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8 luglio 2012

PARLARE DI UOMINI



Ieri a Culture Pop o assistito ad una presentazione un po' particolare, tutt'altro che sgradevole e molto interessante. Il libro oggetto dell'incontro era “Uomini contro la Mafia” ed erano presenti Vincenzo Ceruso, l'autore, e Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore italiano.


Dopo la presentazione dell'incontro di Davide Donatelli, è Savatteri a prendere la parola, iniziando, più che una presentazione del libro, un dibattito sui temi affrontati dall'autore. Ciò ha permesso ai convenuti di entrare nei contenuti del libro in modo più interessante e meno prevedibile della consueta lettura della quarta di copertina o dell'indice. 

I due ospiti iniziano, davanti un nutrito pubblico, parlando della nascita della Mafia e dell'uso del termine mafioso, spiegando che tale aggettivo era utilizzato anche per indicare una ragazza particolarmente bella o un cavallo molto poderoso. Non mancano cenni storici ed aneddoti atti a sottolineare come sul termine sia stato perpetrato per quasi un secolo il falso mito secondo cui la Mafia sarebbe un modo di essere, mentre essa è un'associazione a delinquere, una setta criminale, perché, se da un lato i mafiosi sono siciliani, dall'altro lo sono anche i principali protagonisti dell'anti-mafia.

Del libro sappiamo che ha inizio dal caso Notarbartolo, politico di fine Ottocento, anzi, ancora prima con la commedia “I mafiusi de la Vicaria”. Ma non sono solo politici, giudici e uomini di stato a trovare spazio in questo volume. Grande spazio hanno anche personaggi come Libero Grassi e Peppino Impastato ed anche un uomo di chiesa come don Puglisi.


Proprio l'esperienza del prete anti-mafia, sebbene atipico, perché più orientato alla lotta nel suo quartiere, è foriera di nuovi spunti di conversazione tra i due interlocutori. L'autore è stato infatti allievo di don Puglisi e, pur affermando di aver compreso la sua figura solo anni dopo, per la prima volta durante l'incontro, sembra un po' emozionato nel ricordarlo.

Incalzato da Savatteri, Ceruso parla del rapporto talvolta ambivalente tra Chiesa e Mafia, citando il caso di alcuni preti inquisiti e processati per favoreggiamento. Il mafioso infatti tende a mostrarsi come l'uomo della porta accanto (e talvolta purtroppo lo è), andando a messa, affermando di credere nei valori della famiglia e dicendosi in lotta per la sua terra, ma poi uccidendo un prete scomodo, spergiurando sull'anima dei defunti genitori e devastando il nostro Paese. Il tutto volto a darsi una parvenza di normalità.


L'autore dice che la recente notizia della beatificazione di don Puglisi dovrebbe dare un preciso segnale a tutti quei preti che prestano assistenza a mafiosi e latitanti: chi lo fa, si mette contro un beato della Chiesa di Roma.

Al termine della presentazione, priva di incensamenti dell'opera e del suo autore, c'è spazio appena per un “Vi consiglio questo libro” e poi l'autore si concede per “un'autenticazione” delle copie acquistate dagli autori. 

Molto gentilmente accetta di dedicare la mia allo staff di Reader's Bench e mi confessa che questa è la sua prima dedica collettiva. Sembra una persona gentile e così gli lascio un biglietto da visita: magari gli piace leggere...!

A cura di Diego Rosato

Per approfondire


Uomini contro la Mafia di Vincenzo Caruso, Newton-Compton, 280 pagg, 6,90 euro

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