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27 giugno 2012

INCUBO BIANCO



Come quasi tutti ho scoperto i thriller svedesi grazie a Stieg Larsson. Non so se sia stato lui ad avviare il filone o se abbia solo contribuito a far uscire un genere preesistente dai confini nazionali, fatto sta che da allora siamo invasi da autori “in testa alle classifiche svedesi”. Probabilmente, visto il clima, sono un popolo che passa molto tempo in casa a leggere...


Ma non è questo particolare ad avermi maggiormente colpito, piuttosto ho maturato l'idea che non si tratti di un paese cosi idilliaco e privo di delinquenza come le statistiche vorrebbero farci credere. Penso piuttosto che, per mezzo di un regime molto repressivo, riescano a contenere la microcriminalità, ma che in compenso ad alto livello siano frequenti intrighi di vario tipo, soprattutto economico-politici. Sono altresì convinta che la stampa sia sottoposta ad una rigida censura e che la “letteratura d'evasione” sia diventata un mezzo attraverso cui denunciare la situazione senza compromettersi apertamente. Nessuno mi toglierà mai il dubbio che la morte di Larsson non sia stata accidentale. E' davvero strano che uno scrittore muoia nello stesso identico modo di uno dei suoi personaggi letterari … ma forse mi sono solo eccessivamente appassionata al genere e vedo complotti ovunque.

Da parte sua l'autore di Incubo Bianco mette subito le mani avanti dichiarando che il suo è solo un romanzo e che ogni riferimento a fatti realmente accaduti è, come si dice, puramente casuale. Nello stesso tempo ci tiene anche a sottolineare che non solo i luoghi, ma anche alcuni personaggi pubblici sono reali. Io lo chiamo: lanciare il sasso e nascondere la mano.

Nel complesso non è il miglior giallo svedese che mi sia capitato di leggere. Ramble è un avvocato e il suo stile narrativo ne risente risultando eccessivamente impersonale e privo di pathos. La vicenda ha per sfondo una tranquilla cittadina non lontana da Stoccolma dove  i fatti di cronaca nera non sono certo all'ordine del giorno. Il giovane giornalista Gransjoe, di recente trasferitosi dalla capitale, è alle prese con la notizia clou del momento: la riconversione a fini residenziali dell'area  occupata dal reggimento cittadino in via di smantellamento. In passato un'analoga trasformazione aveva interessato il complesso dell'ex-manicomio e in cerca di parallelismi Gransjoe s'imbatte in un cold case, un duplice omicidio risalente agli anni '60. Ignaro dei fragili equilibri che va a smuovere il giornalista riporta il caso all'onore delle cronache innescando una serie di eventi criminali apparentemente slegati tra loro. Piano piano ogni tessera trova la sua collocazione nel mosaico finale e il meticoloso Ramble  non dimentica proprio nessuno senza tuttavia riuscire mai a coinvolgere emotivamente il lettore. 

Se gli efferati delitti possono effettivamente essere frutto solo della fantasia dell'autore, i retroscena legati alle speculazione immobiliari sono abbastanza plausibili e pensando a quanto sono comuni in Italia possiamo consolarci pensando che, quando c'è di mezzo il denaro, tutto il mondo è paese.

A cura di Claudia Peduzzi


Incubo bianco di Lars Rambe, Newton  Compton, 315 pagg, 6.90 euro, in formato e-book a 3.99

Voto 6.5/10

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