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3 maggio 2012

E CADER M'E' DOLCE


Il primo stato di malessere lo viviamo nel momento stesso in cui riusciamo a stare in piedi, camminando ci presentiamo per la prima volta al mondo per quello che siamo: bambini indifesi che da quel momento dovranno esser instradati per qualsiasi cosa.


Non che le cose migliorino con il tempo, anzi, l’esposizione maggiore produrrà con gli anni una seria infinita di rimproveri, giudizi, rimbrotti che pioveranno da ogni parte e dai quali  non potremo difenderci.

In questo modo nasce il senso di vergogna che aumenta ancora di più quando davanti agli altri abbiamo la rovinosa sfortuna di cadere, di scomparire dal campo visivo e di generare così sonore risate.

La caduta è per sua natura il momento comico per eccellenza, una debolezza che deve essere punita, senza pietà, con il pubblico ludibrio. Ma la caduta porta in sè significati ancestrali che rimandano alla capacità unica dell’essere umano di rialzarsi davanti alle difficoltà ed è anche essenziale nel processo di crescita di ognuno di noi, quasi indispensabile per una completa realizzazione di sé.

Antonio, il protagonista de Le più strepitose cadute della mia vita di Michele Dalai, di momenti come questi ne ha vissuti a bizzeffe. E’ caduto davanti a tutti, nelle situazioni più disparate e nemmeno l’aiuto medico ha saputo dare una spiegazione a questo strano fenomeno che lo accompagna da sempre.

Oltre a questo insolito talento, Antonio Fulke ha anche un buon orecchio musicale che mette a frutto quando gli viene proposto di entrare in una boy band italiana, all’indomani dell’ennesima edizione di Sanremo.

Siamo alla fine degli anni Novanta, la Milano da bere si  scolata anche l’ultimo drink e  D’Alema sembra abbia trovato la soluzione ai problemi della Seconda Repubblica.

Antonio è sicuro che la sua performance non potrà in nessun modo essere rovinata da una sua caduta e nel mare degli strani incontri che farà scopriremo che in realtà il ragazzo è la cartina torna sole di un’epoca e di una società che cerca di nascondere le sue magagne e di apparire perfetta e senza ombra di macchia.

Antonio Fulke invece è un uomo pronto a mettersi in gioco e ad accettare la caduta come una caratteristica della usa vita che tuttavia non gli impedirà di realizzare il proprio sogno.

E poi in fin dei conti anche Papa WoitylaMargaret Thatcher sono state vittime dei pavimenti sdrucciolevoli e senza arrivare agli esempi illustri ognuno di noi è scomparso almeno per un attimo e sottraendosi al mondo  ha potuto vederlo per quello che è realmente.

Un altro libro da non perdere che ha tutta l’aria di rintracciare le origini dell’instabilità di oggi, nella calma e nella sicurezza dei mitici anni ’90.


A cura di Clara Raimondi




Le più strepitose cadute della mia vita di Michele Dalai, Mondadori, 292 pagg, 18.00 euro, anche in formato e-book a 9.99 euro.

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