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23 gennaio 2012

Recensione | MI DICHI (Paolo Villaggio)

Un prontuario comico della lingua italiana. Il sottotitolo del libro oggetto della presente recensione ci preannuncia questo. 

E se l'autore poi è Paolo Villaggio, noto storpiatore della lingua italiana, soprattutto per quanto concerne i congiuntivi, attraverso il suo celeberrimo Fantozzi, si può immaginare quale possano essere gli effetti di una sua analisi della nostra lingua.

In realtà il volume va più in un'altra direzione. Per quanto ci siano diverse disquisizioni, sempre ironiche, su particolari usi della lingua italiana, ad esempio negli SMS, buona parte del testo racconta di un'improbabile e grottesca odissea dell'autore alla ricerca delle autorità più eminenti del nostro paese in tema di linguistica (ad esempio, i membri dell'Accademia della Crusca), viaggi surreali, che sconfinano non di rado nel fantasy.

Nel testo si notano alcune imprecisioni nelle nozioni riportate, non so fino a che punto dovute all'intento comico: far passare Dante per Ghibellino, invece di Guelfo Bianco, credo sia solo un errore non voluto. Tuttavia voglio sperare che nessuno legga un libro del genere per imparare a conoscere Dante Alighieri.

Lo stile è asciutto ed il libro, anche per la sua esiguità, è estremamente veloce e scorrevole. Le idee dell'autore sono sicuramente tutt'altro che banali, molto originali e difficilmente prevedibili, anche se perfettamente in linea con la consueta comicità dell'autore.

Non un capolavoro di comicità, non un libro esilarante, ma una lettura gradevole e leggera che strappa più di qualche sorriso. 

A cura di Diego

“Mi dichi” di Paolo Villaggio, Mondadori, 128 pagg, 15,00 euro

Voto 6,5/10