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4 luglio 2011

La nostra linea editoriale




Ultimamente, in diverse occasioni, ci è stato chiesto di prendere una posizione nei confronti dell’editoria a pagamento; di schierarci a favore o contro e di dire chiaramente che cosa ne pensiamo.

Il fatto è che a parte l’editoriale, unico modo per conoscere l’idea e il pensiero di una persona, un mezzo di comunicazione non può e non deve schierarsi.
 

Il nostro compito, anche se in piccolo, è quello di informare e di condividere con voi le notizie che riusciamo a strappare e ad avere in anteprima.

Noi supportiamo gli autori, anche quelli giovani, che decidono di affidarsi anche ad alcune case editrici. E indipendentemente dalla fonte il nostro obbiettivo resta comunque quello di diffondere la parole scritta.

Evitare alcune collaborazioni o non dare alcune notizie non ci permette in primis di fotografare una realtà che per quanto bella o brutta esiste e di cui dobbiamo rendere conto e poi non ci consentirebbe di fare bene il nostro lavoro.

La maggior parte delle notizie che pubblichiamo ci vengono date dalla grandi case editrici, le scoviamo noi leggendo i quotidiani e le agenzia di stampa e per le altre ci affidiamo al rapporto con alcuni scrittori che ci fanno da tramite.

Non pubblichiamo tutto quello che ci viene inviato, decidiamo noi, in base alla nostra linea editoriale che si prefigge l’arduo compito di parlare di ogni genere e di ogni autore.

Naturalmente ci terremo lontano dalle case editrici truffa, da quelle che non hanno nemmeno i codici isbn e non distribuiscono.

Schierarsi semplicemente contro non ha alcun senso ed è per questo che su Reader’s Bench è nata la nuova sezione Young Writers che si prefigge di segnalare iniziative, concorsi, gratuiti, per aspiranti giovani scrittori.

Possiamo anticiparvi che presto realizzeremo una serie di articoli non solo sulle case editrici non a a pagamento ma sulle diverse figure professionali, come gli agenti letterari, che intercorrono nello straordinario processo della pubblicazione.

L’informazione è: rimanere sul pezzo, fare una scrematura tra tutte le notizie che arrivano in base ala propria linea editoriale ed essere il più obbiettivi possibili e non per ultimo offrire un servizio che sia davvero utile a chi ci legge.

Purtroppo in Italia siamo abituati ad un genere di informazione che non nasconde, anzi esalta il fatto di essere schierati da una parte o dall’altra.

Noi di Reader’s Bench non dobbiamo farlo, semplicemente perché non siamo affiliati con nessuno, ci autofinanziamo e non siamo pagati da nessuna casa editrice per svolgere il nostro lavoro.

“La credibilità del giornalismo si perde quando non approfondisce, quando non rispetta, quando non conferma, quando non ricerca.

Il ruolo dell'informazione oggi è cruciale se riesce a fornire spazi di approfondimenti e non semplicemente giochini di opinioni”

Roberto Saviano, Repubblica, 28 giugno 2011

Tratto dal discorso in occasione della sua premiazione al Premio Ilaria Alpi 2011


A cura di Mattia, Ariberto, Davide, Diego, Claudio, Eleonora, Claretta

1 commenti:

Diego ha detto...

Aggiungerei una piccola postilla personale, visto che nell'articolo comunque si accenna alla cosa.
Negli ultimi anni in Italia non si fa che parlare di par condicio e bipartisanship: a me di tutto ciò non frega nulla!
Io sono un libero pensatore, magari stupido, magari insulso, magari inutile, ma libero, quindi dico sempre e comunque quello che penso, senza essere pagato o pressato da qualcuno, cercando sempre, per amore della discussione, di argomentare le mie posizioni.
Se qualcuno ha qualcosa di ridire sulle mie idee, sono pronto a metterle in discussione, ma non accetto atteggiamenti manichei.
Dite ciò che pensate e chissenefrega del politically correct: forse un po' meno diplomazia ci farebbe tanto, ma veramente tanto bene.

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