione tra individui e cose ed il dilemma del prigioniero (vago ricordo delle lezioni di filosofia al liceo), concludendo che forse dovrei leggere qualcosa d’altro per approfondire l’argomento.



Mi sono poi spostata in una biblioteca dentro il parco vicino, dove sono andata perché il nome dell’evento era un richiamo troppo forte per chi ama la nostra panchina: Reader’s Corner: l’angolo del lettore al Parco Sempione, come lo Speaker’s corner in Hyde Park a Londra”. Cinque minuti per ogni lettore, come il tempo a disposizione per gli speakers del parco londinese, dedicati alla presentazione di una lettura personale al pubblico in ascolto con l’intento di condividerla e di invogliarne la scoperta.

Ci siamo, la fila si muove, pare che la mia attesa, ormai protratta ad un’ora abbondante, stia dando i suoi frutti: vedo la porta davanti a me aprirsi e qualcuno (un addetto alla sicurezza? Un responsabile? Meglio non indagare) inizia a contarci, noi alunni di scuola elementare che pazientemente aspettiamo la maestra mentre ci elenca tutti per verificare che nessuno si sia perso, e finalmente saliamo la scala che ci porta alla meta tanto ambita: i merli!



Attesa di oltre un’ora e visita di 15 minuti, con il guardiano che cercava anche di fare il simpatico mentre ci cacciava fuori allegramente, ma considerato che le merlate del Castello Sforzesco sono praticamente sempre chiuse al pubblico e aperte solo in occasioni speciali, devo dire che ne è valsa la pena.


Altro appuntamento, tardo pomeriggio, questa volta all’interno dello splendido Palazzo Reale in piena Piazza Duomo (perché noi Readers non ci facciamo mancare niente!), residenza per secoli delle famiglie padrone di Milano come Visconti e Sforza, è oggi uno dei centri culturali più vitali della città, che ospita mostre periodiche ed è sede di convegni e conferenze. 

L’incontro che ho scelto affronta l’argomento libreria come luogo di incontro tra libraio e lettore, lontano dal contesto delle grandi librerie dove entri e ti servi da solo, ma come momento di confronto tra lettore e libraio, scambio di idee su libri letti e terreno fertile per reciproci consigli letterari. Si parla anche della scelta del catalogo adottata da una libreria rionale, del fatto che “Cinquanta sfumature di grigio” possa essere presente per soddisfare il lettore italiano medio, ma il vero catalogo deve essere basato su quello che il libraio ritiene interessante per il lettore, testi che non finiscono sullo scaffale per fare soldi, ma che possiedono invece un certo spessore culturale. Utopistico? Certo, è il motivo per cui le piccole librerie stanno scomparendo dando spazio a grossi centri che vendono di tutto, spazzatura compresa.



Al mio ultimo incontro è già sera, stessa location di Palazzo Reale, e ormai sola in quanto Nicola mi abbandona a favore del gran premio di formula uno (sempre uomo è. in fondo), ma ci spostiamo d’argomento, le influenze della letteratura nel cinema e nella televisione. A parlarne è Enzo Monteleone, sceneggiatore e regista (ricordo la collaborazione con Gabriele Salvatores e la nascita di film come Marrakech Express, Mediterraneo e Puerto Escondido) che ci evidenzia come spesso il cinema si ispiri a trame letterarie, come capiti che testi scritti per sceneggiature non trovino per anni un regista disposto a tramutarle in film, ma che adattate a romanzo riscontrino invece un buon successo di pubblico, e che le copertine di romanzi dai quali è tratto un film e dove è riportata una scena dello stesso stimolino notevolmente la popolarità del film (ed io che credevo essere il contrario).

Sono a questo punto le 20.00, mi dirigo verso la metropolitana soddisfatta del mio ricco fine settimana, ma un pensiero un po’ polemico mi sorge: caro comune di Milano, e cara giunta Pisapia, che ho contribuito con il mio voto ad eleggere, come cittadina milanese apprezzo molto lo sforzo di organizzare eventi di questo tipo, che immagino non sia semplice gestire, ma perché riempire un unico week-end con centinaia di eventi al giorno, che ti costringono a scegliere alcune cose e, inevitabilmente, a perderne altre ugualmente interessanti, piuttosto che dislocarle durante tutto l’anno? E’ evidente che non sono un genio del marketing, altrimenti non mi porrei nemmeno domanda.

Lo sappiamo, anche la cultura ha un prezzo. Comunque sia grazie caro sindaco, e attendo l’anno prossimo la nuova edizione di Bookcity.

A cura di Cristina Monteleone



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