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25 novembre 2011

Recensione | COLAZIONE DA TIFFANY (Truman Capote)


New York, nel 1959, pur essendo una città in cui alcuni generi alimentari vengono razionati, non sembra minimamente preoccupata della guerra alle porte e delle giovani vite che stanno per affronatre una battaglia assurda. Una metropoli scansonata e in grado di sfornare personaggi come la giovane e chiassosa Holly Golightly.

Di lei si innamora perdutamente un giovane scrittore che viene travolto dalla sua personalità. 

Attrice mancata, mantenuta da uomini facoltosi che il più delle volte si dimostrano dei super vermi; dimostra fin dalle prime pagine un gusto ed una presenza di sé davvero eccezionali per la sua giovane età.  Un passato atroce ed impensabile ed un presente fatto di incontri fortuiti, alle ricerca dell’uomo che le cambierà la vita.

Un uomo c’è e ci sarà per tutte le pagine del libro ma il bisogno di trovare una propria dimensione e soprattutto di un luogo che la faccia sentire come da Tiffany; impedirà ad Holly di accorgersene.

Comincia da un presunto avvistamento, in un bar sulla Settantesima Est, questo capolavoro  di Truman Capote. Dopo il primo romanzo Altre voci, altre stanze in Colazione da Tiffany, Capote mette tutto sé stesso. Racconta la sua esperienza di giovane autore alle prime armi e soprattutto descrive una schiera di personaggi con i quali venne in contatto; gli stessi che poi comporranno la colorata corte di cui amava circondarsi.

C’è Truman, New York ed una splendida Holly con le sue paturnie, le feste nel suo piccolo appartamento e l’amore incondizionato per il suo fratellone Fred.

Dimenticate il film di Blake Edwards e non fatevi attrarre da alcune battute molto simili tra il libro e la versione cinematografica. La Holly originale è ben più spregiudicata ed irriverente, in lei la passione ed il romanticismo non trovano posto. Solo la fuga diventa l’unica possibilità per difendersi dal dolore e dalla consapevolezza di non appartenere a nessuno.

Truman Capote sfodera una dopo l’altra le sue armi migliori: pennellate veloci che i riescono in quadrare ambienti, personaggi in un modo unico che lascia al lettore tutto il tempo per le proprie riflessioni.

C’è l’America in piena trasformazione, un Sud regredito che non tiene il passo, la multiculturalità ed una buona dose di libertà sessuale, molto prima dell’avvento del 1968.

Un piccolo capolavoro di solo 128 pagine che racchiude in sé il mistero di Holly Golightly e le mille interpretazione che si possono realizzare su di lei e sulla sua incredibile storia.

A cura di Claretta
“Colazione da Tiffany” di Truman Capote, Garzanti, 128 pagg, 13.00 euro

Voto 10/10


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