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11 dicembre 2011

Christopher Moore


Tanti, troppi autori mi hanno deluso. Parlo di autori famosi per il loro senso dell'umorismo, che in realtà riescono a strapparti solo uno o due sorrisi ogni centocinquanta pagine.

Sono perfino arrivato a dubitare del mio senso dell'umorismo (nonostante spesso mi si dica che scherzo troppo e che si fa fatica a capire quando parlo sul serio) e, quasi alla disperazione, avevo deciso di abbandonare i libri presentati come divertenti, alle volte addirittura esilaranti.

Poi mi è successa una cosa, la stessa che accade a quei fumatori che decidono di smettere di rovinarsi la salute e mandare in fumo decine di euro: ho voluto fumare l'ultima sigaretta, prima di buttare il pacchetto. Quell'ultima sigaretta era “Un lavoro sporco” di Christopher Moore. Non ho più smesso!

Christopher Moore è nato nel 1957 a Toldeo, una cittadina dell'Ohio. Figlio unico, passò buona parte della sua infanzia a leggere ed inventare storie, che cominciò a mettere per iscritto a soli dodici anni. Dopo aver frequentato la Ohio State University, a soli diciannove si trasferisce a Santa Barbara in California per iscriversi al Brooks Institute of Photography. Questo cambiamento si rifletterà nella sua produzione letteraria, che infatti sposta la sua ambientazione dall'immaginaria cittadina di Pine Cove a San Francisco, dove si è trasferito, dopo aver vissuto per alcuni anni alle isole Hawaii.


La produzione di Christopher Moore riguarda esclusivamente romanzi di genere comico-fantasy e, come ho già anticipato, è ambientata quasi tutta nelle due città di Pine Cove (immaginaria) e San Francisco. Entrambe le città sono tuttavia descritte dal basso, dal punto di vista dell'uomo comune, la cui solita preoccupazione è quella di arrivare alla fine del mese, prima che qualche elemento irrazionale ne stravolga l'esistenza. I personaggi risultano così talmente frastornati da creare situazioni paradossali con effetti esilaranti.

L'espediente è vecchio, ma sempre efficace, si prende un contesto normale, come una città stereotipo, vi si inseriscono personaggi normali, li si circonda di normalità, si spruzza qualche elemento caratteristico e poi si inserisce anche un solo elemento straniante, come un mostro, un antico demone o un vampiro e tutta la vicenda ha inizio, dando il via ad un evoluzione quasi inevitabile, come nel gioco del life, pur risultando al lettore completamente imprevedibile e tragicomico.

Attualmente, questo autore quasi sconosciuto in Italia, ma spesso primo in classifica all'estero, conta una dozzina di libri, purtroppo non tutti pubblicati in Italia e non mancano cosi in cui non esiste un'edizione italiana di un romanzo il cui seguito è stato pubblicato nel nostro paese. Fortunatamente, i romanzi di Moore sono “autoconsistenti” e spesso, più che di veri sequel si tratta di spin-off, in cui i personaggi cambiano di importanza e centralità nella narrazione, come l'autore fosse un allenatore di calcio che usa lo stesso modulo, cambiando gli effettivi in campo, ma andando sempre in gol.

Di seguito riporto la lista dei romanzi che mi risultano pubblicati da questo autore. Negli ultimi anni la Elliot edizioni sta dando alle stampe diverse opere di Moore e spero di poter leggere presto altre sue opere:

 Demoni - Istruzioni per l'uso o La commedia degli orrori (Practical Demonkeeping)
   Il ritorno del dio Coyote (Coyote Blue)
Bloodsucking Fiends: A Love Story (inedito in Italia)
  Island of the Sequined Love Nun (inedito in Italia)
Sesso e lucertole a Melancholy Cove (The Lust Lizard of Melancholy Cove)
Il Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù (Lamb: The Gospel According to Biff, Christ's Childhood Pal)
Fluke, or, I Know Why the Winged Whale Sings (inedito in Italia)
  Tutta colpa dell'angelo (The Stupidest Angel) 
Un lavoro sporco (A Dirty Job)
  Suck! Una storia d'amore (You Suck: A Love Story)
Fool (Fool)
  Bite me: A Love Story (inedito in Italia)

Lo stile di Moore è in generale asciutto, diretto, con un giusto mix di descrizioni, azioni e riflessioni. Le sue maggiori abilità sono la capacità di creare personaggi fuori dall'ordinario eppure perfettamente funzionali ed inseriti nel contesto, come l'Imperatore di San Francisco, e l'incredibile semplicità con cui crea situazioni grottesche e tragicomiche. Devo tuttavia mettere in guardia il lettore dal linguaggio triviale e tutto fuorché politicamente corretto di questo dotatissimo autore.

E proprio a questo proposito, voglio ricordare un libro (che ad alcuni potrebbe risultare un po' troppo blasfemo) che si discosta per ambientazione, personaggi e trama dal resto della produzione di Moore, “Il vangelo secondo Biff”, che ritengo il suo capolavoro e la cui recensione ha convinto i Readers ad incastr... ehm, accogliermi come membro permanente dello staff!
Grazie, Christopher! Spero di poterti ricambiare come meriti un giorno!

PS: Se volete, potete fare una visita al suo sito ufficiale.

A cura di Diego

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Abbiamo avuto la stessa identica esperienza. Incredibile.

Diego ha detto...

:)

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