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2 maggio 2012

COME MALTRATTO I MIEI LIBRI



Sono una donna istintiva, soprattutto quando entro in libreria. Mi aggiro con aria famelica alla ricerca della prossima preda e non ce n’è per nessuno. Appunto tutti i titoli interessanti sul cellulare e balzo da uno scaffale all’altro.


Provate a chiamarmi o a rivolgermi la parola, potrei addirittura mordervi. L’unica cosa che mi calma è arrivare alla cassa, pagare ed avere la certezza che da quel momento tutto quello che c’è nel mio sacchetto mi apparterrà per sempre. Sempre che non svenga alla vista del totale.

Adesso che il libro è finalmente nelle mie mani, passerà del tempo prima che trovi per lui il giusto spazio nella mia libreria stracolma.
E il giorno in cui finalmente sarà il prescelto per essere letto per lui non ci sarà più alcuna speranza. E’ mio? Allora deve esserlo fino in fondo.

Lo afferro e tolgo l’odiata fascetta e se c’è anche la sopracopertina  faccio fuori anche lei e comincio ad affrontarlo quasi come in un duello nel quale, quasi sempre, esco sconfitta.

Rapita e catturata dalla narrazione mi immergo nel libro e sdraiata sul letto se ho difficoltà a tenerlo in mano, non indugio oltre e violo la rigidità del dorso.

E così completamente aperto posso di esplorarlo fino in fondo e segno le pagine, sottolineo i brani che più mi colpiscono, faccio del libro un’estanzione di me stessa.

Lo so che molti di voi staranno inorridendo e qualcuno vorrebbe condannarmi per gravi maltrattamenti nei confronti dei libri ma sono una persona non inquadrabile negli schemi della logica e soprattutto in quelli che vedono il testo come un qualcosa d’inviolabile.

Immaginatevi la faccia del nostro Davide quando mi vede con in mano qualcuno dei suoi libri o dei suoi amati fumetti.

A Claudio che mi ha dato in prestito il suo Accabadora prometto solennemente che su di lui non sarà commesso alcuna atto di violenza per la recensione che apparirà su Reader’s Bench.


Clara  Raimondi

4 commenti:

Stefania ha detto...

Ognuno sente il proprio libro come suo, per cui è libero di tenerlo come meglio crede. Io così impazzirei. hihihi! A dire il vero impazzisco e sto in pena ogni volta che presto un libro a qualcuno e faccio mille raccomandazioni. Io tengo tutto, sia la fascetta che la sovracopertina... ^^
Addirittura, mentre leggo il libro le tengo al riparo, e appena terminato gliele rimetto... E sto pure attenta a non aprire troppo il libro per non rovinare il dorso... Lo so. Sono un caso critico. Immaginati la mia faccia, quando una collega mi riporta il libro che le ho prestato dicendomi: "scusa...mi si è rovesciata sopra dell'acqua... Ma è ancora leggibile...".

Reader's Bench ha detto...

Non ho mai dato particolare importanza alla forma del libro, per me è un mezzo per arrivare ad una storia ed è quella che mi rimarrà nella mia testa per sempre.

Giovanni Pisciottano ha detto...

Ma non si possono maltrattare i libri, che crudeltà... comunque il problema dei prestiti io l'ho risolto da tempo, da quando un libro prestato non è tornato più, semplicemente non presto :) e chi tocca i miei libri rischia la vita.

Reader's Bench ha detto...

Si lo ammetto sono una donna crudele e feroce e per ovviare al problema dei prestiti basta diventare magna direttrice di RB ed obbligare il tuoi sottoposti a fare tutto quello che vuoi tu, perfino costringerli a darti i loro libri che forse un giorno rivedranno. Forse ...

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