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26 marzo 2012

La rivincita del Rosa



Meno di una settimana fa eravamo qui a dibattere sulla fine, vera o presunta, del genere chick lit ed ecco arrivare un notizia che sconvolgerà tutti quelli che ben pensano. O sarebbe meglio dire che bel leggono?

Se infatti la letteratura per pollastre deve, inesorabilmente rinnovarsi, quella rosa vive un periodo di massimo splendore tanto da registrae un ottimo stato di salute.

E non parlo della letteratura leggermente rosata, parlo proprio di quella conturbante, che si legge in una mancita di ore, che ci porta mensilmente in edicola per non perdere l’ultimo appuntamento con il libro della nostra collana preferita.

Le donne di oggi sono quelle di Amore, Zucchero e Cannella (Amy Bratley, Newton Compton, 312 pagg, 9.90 euro)  o di Ci vogliono le palle per essere donna (Caitlin Moran, Sperlinh & Kupefer, 312 pagg, 17.00 euro).  Sono questo e molto altro ancora e quelle italiane, in particolar modo, in media leggono e acquistano più libri, sono attratte dalle nuove tecnologie applicate alla lettura ed amano spaziare: dalla rivista, al bestseller, fino all’ultima copia di Harmony.

Il colosso editoriale di Harlquin Mondadori,  che proprio in questi giorni festeggia i primi 30 anni di attività ha il suo attivo 600 titoli all’anno e diverse collane: Amore, Passione, Paranormal, Destiny, History e una sezione nel sito designata gli e-book tra le più floride del nostro paese.

La notizia è che la casa editrice, a giugno 2012, sbarcherà anche in libreria. Quindi non solo edicole, super markert, il rosa sarà di casa anche nei punti vendita più canonici.


Sarà finalmente la fine di un esodo letterario? L’arrivo di Harlequin sarà indispensabile per lo sdoganamento di un genere che in America, per esempio, trova spazio anche nelle librerie più in.

In Italia invece, dove per lungo tempo la cultura  è stata intesa come un bene di pochi, parlare di letteratura rosa causa incontrollabili reazioni allergiche, negli uomini ma anche in alcune donne.

Le donne responsabili non leggono letteratura rosa, e chi l’ha detto? Si legge per rilassarsi, approfondire i temi d’attualità e soprattutto per immegersi nelle storie. 

Quindi ben vengano gli Harmony all’interno delle nostre librerie e che queste siano sempre di più luogi di ritrovo per tutti i lettori.

A cura di Clara Raimondi

3 commenti:

katia860 ha detto...

Io non ho mai acquistato un libro rosa ne mai letto, semmai raramente qualcosa che gli si avvicinava. In ogni caso fino ad ora sono sempre stata alla larga da case editrici e collane di questo genere e così farò anche ora.
Preciso comunque che a me non dispiace il rosa... ma di tutt'altro tipo.

Ciao

Giulia Sicurella ha detto...

Devo ammettere che leggo rararmente i libri rosa, e quando lo faccio è quasi sempre estate. Per me il "libro rosa" è un libro da ombrellone.
Il genere non mi piace molto, ma difficilmente poi mi pento di quello che leggo.
Diciamo che più che altro tenderei a storcere un po' il naso quando la Kinsella diventa un idolo ed i suoi romanzi dei besteller... Ma mi è capitato anche con la Meyer, e con alcuni premi Strega, ed è perchè credo ci siano altri libri molto più validi che non hanno avuto il minimo riconoscimento.

Forse uno dei motivi delle "reazioni allergiche" delle persone nel parlare di romanzi rosa sia perchè è un genere che, secondo me, in certi libri tocca davvero il fondo. A mio paere personale, è facile trovare un romanzo rosa che ti faccia storcere il naso, e questo poi va a influire sul giudizio complessivo che una persona dà al genere.


Ciao ^^
Gi

Reader's Bench ha detto...

Quante fregature dietro i libri più blasonati e credo che ce ne siamo, eccome anche per i libri rosa.

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