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24 novembre 2011

Le Recensioni di Flo | LA BAMBINA CON IL BASCO AZZURRO (Daniele Nicastro)


Pochi sono i racconti di storie fantastiche capaci di non cadere nel grottesco e in grado di convincere il lettore ad arrivare fino all’ultima riga, senza annoiarlo, mantenendone alto l’entusiasmo e viva la curiosità.

La bambina con il basco azzurro, dell’esordiente Daniele Nicastro, è uno delle poche eccezioni che ancora esistono all’interno di uno scenario letterario ormai saturo di racconti mitici e surreali, di maghetti, elfi e strane creature che sembrano uscite dalla pazza ed originale penna di Lewis Carroll, dopo averlo disturbato e riportato tra noi infastidito e insonnolito, o che popolano i mondi di uno svogliato Tolkien dopo averlo convinto a tornare propinandoci storie confuse o già lette.

Non è facile scrivere un racconto di fantasia in grado di incuriosire i giovani lettori e di appassionare gli adulti. 

L’autore di questo libro narra una storia di incredibile sensibilità ed eccentrica originalità, sulla scia di un entusiasmo fanciullesco, ispiratogli da una ragazza che indossava un basco azzurro; da qui, l’idea di un viaggio fantastico attraverso il mondo parallelo degli specchi, dove a dar vita a dialoghi surreali, ma ben strutturati, con la stessa protagonista, sono i riflessi; dove c’è un’inquietante figura di cui aver paura, dove i sentimenti sono il sentiero luminoso che conduce alla fine della storia, con colpo di scena finale e ispirata riflessione.

La storia si dipana attraverso personaggi irreali che invadono la realtà e personaggi reali che diventano di fantasia; scene di vita quotidiana che si intersecano con quelle di una vita surreale; il tutto è ben miscelato dall’autore, in modo da non scadere in contenuti monotoni o ridicoli. Il racconto scorre fluido e deciso, senza inutili divagazioni, visto già l’intreccio di vicende che si susseguono rapide e vorticose e che nasconde qualche sorpresa (non sempre piacevole) in grado di meravigliare il lettore.

Il libro è ben scritto in un linguaggio semplice e scorrevole, privo di strani lemmi, che in caso di racconti di fantasia sono sempre un po’ d’obbligo, vista la presenza di personaggi e mondi inesistenti; spesso l’autore ci fornisce la spiegazione di alcuni termini di uso comune, quasi a fornire una sorta di spiegazione rivolta alle menti giovani, ancora alla scoperta di nuove parole ma che al tempo stesso risulta, per gli adulti, un valido ripasso di vocaboli che nel quotidiano vengono spesso pronunciati senza conoscerne il significato, troppo sopravvalutati o “svalutati”, utilizzati in modo improprio o, più semplicemente, è solo un riappropriarsi della bellezza e della ricchezza di un linguaggio che diamo troppo per scontato.

Così come diamo per scontati i sogni, le illusione e le speranze, che nei giovani sono freschi e presenti, ma che negli adulti tendono un po’ a perdersi; questo racconto ci ricorda che si è sempre in tempo per recuperare ciò che ci siamo lasciati indietro nel corso della vita e che non è mai tardi per riprenderselo e continuare a vivere l’ essere fanciulli.

A cura di Floriana
"La bambina con il casco azzurro" di Daniele Nicastro, Runde Taarna, 118 pagg

Voto 8/10



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