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5 dicembre 2011

Recensione | PENNA, PENNELLO E BACCHETTA - Le tre invidie del matematico (Piergiorgio Odifreddi)


Ebbene, sì, confesso: sono uno di quei tipi strambi a cui piace la matematica. 

Siamo in pochi e per questo ogni tanto qualcuno della nostra congrega cerca di tirare in trappola alcune ignare vittime scrivendo libri che dimostrano che viviamo immersi nella matematica, che questa può essere usata per moltissime cose diverse ed utilissime o, come in questo caso, che l'arte ha bisogno della matematica e se ne giova come qualsiasi altra attività umana.

Partendo da una serie di lezioni sull'argomento, Piergiorgio Odifreddi illustra come la matematica sia utilizzata nella letteratura (la penna), nelle arti figurative (il pennello) e la musica (la bacchetta). Veniamo così a conoscenza dei più strani utilizzi della metrica nella poesia, come il sonetto irrazionale, che segue le cifre del pi grego, delle proprietà degli anagrammi e dei palindromi, della ricorsione e della geometria frattale nelle opere di Escher, dei numeri di Fibonacci tanto presenti nella musica.

Ciò che di solito più colpisce, in negativo o in positivo (dipende dai gusti personali), nelle opere di Odifreddi è l'ironia, che spesso sfocia nel feroce sarcasmo: forse perché il tema non ne richiede l'uso, questo volume ne è quasi completamente privo. Il risultato è un'opera chiara, semplice, ben articolata, ma piuttosto piatta. Più una sequenza di nozioni che una disquisizione acuta e pungente alla quale il professore piemontese ci ha abituati nelle sue opere più salaci.

Una nota estremamente positiva è la ricchissima bibliografia, che, per chi volesse approfondire uno o più argomenti, rappresenterà un piccolo tesoro.

A cura di Diego

“Penna, Pennello e Bacchetta - Le tre invidie del matematico” di Piergiorgio Odifreddi, Laterza, 206 pagg, 6,38 euro

Voto 6,5/10



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