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1 giugno 2012

Il Foglio Letterario presenta...


Sotto il sole di Latina, che non sarà quello di Acapulco, ma oggi è abbastanza aggressivo, inizia la presentazione dei cavalli di razza della scuderia de Il foglio letterario editore. Una presentazione che non esiterei a definire spumeggiante, almeno nella sua seconda fase.


Poiché l'editore Giordano Lupi non può essere presente a farne le veci è Rosa Manauzzi, che, dopo aver presentato la linea editoriale incentrata principalmente sul cinema, soprattutto horror, e sull'isola di Cuba presenta innanzitutto un saggio che le sta molto a cuore, la cui autrice non può essere presente oggi, “Palinsesti Wolfiani - L’influenza di Virginia Woolf nei romanzi Light di Eva Figes e The Hours di Michael Cunningham” di Daniela Neri. Rosa, che cura la collana dei saggi e che vi è molto legata, ci ha dato una copia del testo, quindi vi faremo sapere com'è. 


Dopo il suo intervento, la relatrice presenta i primi due autori, Francesco Giuliano e Sergio Bortolotto.

Il primo, autore de “Il cercatore di Tramonti”, decide di non parlare direttamente del suo libro, ma di presentarlo attraverso le recensioni e le opinioni di alcuni addetti ai lavori (ovviamente non me!). Scelta forse un po' asettica, ma che ha il pregio di non soffermarsi troppo sulla trama e di presentare aspetti più particolari del testo.


Di tutt'altro tono la presentazione di Sergio Bortolotto. Anche se la sua interlocutrice lo ha presentato come l'autore de “Il professore e la strappona”, l'autore preferisce ignorare il suo romanzo e parlare più diffusamente delle sue idee sulla scrittura, citando Wallace e dando un po' l'impressione di un copione studiato, ma poi parzialmente dimenticato. Bortolotto ha senza dubbio il merito di incuriosire il lettore, ma qualche parola in più sul testo non l'avrei disdegnata.



Cominciano le sostituzioni ed i due autori d'esperienza, peraltro entrambi docenti, sono sostituiti da due decisamente più giovani, Frank Solitario e Michele Ponte. Sarà che è solitario e una volta tanto ha trovato qualcuno che lo ascolta, ma Frank è un fiume inarrestabile di parole, che neanche Rosa Manauzzi riesce in qualche modo a spezzare, pur arrivando a togliergli il microfono. L'autore, in preda a molto (troppo?) buon umore, più che parlare del suo libro di racconti, “Cronache da un mondo (im)possibile”, gira intorno ad esso, presentato alla, fine più che dal suo autore, dalla sua interlocutrice, costretta a smentire le parole del suo autore, decisamente più incentrate sullo scherzo che sulla realtà.


Molto più taciturno è Michele Ponte, giovanissimo autore delle “Confessioni di uno psicopatico”, libro ambientato in Italia e Polonia. Ancora una volta è Frank Chicchier... ehm, Solitario a prendere la parola, descrivendo lo spirito intraprendente del suo collega e leggendo un passo del suo libro.


Il quinto autore presentato da Il foglio letterario è Daniela Rindi, autrice della raccolta di racconti “Almeno mi racconto”, i cui brani sono incentrati sul tema dell'isteria femminile. Come da copione Frank Solitario, che è rimasto sul palco per presentare la sua collega, spende grandi parole di elogio (e qualche battuta a doppio senso) per Daniela Rindi e per il suo libro, prodromo di un romanzo attualmente in stesura, che avrà come protagonista la stessa Elisa presente in molti dei suoi racconti.


Last, but not least, sale sul palco Claudio Volpe, fresco di semifinale del premio Strega con il romanzo “Il vuoto intorno”, di cui abbiamo già parlato diffusamente. Claudio, oltre a presentarsi col suo consueto impeto e la sua consueta passione per la scrittura e la sua creatura riesce quasi a zittire Frank Solitario e conclude l'incontro con la lettura dell'incipit del suo romanzo.

Una presentazione decisamente sui generis, molto divertente e forse anche un pochino troppo sopra le righe, anche più di quanto credo fosse programmato. In fondo lasciare degli scrittori a briglia sciolta è pericoloso! Di alcuni libri alla fin fine abbiamo saputo poco, ma, in fondo, era una presentazione di autori, non di libri!

A cura di Diego Rosato






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