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11 giugno 2011

BUONANOTTE ANGELO di Barbara Alberti



Dopo l’inaugurazione, Libri da Scoprire parte alla grande con la presentazione del libro: Buonanotte Angelo di Barbara Alberti.

La scrittrice non è nuova alla manifestazione, questa è la sua seconda presenza e inizia, subito, onorando la città di Latina e ricordando a tutti lo straordinario lavoro di Antonio Pennacchi, unico grande assente, in Piazza del Popolo.


Canale Mussolini è diventato il suo libro; l’ha immediatamente catturata, rapita ed è sicura che abbia fatto lo stesso effetto a tutti i lettori. Il libro di Pennacchi ha la capacità di prestarsi ad un numero infinito di interpretazioni e dopo la rivoluzione linguistica di Gadda arriva quella dell'autore pontino che riesce anche ad unire, in modo unico, la tragedia e la commedia.

Il libro, Buonanotte Angelo, è una ristampa, voluta da Castelvecchio, di un libro del 1986 ma, durante la presentazione, si capisce come i temi trattati nel testo non sono solo siano universali ma soprattutto ancora attuali.

La storia è quella di una madre e di suo figlio, il piccolo/grande Angelo. Il padre, il grande assente dell’età contemporanea, sparisce immediatamente e sulla ribalta abbiamo la tragedia di un amore mai sbocciato tra una madre e un figlio.

Angelo è un figlio non voluto o meglio la sua nascita sarebbe stata il collante di una coppia ormai in deriva. Una coppia, come ce ne sono tante oggi, tenute insieme non si sa da cosa.

(Intanto la clessidra messa sul palco segna inevitabile lo scorrere del tempo)

Angelo è un ricatto, una prepotenza, il cane di due padroni non un bambino da amare e accudire. Barbara Alberti ammette di aver dedicato il libro a suo figlio Marco, che con il protagonista del libro condivide un passato di incomprensioni con i genitori e il fatto di essere un bambino cicciotto, uno di quelli che nonostante le minacce e i rimproveri; non riesce a smettere di mangiare.

Mara è la mamma di Angelo, quella che si arrabbia con il figlio ma che non riesce ad abbracciare e che solo alla fine, dopo un evento tragico, si accorge di amare disperatamente.

Si, perché Angelo verrà rapito, lui che non proviene da una famiglia ricca verrà sottratto alla famiglia solo per errore. Mara, raggiungerà la celebrità tanto agognata rivolgendosi alle televisioni, lanciando appelli strappalacrime affinché sia raggiunta la somma necessaria a liberare suo figlio.

Entra nel "magico" mondo della televisione di cui capisce subito lo squallore, incontrando redattori dalla morale inesistente e che pretendono da lei solo un certo tipo di prestazioni.

Mara è pronta a tutto pur di riavere suo figlio, che, nel frattempo, ha imparato a conoscere e ad amare. Capisce finalmente chi è Angelo anche dalla parole entusiaste della sua fidanzatina. Ancora una volta, come era già successo  nella stanza del figlio di Moretti, un genitore scopre troppo tardi la vita, i sogni del proprio figlio.

La donna vive anche da pochissimo tempo una storia d’amore con Otello, un uomo buono, ex pugile che ogni tanto si diletta a ripulire qualche appartamento. Il rapimento del piccolo Angelo permetterà loro di amarsi senza avere più la paura di essere disturbati.

Eccola la crudeltà di una storia di ieri e di oggi, di una madre molto più interessata ai suoi bisogni che a quelli del figlio.

Oggi come ieri in Buonanotte Angelo, ritornano temi come; la condizione delle donne, i contrasti tra genitori e figli,  la televisione come unico mezzo d’informazione e comunicazione e la ricerca delle perfezione esteriore.

Barbara Alberti riconosce come ben poco sia cambiato nella vita delle donne di come ancora guadagnino di meno rispetto agli uomini e di come siano costrette, spesso, a scegliere tra avere un figlio e la carriera.

Una donna sola, oggi come in passato è ancora considerata una minaccia, una poca di buono. Solo il matrimonio o un rapporto ufficializzato con un uomo, rende una donna socialmente accettabile.

E la profezia continua parlando della televisione che dal 1986 non è cambiata molto, anzi, ritorna sempre di più il tema della tv spazzatura, di quella che suscita il pianto e la commozione, passando sopra i sentimenti e i dolori degli altri. La volgarità della televisione di oggi aveva un seme già vent’anni fa.

La perfezione estetica, il mito della magrezza da raggiungere a tutti i costi è il mantra degli ultimi decenni. Una ricerca che ha coinvolto per anni la stessa scrittrice con un passato di donna grassa. Il corpo, afferma, è sempre il più sapiente, colui che sa di cosa abbiamo bisogno.

Riempiamo i nostri vuoti con qualsiasi mezzo o vizio, che sia un’abbuffata di bignè alla crema, o il digiuno. Due facce della stessa medaglia, due parti dello stesso bisogno di essere riconosciuti e amati.

Barbara Alberti conquista il pubblico presenta con la sua spontaneità, parlando in modo diretto, vero. 

(Intanto la sabbia nella clessidra si è esaurita)

Una scrittrice che racconta, nella pagine di Buonanotte Angelo, anche la sua storia di donna e madre.

Un altro libro al femminile da non perdere.

A cura di Claretta

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