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19 settembre 2011

Recensione | STORIA DELLA MIA GENTE (Edoardo Nesi)


Non so a quanti di voi lettori piace(rebbe) scrivere. A me sì, molto, ma lo considero solo un hobby e non so se rimarrebbe tale se lo facessi per vivere, se fossi obbligato a scrivere anche quando non ne ho voglia. Forse proprio per questo, perché Nesi ora che non può più fare l'imprenditore dichiara di essere prigioniero dei suoi libri, che questo romanzo, se di romanzo si tratta, mi ha particolarmente coinvolto.

Nella città di Prato, uno dei principali poli della piccola e media industria tessile italiana si consuma la crisi del settore, dovuto in larga parte all'apertura globale dei mercati. In questo scenario, l'autore, nato in una famiglia di piccoli industriali, vede sgretolarsi sotto i suoi occhi l'industria di famiglia e ripercorre la storia sua e della sua gente, dello spirito imprenditoriale schiacciato da una politica economica disastrosa, dell'imbattibile concorrenza, in patria come all'estero, dell'industria cinese. Il tutto scandito dalla musica, dai film e dai libri che hanno accompagnato l'autore dalla sua giovinezza fino ai giorni nostri.

Il libro, non so se definirlo romanzo o meno, prende il titolo da una citazione di Francis Scott Fitzgerald: è una miscela di autobiografia, saggio politico-economico e narrativa, ma durante la narrazione i vari generi si intrecciano tra di loro, sfumando gli uni negli altri, senza mai prevalere nettamente. Confesso che leggendo le prime pagine ero un po' scettico sul resto dell'opera, ma non so spiegare bene perché mi sembrava che la narrazione stentasse a decollare, finché non mi sono accorto, di colpo, di trovarmi già ad alta quota e di non voler atterrare.

Il fulcro della storia è la crisi economica che ha colpito la piccola industria italiana, con particolare attenzione al tessile, perché questo è il contesto meglio noto all'autore, ma nelle parole di quest'ultimo non c'è vero astio, quanto piuttosto rimpianto: Nesi giunge a chiedersi se gli imprenditori non potessero fare qualcosa di più per sopravvivere, pur non mettendo in dubbio gli errori della classe politica, affrontati con pacato disappunto.

Ciò che più mi ha favorevolmente impressionato è lo stile, molto fluido, armonioso, allo stesso tempo altisonante e vivace, decisamente originale. Questo è un romanzo di impressioni, più che di dialoghi o di azione e le impressioni si tratteggiano, non si narrano. Ecco, forse più che un romanzo, questo libro sembra un album di fotografie, in cui sono disposte foto di famiglia, reportage di manifestazioni, ma anche disegni di sogni e di incubi.

Consigliato a chiunque non sia pratico di pugilato o comunque troppo pignolo sull'argomento... perché? Beh, facciamo così: se nessuno tra quelli di voi che l'hanno letto indovina, ve lo dico...

A cura di Diego

Storia della mia gente di Edoardo Nesi, Bompiani, 168 pagg, 14,00 euro

Voto 9.5/10





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