Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

16 novembre 2012

FERMENTO NEL MONDO FANTASY | INTERVISTA AD ALFONSO ZARBO



È innegabile che qualcosa stia cambiando nel mondo del fantasy. Non so se sia merito del Signore degli Anelli (il film, non il libro), di qualche magia di Harry Potter o delle orde di vampiri innamorati che riempiono gli scaffali delle librerie. Probabilmente sono tutte queste cose insieme e tante altre ancora. Fatto sta che fantasy, sci-fi e paranormal romance stanno vivendo un momento magico, supportati anche dalla perfetta osmosi con l'industria cinematografica.


È tutto molto diverso rispetto a pochi anni fa, quando quelli citati erano generi di nicchia, per i soli appassionati. Se ne stanno rendendo conto anche le grandi case editrici, consapevoli ormai delle potenzialità del fantastico presso il pubblico young-adult. È il caso della Mondadori, che puntando principalmente, ma non esclusivamente, sui grandi successi dell'ultimo decennio ha dato vita a Chrysalide, una collana che si occupa del fantasy in tutte le sue sfumature, andando incontro ai gusti di una platea sempre più vasta di giovani e non solo.


Ho incontrato Alfonso Zarbo, blogger della Mondadori, per sapere da un addetto ai lavori qualcosa in più sulla rivoluzione avvenuta negli ultimi anni. Alfonso é stato così gentile da accomodarsi sulla nostra panchina e ci ha svelato alcune anteprime.

È evidente che il fantastico vada di moda. Ma che genere di fantastico è quello che va davvero per la maggiore? Sbaglio o qualcosa è cambiato da quando fantasy e fantascienza erano generi un po' di nicchia (e per la fantascienza, in fondo, le cose sono rimaste così)? 

Non sbagli: d'altra parte il fantasy è in continua evoluzione. Basti pensare all'influsso delle tradizioni culturali e delle correnti letterarie nel corso dei secoli, dal mito al Romanticismo, senza considerare l'importante contributo della Storia. Il fantasy funziona a cicli, e dal 2000 a oggi possiamo considerarne almeno tre: quello del fantasy classico, catapultato sugli scaffali delle librerie dal boom cinematografico del Signore degli anelli, dell'urban fantasy e ora più che mai del paranormal, incentrato su una visione romantica di vampiri, angeli e creature delle tenebre.    
Cinema e letteratura, in questo senso, si muovono sullo stesso binario: quando un'opera raggiunge il successo, viene emulata con piccoli cambiamenti fino alla saturazione del mercato. 
Il futuro del fantasy, probabilmente, è orientato sempre di più verso lo steampunk e i romanzi distopici. Poco tempo fa, in occasione della fiera del libro di Francoforte, abbiamo chiesto ai nostri lettori un parere sulle loro preferenze e non abbiamo avuto dubbi in proposito: sarà il trionfo dello sperimentalismo. 
Anche per questo, seguendo il successo di Hunger Games, ripubblicheremo prima dell'estate un romanzo molto interessante: Macchine mortali, di Philip Reeve, ambientato in un mondo post-apocalittico steampunk devastato da un olocausto nucleare che nelle poche passate aveva causato enormi sconvolgimenti geologici.  

Quali sono le maggiori differenze tra Chrysalide e le altre collane della Mondadori che si sono occupate di fantasy e fantascienza? Mi vengono in mente Urania ed Epix e non posso fare a meno di notare la differenza di pubblico, decisamente più Young-Adult. 

Non è da molto che mi occupo come blogger di Chrysalide, ma già da ragazzo seguivo con interesse alcuni dei romanzi poi inseriti in catalogo. Al di là della fantascienza (sono pochi i titoli sci-fi: Hunger Games, Cinder e Beauty), Chrysalide esplora il genere fantasy in tutte le sue sfumature, caratteristica che nessuna collana in particolare di Mondadori aveva trattato con pari riguardo (nemmeno Epix, alla quale mi ero affezionato moltissimo malgrado la sua breve esistenza). 
Si parte infatti dal fantasy di stampo medievale di Ursula K. Le Guin, Licia Troisi (con la trilogia delle Cronache del Mondo Emerso) o Lian Hearn e, come in un viaggio spazio-temporale di crescita ed evoluzione, ci si avvicina all'urban fantasy magistralmente capitanato da Sergej Luk'Janenko e Cassandra Clare per poi approdare verso nuove sperimentazioni (un esempio è Multiversum, di Leonardo Patrignani) e al paranormal romance, la cui ascesa di questi ultimi anni può fare piacere oppure no, ma risulta innegabile.     
Tolti i romanzi più vecchi, il pubblico di Chrysalide è soprattutto Young-Adult, il che spiega con mio sommo dispiacere come mai George Martin non sia tra i nostri titoli! Questo non vuol dire, però, che in futuro non siano previste “incursioni” di target. 

Luk'Janenko, Collins, Funke e pure quel mostro sacro della Le Guin... e poi tanti italiani. La Mondadori, e le grandi del settore in genere, ci credono davvero nei giovani scrittori fantasy italiani? Le possibilità esistono sul serio?

Nella prima domanda parlavamo di sperimentalismo, ricordi? Uno sperimentalismo nei confronti del quale ritengo che anche gli scrittori italiani debbano cominciare a volgere lo sguardo. Spesso ci si lamenta della supremazia della letteratura straniera sulla nostra, ma dovremmo imparare – e in tal caso parlo come autore – anche a proporre cose nuove.
In Chrysalide gli autori italiani non mancano: Licia Troisi, Leonardo Patrignani, Francesco Falconi, Dorotea De Spirito, Barbara Baraldi e tanti altri nella sezione dei romanzi realistici. Alcuni, dotati di talento e di una buona dose di fortuna, sono al loro esordio; altri hanno invece alle spalle molti anni di esperienza. 
Niente è impossibile.  

L'intervista é a cura del nostro Giuseppe Recchia. Ringraziamo Alfonso Zarbo e vi invitiamo a scoprire il mondo di Chrysalide.


0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!