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14 maggio 2012

AGENTE SEGRETO IN SALSA SPY


Avete presente James Bond, l'agente 007 del servizio segreto britannico? L'uomo dal fascino irresistibile, l'abilissimo agente del S.I.S., esperto, praticamente, di tutto? Se decidete di leggere questo libro, toglietevelo dalla testa.


In un imprecisato anno durante la Guerra Fredda, Jim Wormold, un cittadino britannico residente a Cuba, trascina la sua piatta vita dimenandosi tra l'attività di venditore di aspirapolvere e la cura dell'unico affetto rimastogli dopo l'abbandono della moglie, la sua bellissima figlia Milly.

Un giorno uno strano individuo entra nel suo negozio e prima che il povero Wormold possa battere ciglio si trova reclutato come agente del servizio segreto di Sua Maestà con il compito di intessere una rete di agenti e scovare notizie di rilievo. Preso del suo bisogno di soldi e dai costosi desideri della figlia, inizierà ad inventare addentellati ed inviare mirabolanti rapporti su segreti militari cubani, finché non si renderà conto che le sue fantasie stanno diventando sinistre realtà e che l'agente inglese all'Avana comincia ad essere noto e temuto presso tutti i servizi segreti nemici.

Parodia della più classica delle spy-story cui gli autori anglosassoni ci hanno sempre abituato, questo romanzo traccia un quadro amaro della politica ai tempi della Guerra Fredda, in cui i Potenti tessono trame di intrighi, pronti a sacrificare i più deboli, in nome di una Patria che è sempre più una parola priva di significato.

La storia narrata ha una plausibilità, una verosimiglianza che la rendono più coinvolgente per un lettore di quanto possa un testo surreale come “Comma 22” di Joseph Heller: Wormold è decisamente più reale di Yossarian, come pure i suoi fantomatici agenti.

Greene costruisce un intreccio satirico calmo, pacato, sobrio, ma pungente. Solo negli ultimi capitoli ritroviamo un po' di quell'azione tipica della spy-story, ma anche in questo caso l'improbabilità del nostro uomo all'Avana farà da protagonista.

Lo stile è molto scorrevole e leggero. L'ironia amara del protagonista, soprattutto quella involontaria, strappa più di qualche sorriso al lettore, ma non aspettatevi risate di gusto: qui si tratta di satira, non di comicità.

Un libro gradevole, molto vario, forse un po' troppo buonista ed in fin dei conti ottimista sull'animo umano, ma perché non concedersi delle letture che facciano riflettere poco poco, senza prendersi troppo sul serio e senza affliggersi più di tanto?

A cura di Diego Rosato


Il nostro agente all'Avana di Graham Greene, Mondadori, 336 pagg, 9,50 euro


Voto 7,5/10

2 commenti:

Giulia Sicurella ha detto...

Davvero interessante!
Ho letto questo post con poche aspettative, perchè il genere "spy-story" non mi ha mai entusiasmato molto né nei libri né nel cinema... Ma questa recensione mi ha incuriosito davvero tantissimo ed il libro finisce subito nella mia lista (infinita) di libri da comprare.
In più l'autore è inglese, cosa che ai miei occhi gli fa acquistare almeno un paio di punti in più ^_^

Grazie per la recensione!
Gi

Diego ha detto...

Prego!

Consiglio anche la trasposizione cinematografica con Obi-W... ehm, Alec Guinness: non precisissima, ma carina

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