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26 luglio 2011

Recensione | L'AMICO EXTRATERRESTRE (Gabriele Sannino)

Igor, bimbo orfano cresciuto in un orfanotrofio della Bulgaria, diventa amico di Kriptiko, ragazzino alieno in viaggio da un altro pianeta, giunto sulla Terra per uno di quelle perlustrazioni che da tempo i suoi simili compiono in giro per l'universo. Tra i due nascerà una tenera amicizia.

La storia di Sannino si adegua al genere fantasy, con tutto il carico di doppie letture a cui il genere si presta: metafora della solitudine umana? Meditazione sull'esistenza di Dio o di un motore immobile?


Si rischia di far torto alla storia, che va presa per quello che è: un raccontino un po' pretenzioso con alcuni passaggi interessanti e un lirismo talvolta fuori luogo che di tanto in tanto è in grado di toccare delle corde sincere. 

Ogni altra interpretazione potrebbe sfociare nell'abuso. I limiti di linguaggio e di resa espressiva sono evidenti, specie nei dialoghi, che annaspano tra locuzioni improbabili (soprattutto per il parlato di un bambino) e metafore poetizzanti che poco o nulla c'entrano con l'ordito della storia. 

La mancanza di verosimiglianza nei dialoghi è una spia che lascia pochi dubbi circa la qualità di un testo. Del resto, a ben vedere, nemmeno l'idea di partenza è originalissima: l'amicizia tra due bambini diversi per luogo ed estrazione è un classico della letteratura d'infanzia, così come la variante aliena è già stata definita, una volta per tutte, dal cinema popolare spielberghiano (vedi E.T.). 

L'opera di Sannino vive di una sensibilità univoca, che emargina il dubbio e il dolore del percorso formativo per abbracciare la tesi di un amore universale e salvifico, il che sarebbe anche lecito, ma solo a patto di problematizzare questo assunto. 

E invece no: la sincerità di fondo, il grande pregio de L'amico extraterrestre, risulta alla fine annacquata dalla scarsa padronanza tecnica e da una poco riuscita fusione degli elementi narrativi. L'idea resta abbozzo, e non riesce ad andare oltre. Peccato, perché alcuni tic, alcuni gesti, alcune situazioni sono ripresi con garbo e capacità di osservazione. Resta da vedere se tali segnali troveranno uno sviluppo nelle prossime prove dell'autore. 

 A cura di Ariberto 

 "L'amico extraterrestre", di Gabriele Sannino, Prospettiva Editrice, 114 pagg., 12.00 euro.

Il libro è un omaggio dell'editore per la recensione su Reader's Bench.

Voto: 5/10










6 commenti:

RolandOfGilead ha detto...

Ottima recensione, ero un po' curioso a riguardo... penso che alla fine non lo leggerò, mi fido molto del tuo giudizio...

...concordo anche sul fatto della mancanza di verosimiglianza nei dialoghi, con un'unica eccezione (e penso tu sappia dove sto andando a parare ^^): sto rileggendo in questi giorni l'opera omnia di Lovecraft. Ogni volta che rileggo un suo racconto mi convinco sempre più di due cose:

1- Quell'uomo non aveva capito nulla delle interazioni tra esseri umani, e i suoi dialoghi sono tra i peggiori che abbia mai letto.

2- Quello stesso uomo aveva però capito tutto il resto.

Mattia

Anonimo ha detto...

Io l'ho letto e mi è piaciuto. I dialoghi sono piacevoli, il libro è molto scorrevole nel suo complesso. Questa recensione è un po troppo pretenziosa. E' un libro fantasy, non un trattato scientifico....

Davide

Diego ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Diego ha detto...

Non mi pare che il recensore abbia mosso obiezioni riguardo l'esattezza scientifica del testo, ma sulla verosomiglianza dei dialoghi, troppo aulici soprattutto per un bambino.
Il fatto che a te sia piaciuto, poi, non implica che a qualcuno possa non piacere: l'importante è argomentare col dovuto garbo il proprio parere.
Del resto Ariverto ha scritto quali sono a suo dire le pecche del libro e, tanto per dirne una, la scarsa originalità del tema si evince già dalla trama.

Ariberto Terragni ha detto...

Il libro non mi ha convinto, e ho scritto una recensione che rispecchia questa opinione, tentando di trovare degli argomenti il più possibile opportuni. Ho specificato anche che ho riscontrato degli elementi interessanti, cosa che di solito un pretenzioso non fa. Il voto finale infatti (che mi imbarazza sempre un po' mettere) è un 5, non un 3 o un 2: so per esperienza personale che un libro, piccolo o grande, riuscito o non riuscito, costa sempre fatica e impegno.

Silvietta ha detto...

Buongiorno a tutti, ho trovato questa recensione su anobii.
Personalmente posso capire le perplessità di Ariberto sui dialoghi, ma credo che debbano essere presi come dialogo figurato e non tanto tra civiltà aliena ed extraterrestre.
Se avete voglia leggete Qui la mia recensione.
Gran bel blog complimenti ;)

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