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12 luglio 2012

MILANO SPIRITUALE



Dopo la visita di Benedetto XVI, Milano, per la seconda volta in meno di un mese, il 26 giugno, ha accolto un altro importante capo spirituale: Sua Santità il XIV Dalai Lama. Il capo del governo tibetano in esilio, nonché massima autorità del Buddhismo tibetano, ha incontrato gli studenti, proponendo loro una riflessione sul tema “Conoscenza ed etica. Come i giovani possono migliorare il futuro del mondo” in riferimento al suo libro appena tradotto in italiano La felicità al di là della religione. Una nuova etica per il mondo


Come me, tanti giovani sono accorsi per ascoltare dal vivo un uomo, che, come pochi altri, è ancora in grado di diffondere un messaggio tanto anticonvenzionale quanto affascinante. 

Dopo una breve presentazione della sua vita segnata da guerre e dall’esilio, il Dalai Lama si è soffermato sull’importanza e sulla necessità di diffondere tra gli uomini, indipendentemente dal credo religioso, un’etica laica. Questa etica, proprio perché non legata ad una religione a cui si può aderire o meno, dovrebbe accumunare tutti gli uomini sotto il segno dei più nobili sentimenti, come la bontà e la compassione, che spesso però vengono soffocati dall’animo umano. 

Il Dalai Lama ha spiegato che per permettere il trionfo e la diffusione dell’etica laica, bisogna prima che abitino in ciascuno di noi i sentimenti che vorremmo instaurare tra gli uomini. In altre parole, solo un uomo già in pace con se stesso, con il proprio passato, con i propri difetti e con i propri desideri si trova nella condizione ottimale per costruire la pace nel mondo e con essa tutti i fondamenti dell’etica laica. È quindi necessario lavorare prima su se stessi e imparare a controllare le proprie emozioni per non lasciarsi travolgere e sopraffare da sentimenti negativi, in modo da raggiungere quell’autocontrollo, tanto importante nella spiritualità buddhista. 

Rivolgendosi poi direttamente ai giovani presenti, il Dalai Lama ha poi più volte ripetuto che proprio le giovani generazioni devono assumersi il grande compito di modellare un mondo migliore e impegnarsi in prima persona per realizzare la pace e l’etica laica. I giovani, secondo il Dalai Lama, devono sentirsi tutti responsabili per il futuro del mondo e devono quindi permettersi di agire anche seguendo modelli anticonvenzionali e lontani dalle logiche opportunistiche e lucrative dominanti. Per essere all’altezza di queste aspettative il Dalai Lama ha suggerito ai ragazzi presenti di “think more widely”, cioè di aprire i propri orizzonti e di usare al meglio la propria intelligenza e le proprie doti per concorrere al bene globale. Il monaco ha invitato anche a non demoralizzarsi se ci si sente soli, piccoli e impotenti compiendo questi sforzi perché un domani non troppo lontano potrebbero innescare un moto di imitazione che riuscirebbe a favorire i cambiamenti tanto auspicati.

Solo per chi è completamente digiuno di spiritualità, le parole del Dalai Lama possono essere state sconvolgenti o addirittura vaneggianti. L’idea di un’etica laica, condivisibile da ogni uomo a prescindere da razza, credo religioso e politico, non è sicuramente nuova, ma è sempre necessario ribadire questi concetti per iniziare a sperare concretamente in un vero cambiamento nella logica del mondo. Personalmente, nel pensiero del Dalai Lama, che è comunque un capo spirituale anche se ha parlato poco di Buddhismo, ho trovato molte affinità con gli insegnamenti cristiani, forse ad indicare il fatto che ogni religione, filosofia o dottrina che ha come interesse l’uomo nella sua interezza ha come base e fondamento il benessere e la realizzazione dell’intera umanità.

A cura di Chiara Silva

Letture consigliate:

Dalai Lama: La felicità al di là della religione. Una nuova etica per il mondo. Sperling & Kupfer, 2012, 224 pp., 16,50€.

Dalai Lama: Incontro con Gesù. Una lettura buddhista del Vangelo. Mondadori, Milano 2009, 283 pp., 9,50€.

2 commenti:

Ariberto Terragni ha detto...

Si intuisce che dev'essere stata una grande esperienza.

*me* ha detto...

Esatto, sono davvero contenta di aver avuto la possibilità di partecipare dal vivo all'evento.

Chiara

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