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7 dicembre 2011

Recensione | 22/11/63 (Stephen King)


Sono esistite ed esistono persone che possiedono un talento unico ed irripetibile in alcune discipline: Roberto Baggio nel calcio, Michelangelo nella pittura, Einstein nella fisica, Kubrick nel cinema, Berlusconi nel dire cazzate… e Stephen King nella narrativa!

Autore che spesso viene definito "di genere" - ma chiunque sia andato oltre ai soliti noti "Shining", "IT", "Le Notti di Salem" etc etc sa benissimo che non è così! - King è un fuoriclasse della narrazione, sia essa in forma di romanzo o, meglio ancora, di racconto breve.

Questo suo ultimo Romanzo, che rientra appunto nei "non è così", ne è la dimostrazione lampante. 22/11/'63 è infatti l'ennesimo esperimento narrativo (riuscito!) del Re. Come avrete già del letto dal precedente articolo, nel romanzo viene narrato il tentativo di impedire, da parte del Professor Jake Epping, uno degli attentati più famosi - e dal maggior numero di conseguenze infauste, anche più dell'11 settembre - del XX secolo: l'omicidio dell'allora Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Ci riuscirà? Non ci riuscirà? 

Questo starà a voi scoprirlo. Io posso solo dirvi che il viaggio vale il prezzo del biglietto: nel romanzo infatti, oltre al già citato tentativo, c'è un piccolo interludio che non potrà far sorridere (e anche commuovere), qualunque Fedele Lettore degno di questo nome, si ritorna infatti in quella Derry del 1958 mirabilmente raccontata dal Re nel suo Capolavoro, IT. 

Inoltre, come anticipato anche dalla quarta di copertina, nel romanzo è presente un'immancabile, e quanto mai riuscita, storia d'amore; non arriva ai livelli de "La Sfera del Buio" (IV Capitolo della Saga "La Torre Nera"), ma devo dire che è risultato difficile persino a me non commuovermi in alcuni frangenti.

Passando agli aspetti tecnici del libro, c'è da dire che lo stesso risulta molto scorrevole (cosa che non sempre si può dire dei libri di King), i personaggi principali risultano caratterizzati molto bene dal punto di vista psicologico, non altrettanto si può dire di alcuni personaggi secondari. L'unica vera nota negativa è la parte centrale del libro, a mio avviso un po' troppo farraginosa e descrittiva, però, come ho scoperto più avanti nel corso della narrazione, necessaria ai fini della storia.

Nel complesso è un ottimo romanzo, non un Capolavoro dei vecchi tempi, ma sicuramente superiore alla media delle attuali pubblicazioni.

Una nota di merito - con un "ma" - va fatta per l'ottima traduzione di Wu Ming I… Il MA: d'accordo che il plurale nei sostantivi inglesi non viene riportato in italiano, però, sia per continuità stilistica che per musicalità, sarebbe stato meglio lasciare la vecchia traduzione "I Barrens", già usata in IT, piuttosto che "I Barren" (per i neofiti: I Barrens è una porzione della cittadina di Derry, in cui avvengono alcuni dei fatti più terrificanti narrati in IT).

A cura di Francesco Comandini, diventa anche tu, come lui Recensore per un giorno


 Voto 8.5/10

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