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27 settembre 2011

Recensione | CARRIE (Stephen King)

Pur considerandomi un discreto lettore (discreto non eccezionale), non certo privo di quella malizia e voracità che contraddistingue chi come me adora il mondo della fantasia stampata; numerose sono le lacune che devo colmare.

Troppi "classici" o libri appassionanti in generale sono ancora nella mia lista dei non letti, e sarebbe un imperdonabile delitto non concentrare le mie forze per sfoltire tale indice in un modo o nell'altro. E' con questo spirito che mi sono avvicinato all'opera vasta e interessante dell'amatissimo Stephen King, da me solo intaccata superficilmente nel corso degli anni. E ho cominciato dall'inizio. Carrie.

L'autore: Non ci sarebbe bisogno di presentazioni per quello che viene definito il "Re" di nome e di fatto della scena editoriale mondiale da ormai quasi quarant'anni. Stephen Edwin King nasce a Portland il 21 settembre 1947. La sua narrativa pluripremiata spicca per i filoni orrorifici e fantastici. 

Le sue storie sono successi sensazionali che vendono milioni e milioni di copie in tutto il mondo. Registi famosi come Kubrick e de Palma rimangono stregati dalle sue opere. Un vero gigante della letteratura mondiale contemporanea.

Il romanzo: nel 1974 Carrie venne rinvenuto sotto forma di manoscritto dalla moglie di King e presentato da lei stessa alla casa editrice. Il libro sarà presto un successo.

Carrie è una giovane adolescente che vive in una piccola città del Maine. Nel corso degli anni la ragazza vive una esistenza solitaria e triste, governata da una madre ossessionata dalla religione e da nessun amico. Peggio. Carrie è sbeffeggiata e umiliata continuamente dai suoi compagni di scuola e dagli abitanti del vicinato. Tutto potrebbe filare liscio se non fosse che Carrie ha un dono: è dotata di poteri telecinetici. L'ultimo tiro mancino porterà nella sonneacchiosa cittadina del Maine terrore e distruzione.

Carrie è un romanzo di circa centosettanta pagine. Lo divorerete in pochissimo tempo, un tempo maledettamente breve, anche per un libro così esile dal punto di vista quantitativo. Letteralmente non ho alzato più lo sguardo dal romanzo nelle ultime centodieci pagine. Il ritmo incalzante e la trovata di alternare alla narrazione vera e propria degli stralci di documenti inerenti all'intera storia, sono opera di un vero è proprio genio (capace di concedersi persino un piccolo cameo nella narrazione). Non si avverte quasi per niente il fatto che si tratti di un'opera prima. Lo stile c'è, e intriga come pochi. Da fagocitare con avidità.

"Gesù Cristo mi guarda là dal muro; ma la sua faccia è fredda come la pietra; e se mi ama; come lei dice; perché mi sento così sola e infelice?"

A cura di Alessandro

"Carrie" di Stephen King, Bompiani, 170 pagg, 7.00 euro 

Voto 9/10



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