Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

10 ottobre 2012

CARTOLINE DA MACAU


Meno di un'ora di aliscafo veloce e da Hong Kong si arriva a Macau, la Las Vegas d'OrienteIn realta' sono anni che ha superato gli incassi di Las Vegas, ed essendo l'unico luogo in tutta la Cina dove il gioco e' legalizzato vi lascio immaginare la quantita' di cinesi ricchi e meno ricchi che si fanno lobotomizzare davanti ad un tavolo di black jack.


Ci sono due modi di visitare Macau, la citta' vecchia con le antiche casette coloniali portoghesi o meglio sino-mediterranee perche' raggruppano stili architettonici diversi e molto particolari, sonnolenta e romantica e la Macau dei casino' che ha superato Las Vegas anche in pacchianeria. 

Ma cominciamo dal primo tour:

Le rovine della chiesa di Sau Paolo sono il simbolo della citta' dove tutti gli anziani si ritrovano alla sera a giocare  a scacchi e dama cinese sotto gli antichi alberi di baniano cinese. Segni del Portogallo sono ovunque: le vecchie case, i portici del mercato, la bizzarra lingua creola portoghese con qualche tocco di cantonese parlata ormai da poche migliaia di persone, la cucina deliziosa ricca di bacalao al sugo e arroz de pato, il riso con anatra sempre accompagnato da Porto.



Nella citta' vecchia c'e' anche la Caa del Mandarino, la casa di  un alto funzionario. Una reggia in stile cinese tradizionale ma con archi e capitelli mediterranei e poi i piccoli bar dove anziane signore ti servono l'ovaltine col latte di soja, per tiratri un po' su, dicono loro.

Ma passiamo al tour dell'orrido, io ve lo consiglio comunque perche' e' utilissimo se volete vedere a quali livelli di disperazione si riduce l'essere umano e se volete fare studi comparatori fra uomini e colonie di insetti.

I casino e gli edifici che li ospitano, cosi' come gli alberghi sono l'apoteosi del kitsch. Ori sfavillanti, cristalli, pubblicita' (questo paese e' ossessionato dalla pubblicita', sempre e ovunque, una dolce ed assassina litania) e soprattutto loro: i giocatori delle ore piccole che si giocano tutto, pure l'anima, al tavolo. Per non parlare delle accompagnatrici dei poveri disperati, praticamente siamo passati dalla brava operaia o contadina fedele, alla baldracca rifatta.

Nonostante i neon dei casino questa colonia d'Oriente mi ha del tutto affascinata.



Ma veniamo a noi, se non sbaglio l'ultima volta, vi avevo detto che avrei recensito il Velo dipinto di W.Somerset Maugham, ecco che cosa ne penso:


Kitty e Walter si sposano. Lui è un batteriologo colto e coraggioso sinceramente innamorato di lei, che è una sciocca e superficiale ragazzina viziata, ignorante, vuota e con l'obiettivo di sposarsi prima della sorella minore, che ha già trovato un buon partito. Siamo a metà degli anni '20 e i due novelli sposi partono per Hong Kong, colonia britannica dove lui lavora. Ben presto lei si accorge che suo marito la annoia nonostante sia sempre dolcissimo con lei, non hanno punti in comune e così Kitty si trova un amante. Un uomo alla sua altezza, bello e popolare che però ben presto si rivela per quello che è: un vigliacco che non vuole lasciare la moglie  e sposare Kitty nel momento in cui Walter scopre la tresca.

Kitty ha due possibilità ora: divorziare dal marito con il rischio di denuncia d'adulterio o partire con Walter per l'entroterra cinese, dove una terribile ondata di colera sta uccidendo tutti e tutto. L'amante la abbandona e lei parte col marito che non le parla più. In quel luogo di morte e desolazione Kitty scoprirà una nuova vita, fatta di sacrificio, amore e rispetto, una vita lontana mille miglia dai balli e dai ricevimenti di Hong Kong, grazie all'incontro con un uomo inglese e a delle suore francesi che curano malati e bimbe abbandonate dalle loro famiglie. La trama si sussegue avvincente ed alcuni eventi permetteranno a Kitty di diventare una donna diversa, forte e consapevole del suo destino, indipendente e moderna. 

Nel 2006 il regista John Curran ci fa un film con Naomi Watts come protagonista, inutile dirvi che come spesso accade il film non eguaglia il libro.

Spesso considerato un romanziere poco raffinato, Maugham riesce a regalare momenti di profondità quando meno te lo aspetti, usando una prosa asciutta e veloce ma molto scenografica.

A cura di Nicoletta Tul 




Il velo dipinto di W.Somerset Maugham, Adelphi, 234 pagg, 10.00 euro

Voto 10/10


Alla prossima cartolina! 
Il viaggio di Nicoletta continua anche sulla sua Finestra sul Té


0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!