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10 dicembre 2011

Le biblioteche in tempo di crisi



Venerdi 9 dicembre, sala Ametista, il tema dell’incontro è Biblioteche in tempo di crisi. Nella piccola ed affollata sala, nel cuore del Palazzo dei Congressi di Roma, ho la possibilità di assistere ad un incontro davvero speciale, sentito e che sicuramente è stato un sunto dell’incontro tra la biblioteche romane che si è svolto in precedenza.

Al tavolo sono accomodate Madel Crasta, dell’Università Tor Vergata e Antonella Agnoli, forse una delle più grandi esperte in campo.

Antonella Agnoli esordisce convinta che un futuro è possibile per le biblioteche italiane anche se siamo in un periodo di crisi. Per realizzare e sopravvivere ai prossimi due anni c’è solo una parola chiave: rinnovare.

Far sì che la biblioteca diventi un punto d’eccellenza dell’accoglienza, sappia stare al passo con i tempi ed offrire, proporre letture a chi si reca in biblioteca senza sapere bene di cosa ha bisogno.

Il problema principale della biblioteche italiane è che la maggior parte di esse o sono immense aule studio oppure sono luoghi di mera e pura catalogazione. L’Angnoli propone l’apertura al mondo di questi luoghi che oltre ad essere un punto di riferimento per la vita culturale devono e possono offrire tantissimi servizi: info point turistico, centro per i corsi di lingua italiana.

Queste sono sono solo alcune delle proposte venute fuori durante l’incontro, impossibili se non si accetta una maggiore disponibilità negli orari. Le biblioteche italiane dovrebbero essere aperte anche il sabato e la domenica pomeriggio per entrare a pieno nel tempo libero degli italiani.

Un appuntamento fisso della settimana, magari da segnare in agenda se la biblioteca che frequento ospita anche qualche incontro o presentazione.

Dall’altro lato si trova Madel Crasta che propone anche lei una nuova vita per i bibliotecari. Non solo corsi di formazione e nuovi metodi di catalogazione ma una vera e incarichi diversi che li trasformino in mediatori culturali, in persone di fiducia dalle quali recarsi se si ha bisogno di una bibliografia o di un semplice testo da consultare.

Dalle parole delle relatrici si evenice un certo timore nei confronti delle nuove teconologie informartiche e per internet e le soluzioni che propone.

Non c’è Google Books, Wikipedia che tenga davanti ad una buona e rifornita biblioteca. Peccato che spesso sia difficile trovare quello di cui abbiamo bisogno e  soprattutto che ci sia la persona capace di scovarlo.

Le biblioteche subiscono i tagli dei Comune di appartenenza ma tante iniziative, come i percorsi tematici e dedicati ad una certa fascia di lettori, potrebbero essere organizzati a partire dal materiale già in dotazione.

Le biblioteche possono e devono cambiare in Italia, proprio per evitare che lo spettro e l’oblio si scaglino contro di loro.

A cura di Clara Raimondi

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