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10 gennaio 2012

LEONI E MERLETTI DI MARE



Abitando a Padova appena ne sento il bisogno prendo un treno e in una ventina di minuti mi ritrovo nella città nella quale vorrei abitare, la città più magica del Mondo (ed io di città ne ho viste molte credetemi) Venezia.

La regina della laguna con le sue calli, i sotoporteghi, i gatti ed i cani che in questa città sembrano particolarmente felici, i campetti dove i bimbi giocano ed i nonni chiacchierano, la Fenice, gli squeri con le gondole  e le barche in riparazione che sembrano aspettare con ansia di tornare in acqua.

Ed è proprio questa la necessità dei Veneziani e di coloro che si sentono coloni della Serenissima, proprio come me, la necessità, il bisogno dell'acqua.


Approfittate quindi di un lungo week end  a gennaio per godervi Venezia in tutto il suo splendore e senza la classica folla di turisti, ecco un piccolo tour guidato della Repubblica Serenissima.

Partite da una mostra davvero ben organizzata, "Venezia e l'Egitto", a Palazzo Ducale fino al 22 gennaio. Una mostra che racconta due millenni di relazione tra La Repubblica e l'Egitto, dalle relazioni in età classica fino all'apertura del canale di Suez, un'iniziativa proposta dal governo Marciano già nel primo '500 e realizzato solo nel 1869 su progetto  dall'ingegnere trentino Negrelli, all'epoca capo delle Ferrovie del Lombardo-Veneto. Magnifici dipinti ed avventure di archeologi, umanisti e scienziati da sempre affascinati dalla terra dei Faraoni.

Prendete poi un vaporetto diretto a Burano, l'isola più colorata ed affascinante della Laguna, fra le sue casette coloratissime, i pescherecci e le anziane signore indaffarate al punto-croce vi sembrerà di essere approdati in una strano luogo al di fuori dal tempo e lontano anni luce dalla ricca e scintillante Venezia. A Burano rimarrete affascinati dai merletti meravigliosi che le donne di questa isola sanno creare. 


Secondo un'antica leggenda questi splendidi trafori nacquero grazie al singolare dono di un marinaio che, di ritorno da mari lontani, portò all'amata invece di un fiore una bellissima alga raccolta su esotici fondali. La donna ne fu talmente affascinata che per conservare per sempre il souvenir ricreò la fragile trama dell'alga usando ago e filo. Una storia che rispecchia la fluttuante leggerezza del tipico punto di Burano, chiamato "punto in aria" perchè si alvora in aria ossia senza alcuna base di tessuto.

Tornate a Venezia e pranzate con due cicchetti (spuntini) a base di pesce e polenta ed un bicchiere di prosecco in uno dei tanti Bacari, ossia i tradizionali ed antichissimi bar di laguna, li riconoscete dai seguenti particolari: sono locali che non vengono restaurati o modernizzati dagli anni '40 o giù di lì, al banco c'è sempre un'anziana signora intenta a travasare una damigiana di vino bianco o il marito intento a sbucciare gli ovetti sodi, bancali di legno e la clientela di veneziani che parlano sempre e solo della loro città con un bicchierino in mano.

L'identikit del veneziano doc è davvero bizzarro, sono alieni di laguna completamente estranei al resto dei veneti, artisti e romantici e spesso dai modi bruschi, amano follemente la loro città tanto da considerarla un mondo a parte e non la lascerebbero mai per nulla al mondo. I veneziani che per motivi economici hanno dovuto trasferirsi nelle vicina Mestre hanno sempre la nostalgia negli occhi, per una città che ormai non esiste più come la ricordavano loro.


Il vero veneziano non lascia mai la sua città nemmeno per le vacanze, c'è un sottile filo che lega città e cittadini e che il turista fa fatica ad intravedere. Per approfondire vi consiglio il bellissimo film- documentario di Carlo Mazzacurati, "Sei Venezia", la personalità della città in sei storie di sei abitanti veneziani.

Proseguite il tour scegliendo zone della città meno turistiche come Cannaregio, il ghetto Ebraico o Castello dove potrete vivere la vera città, senza venditori di souvenir. Dirigendovi verso Castello e l'Arsenale fermatevi all'Osteria alla Rampa in salizada S.Antonin accanto al San Giovanni in Bragora. In questo bacaro potrete assaporare l'ottimo vino locale e cicchetti vari oltre a fare amicizia con personaggi bizzarri che vi racconteranno la loro vita in venti minuti. E se avete voglia di dolce alla porta accanto c'è una favolosa pasticceria e caffetteria.

Il modo migliore per visitare Venezia è sicuramente il seguente: camminare piano e fermarsi ogni venti- trenta minuti in un bacaro per un' "ombra". L'ombra è il bicchiere di vino, chiamato così perché negli antichi locali in Piazza San Marco il campanile faceva "ombra ai bicchieri", quindi se chiedete un'ombra di rosso vi sarà servito un bicchierino di rosso.


E per finire in bellezza prendete un traghetto per la Giudecca, l'isola di fronte a riva degli schiavoni e salite al Molino Stucky, da pochi anni completamente rinnovato e restaurato in tutta la sua bellezza. Il molino con la sua mole massiccia e l'aspetto da antica fortezza medievale è un esempio unico di archeologia industriale a Venezia. All'interno di questo stabilimento venivano prodotte e confezionate farine e pasta con metodi decisamente all'avanguardia per il tempo. 

Dopo anni di abbandono e degrado ora ospita l'Hilton ed all'ultimo piano un favoloso roof bar con piscina dal quale potrete apprezzare tutta la Laguna. Vi consiglio i favolosi cocktail al passion fruit o l'ottimo Cosmopolitan.

A presto con altre avventure veneziane!

A cura di Nicoletta 

Per approfondire:

 "Venezia Egitto" E.M. Dal Pozzolo, R. Dorigo, M.P.Pedani, Skira, 384 pagg,  42.00 euro

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