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1 dicembre 2011

Le Recensioni di Flo | NASCITA DI UN GURU (Takeshi Kitano)


Ognuno è libero di credere e di vivere in Dio a modo proprio. 

È questo il messaggio del libro “Nascita di un Guru” di Takeshi Kitano, una tra le firme più apprezzate del cinema giapponese. Il suo esordio televisivo in qualità di comico, conferisce ai suoi scritti un tono cinico ma gradevole, una severità celata dietro un sottile sarcasmo, un’amara ironia, divertente quanto basta ma ben dosata in modo da smorzare anche il più drammatico passaggio di pagina o cambio di scena.   

Il libro ha come inizio una sorta di leggenda di squisito sapore orientale, delicata nella descrizione della scenografia e vibrante nei dialoghi, sensibili come solo i giapponesi sanno esserlo; un prologo da riprendere e “rigustare” alla fine della lettura dell’opera, per apprezzarlo ancora meglio e schiarirsi una volta di più (se ce ne fosse bisogno) le idee sul racconto.

La storia ha come protagonista Kazuo, un giovane che vede chiudersi le porte della sua situazione lavorativa e sentimentale. La sua reazione è lasciarsi tentare da una comunità religiosa, che vede al centro un guru, intorno al quale ruota tutto il meccanismo di miracolose guarigioni. Uno shock per il giovane ed entusiasta Kazuo che si convince che entrare a far parte di questa “religiosa famiglia” sia la sua sola e unica opportunità, per sfuggire al destino piatto e amaro che lo aspetta. Decide, così, di “arruolarsi” e aiutare gli altri confratelli nelle loro attività di proselitismo, di divulgazione del culto religioso, del loro credo, di accoglienza di altre anime desiderose di unirsi al gruppo e disposte ad aiutarli nel farsi venire idee su come raccogliere fondi per sovvenzionare la comunità. 

Inizialmente sembrerebbe essere tutto bello, in ordine, lecito con le dovute eccezioni ma soprattutto un’entusiasmante e tutta da cominciare avventura, un viaggio  attraverso luoghi nuovi, da scoprire, e pratiche religiose da apprendere e diffondere.

Il libro si sviluppa lungo il cammino fisico e spirituale di Kazuo e dei suoi “compagni di religiosità”, anche se ben presto dovrà far i conti sia in senso matematico, per la quantità di soldi da contare a fine raccolta fondi, sia per quanto riguarda la sua morale, violentata da alcuni appartenenti alla comunità che vedono la religione in modo diverso da come egli la concepisce e quindi dal suo modo di viverla. Ne scaturiscono una serie di discussioni, alquanto grottesche e surreali, dove tutti dubitano di tutti, dei comportamenti all’interno della confraternita e degli atteggiamenti che adottano fra di loro; dove il loro credo viene rivisitato a modo proprio, dove ognuno cerca di convincere gli altri della propria buona fede e delle buone intenzioni con le quali si portano avanti “certi affari”. 

L’opera prosegue in una serie di riflessioni sulla religione, e i tanti e diversi modi di viverla e diffonderla, fino ad un tragico epilogo dopo il quale è lo stesso Kazuo a trarre le sue ironiche conclusioni e a mettere la parola fine al libro ma non alla sua missioni di guru.

A cura di Floriana
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"Nacita di un guru" di Takeshi Kitano, Mondadori, 200 pagg, 9.00 euro
Voto 8/10




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