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8 novembre 2012

FESCION BOOK



E’ martedì pomeriggio, sono stanco e abbastanza girato per motivi lavorativi, l’unica nota lieta è sapere che questa sera esco con gli amici per andare a vedere Skyfall, l’ultimo film della saga di James Bond.


Invece, come se non bastasse, accadono sempre delle cose per le quali non vale la pena arrabbiarsi ma che comunque mi danno fastidio.

Ho visto che recentemente un libro di prossima uscita e dalla copertina e dalla  trama ricorda vagamente quel “50 sfumature di grigio” che sta facendo furore in lungo e largo e sta rimpinguando le casse dell’autrice.

Ora non voglio discutere su come la letteratura erotica si sia sdoganata dalla nicchia per divenire una lettura di massa, ma ho la netta sensazione che i prodotti editoriali debbano seguire le mode così come avviene nel mercato dell’abbigliamento.

Tempo addietro in seguito al successo planetario di “Twilight”, in libreria c’erano interi sezioni dedicate a romanzi sui vampiri in ogni salsa, lo stesso sembra ripetersi per “50 sfumature..”, e già per le fatiche di Stephenie Meyer si discuteva della qualità della scrittura e del prodotto, lo stesso avviene per la trilogia scritta da E.L. James. La critica più ricorrente è quella del romanzetto Harmony scritto per le masse e pompato da una pubblicità ed un clamore ad arte. 

Inoltre oltre alle versioni che in parte si rifanno all'originale sul mercato ci sono, immancabili, le parodie, le rivisitazioni e così via. Come un vero capo di moda, un libro di successo che si rispetti ha i suoi cloni e le sue imitazioni.

Mi ricordo quando anche io ero teen e per sentirmi accettato dovevo conformarmi all’abbigliamento degli altri compagni di classe, il che significava: jeans Levi’s, scarpe Nike Air Max e così via. Cosa che per cultura e motivazioni “economiche” non mi é stato possibile realizzare e anche quando, per miracolo, riuscivo a possedere qualcosa del genere mi sentivo, inevitabilmente, in grande difficoltà.

La stessa cosa successe in ambito musicale quando sul mercato arrivarono Britney Spears, seguita da Christina Aguilera e tante altre bionde (tinte?), procaci (rifatte?) e tutte che cantavano puttanate varie (scusate il francesismo).

Nel mondo dell’editoria sta accadendo la stessa cosa e se vuoi essere un lettore devi leggere il libro che va di moda, come se un romanzo fosse un accessorio da adottare in base alla stagione. Ricordo di aver visto diverse foto di VIP (....mah....) che quest’estate sfoggiavano le “50 sfumature...”. In particolare affolla la mia memoria l'immagine di un equivoco personaggio politico italiano  che lo leggeva addirittura in lingua originale, in spiaggia  a Miami (mica a Fregene).

Credo che un buon libro, lo sia a prescindere dalle mode, è qualcosa di emozionale, qualcosa che ti fa compagnia, ti fa ridere, ti fa piangere. E’ un compagno per un piccolo frammento della tua vita, che può rimanere per sempre dentro di te.

Credo, inoltre, che le case editrici dovrebbero concentrarsi di più sulla promozione di buoni libri, anche di autori sconosciuti, piuttosto che pompare e celebrare casi letterari. Ma, come sempre, é una questione di business ...

A cura di Claudio Turetta


3 commenti:

elena ha detto...

Ciao,mi scuso in anticipo per le idee poco organizzate,ma tant'è..
Io non leggo i libri,li consumo;ho talmente tanta carta in casa che potrei chiamarla piccola amazzonia..
Non ho mai letto libri "di moda",o almeno non subito..ho scoperto e mi sono innamorata di harry potter prima del successo planetario ma dopo il momento di "ah si,io leggo hp perché sono Figo".idem per 50 sfumature..ho visto di meglio e raccontato a tinte più tenui..twilight?mai letto,non ce la faccio..firmino?non vado oltre la 4 pagina..lettrice selettiva?probabile :)
E per quanto riguarda le mode sul vestiario..quando arrivi ad avere le famose scarpe col baffo,vorresti solo camminare ad un metro da terra per non rovinarle! ;)

Claudio ha detto...

Ciao, questo articolo è solo una critica, verso quel modo di vedere molto consumistico della società moderna e sto notando che coinvolge non solo l'abbigliamento o la musica ma anche l'editoria.
Per la serie se non siete come noi non siete nessuno.
Inoltre mi sembra che il libro a volte diventi tipo un accessorio da esibire più che un compagno.
Io ammetto candidamente di essermi comprato le scarpe col baffo ma forse più per sfizio che per altro

Claudio ha detto...

Ciao, questo articolo è solo una critica, verso quel modo di vedere molto consumistico della società moderna e sto notando che coinvolge non solo l'abbigliamento o la musica ma anche l'editoria.
Per la serie se non siete come noi non siete nessuno.
Inoltre mi sembra che il libro a volte diventi tipo un accessorio da esibire più che un compagno.
Io ammetto candidamente di essermi comprato le scarpe col baffo ma forse più per sfizio che per altro

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