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4 ottobre 2012

PER AVERE FEGATO CI VUOLE CUORE



Un  romanzo, quello di Alessandro Marchi, Fegato e Cuore, che pur essendo lontano dai miei gusti letterari mi ha conquistata fin da subito o meglio, i suoi personaggi mi hanno affascinata e appassionata alle loro vicende, legandomi ad una spirale sentimentale che mi ha condotta fino alla fine del libro, facendomi sentire parte di un gruppo di persone così diverse tra loro da dar la possibilità a chiunque di intrufolarsi e dire la propria.


La storia ci viene raccontata da uno dei protagonisti, l’italiano Vincenzo, sopranominato “mangiapizza” o “slow-motion” a seconda della situazione che lo vede, suo malgrado, coinvolto; il classico italiano, che parte per Londra, con uno zaino pieno di speranze, pochi soldi in tasca e l’ottimista prospettiva di trovare subito una sistemazione. Invece si ritrova in tutt’altra realtà, facendo esattamente ciò che non aveva neanche lontanamente preventivato. Così, decide di sfoggiare la più sofisticata arte dell’arrangiarsi, un orgoglio tipicamente italiano, e uno spirito di sopportazione che, durante la lettura, lo farà sembrare sempre più simpatico.

Il racconto di Vincenzo vede come protagonista Steve Campbell e le sue sciagure; la maggior parte dei racconti, sono aneddoti di una vita che si trascina tra lattine di birra, frasi razziste e un trapianto di cuore che ha dato origine ad una serie di sfortunati eventi. 

Spalla di Vincenzo, nel suo incrociarsi con Steve, tra alti e bassi, è Craig, un gallese che si ritrova ad interpretare la parte del “nerd”, vittima di battutine sfortunate da parte di chi gli sta intorno, e abituato a lasciar correre per amor di convivenza.

Intorno a questi protagonisti, gravitano altri personaggi, alquanto singolari, che sottolineano ancor di più il limite di sopportazione al quale sono sottoposti i tre giovani, dando vita a dialoghi molto particolari attraversati da battutine ironiche, condite da un sarcasmo davvero lodevole.

Il romanzo ha una scrittura piacevole, per nulla pesante; la struttura è essenziale, senza giri di parole o momenti la cui unica finalità è solo quella di riempire spazi vuoti, con l’unico risultato di distrarre il lettore; l’attenzione è sempre concentrata sulla pseudo amicizia che vede coinvolti Vincenzo, Steve e Graig e le possibilità che vengono offerte a Steve per riscattarsi, ancora una volta, per cercare di mettere ordine nel guazzabuglio che è diventato la sua vita e nel quale ci trascina, senza vergogna, gli altri due.

La storia ha dei tratti grotteschi, all’interno del triste e uggioso scenario dell’East End londinese, dove la figura dell’italiano viene ridotta ai classici luoghi comuni, quella dell’inglese mortificata e quella del gallese ridicolizzata, ma a tutti è concessa una possibilità di riscossa e alla fine i tra protagonisti ne escono quasi vincenti.

Consiglio Fegato e Cuore a chi sta cercando una lettura piacevole, divertente, con momenti di riflessioni che non rischiano di abbattere o di annoiare il lettore. Una storia animata da giovani comuni, che appartengono ad uno spaccato di vita non poi tanto lontano dal nostro e questo conferisce al romanzo un aspetto ancora più umano e reale, dove lo scrittore è sempre presente, attraverso delle simpatiche note, a piè di pagina, che danno la sensazioni che quasi ci stia accompagnando nella lettura del suo romanzo; una presenza discreta e per nulla invadente che mi ha portato ad apprezzare non solo il libro ma, soprattutto, chi lo ha scritto.

A cura di Floriana Villano


Fegato e Cuore di Alessandro Marchi, Booksalad, 240 pagg, 13.00 euro

Voto 9/10


I libro ci é stato inviato dalla casa editrice.


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