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10 aprile 2012

la serenità nell'osservare la luce del tramonto


È più facile avere una relazione con una persona con il proprio livello culturale, in modo da avere maggiore conversazione, ma dover gestire eventuali scontri su opinioni diverse, oppure con una una persona di livello culturale molto più basso, cui trasmettere le proprie idee? Insomma, meglio essere filosofi o professori? A giudicare da questo libro, l'autore preferisce più la seconda opzione.


Un uomo, un quadro aziendale, di elevato livello culturale e discreta posizione economica e sociale, vede contemporaneamente la sua vita professionale (poco) e quella sentimentale (molto) peggiorare in poco tempo: l'azienda per la quale lavora, infatti, inizia un piano di licenziamenti, che per il momento non lo coinvolgono, e la donna con cui ha una relazione da ben quindici anni, dai tempi della scuola, lo lascia. Cercando serenità nell'osservare la luce verde del tramonto, incontrerà un'altra donna, molto più giovane e molto meno istruita della sua precedente compagna, e insieme a lei inizierà una nuova vita.

Diciamo subito che il pezzo forte di questo romanzo non è la trama, peraltro abbastanza prevedibile (soprattutto il cliché del partner che tradisce col miglior amico), quanto piuttosto l'introspezione cui il protagonista si sottopone e gli scontri dialettici con la sua ex-compagna ed il suo ex-amico. Ogni pensiero, riflessione, sogno è uno spunto per illustrare una nozione scientifica, filosofica, religiosa o letteraria: questo libro è infarcito (forse anche troppo) di nozioni di psicologia (soprattutto interpretazione dei sogni) spicciola e di altre scienze, come chimica ed astronomia, delle opinioni religiose dell'autore e delle sue citazioni preferite. Proprio queste ultime rappresentano per alcuni versi una nota dolente: diverse frasi in latino, inglese, francese e portoghese sono menzionate senza un'opportuna traduzione, il che forza il lettore ad una ricerca su altre fonti.

Lo stile è corretto, pulito, abbastanza scorrevole, ma la narrazione risulta lenta ed alle volte un po' farraginosa per via delle continue digressioni filosofico-scientifiche: se pure è vero che gli eventi narrati sono ridotti al minimo indispensabile, anche il percorso interiore del protagonista si perde un po' in mezzo a tutte le sue disquisizioni. Il dolore per la perdita della persona amata risulta un po' artificioso per via dell'eccessiva ricerca dell'argomentazione filosofica, più che sentimentale, per convincere l'altro a proseguire una storia cui di romantico non resta veramente nulla.

Una lettura un po' lenta, per alcuni versi interessante, ma più adatta agli appassionati di cultura generale che ai lettori di romanzi. 

A cura di Diego Rosato



Il cercatore di tramonti di Francesco Giuliano, Il Foglio Edizioni, 225 pagg, 15,00 euro

Voto 6/10




Il libro è una copia omaggio ricevuto dall'ufficio stampa della casa editrice.

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