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15 settembre 2012

PAESE CHE VAI, GIORNALISMO CHE TROVI



Prima giornata di presentazioni al Terracina Book Festival e anche se manchiamo di un soffio la presentazione de Il vescovo Oldi di Fabio Arduini, siamo piazzati in prima fila per assistere quella di Paese che vai, giornalismo che trovi di Damiano Celestini.


Com’è nell’ottica di Prospettiva Editrice ci troviamo davanti ad un saggio e nel caso di Celestini diretto prolungamento dalla sua tesi di laurea. Ma questo è solo il punto di partenza per un lavoro che si è notevolmente ampliato e che è andato alla ricerca e alla comparazione dei diversi modi di fare giornalismo nel mondo.

Celestini, classe 1982, è corrispondente del Messaggero, gestisce il Rompiblog, collabora con diverse testate online ed è già autore di Prospettiva con Cronaca di un legame di sangue (105 pagg, 10 euro).

Il libro presentato questa sera in Piazza Municipio parte dai tre modelli di giornalismo individuati da Hallin e Mancini in “Modelli di gionalismo. Mass media e politica delle democrazie occidentali".

Tre macro aree europee (mediterraneo, zona centro settentrionale, e quella inglese e statunitense) ed altrettanti modi di vivere la notizie e relazionarsi con i lettori, gli unici fautori del successo di una testata.

Ogni area è stata analizzata sotto il profilo storico, politico e sociale e solo dopo è arrivata la comparazione che, naturalmente, non ha fatto altro che sottolineare le caratteristiche e i limiti del nostro modo di fare notizia.

Un mondo che non prevede imprenditori puri del settore dato che la maggior parte di chi investe nella notiza fa tutt’altro e vede e vive il giornalismo come una possibilità in più per la propria carriera politica.

Un settore lavorativo in cui vige il precariato sia nelle grandi che nelle piccole testate e che deve comunque segnare un crollo progressivo dell’interesse da parte del pubblico.

Dimentico delle nuove tecnologie, vive ed usufruisce di internet in modo poco convinto segnando un’arretratezza nei confronti degli altri paesi davvero imbarazzante.

Queste e molte altre informazioni e punti di domanda vi si apriranno leggendo questo saggio che Damiano Celestini ha voluto dedicare a tutti i lettori e non solo agli adetti.

Sarà ospite del magazine di Reader’s Bench nel prossimo numero invernale, intanto potete continuare a seguire le avventure del  Rompiblog

A cura di Clara Raimondi


Paese che vai, giornalismo che trovi di Damiano Celestini, Prospettiva Editrice, 200 pagg, 15.00 euro



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