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17 maggio 2011

Recensione | GIARDINI E STRADE - diario 1939/1940. In marcia verso Parigi (Ernst Jünger)


Il primo pensiero che mi ha attraversato la mente leggendo Ernst Jünger è stato il seguente: quest'uomo è il novecento; è il contemporaneo di noi tutti che di questo secolo siamo figli.

Pensiero confortato dalla lettura di uno dei suoi diari, questo Giardini e strade, che narra dell'entrata in guerra della Germania nel 1939, per poi concludersi nel luglio del '40, a Francia occupata. E' una lettura a suo modo sconvolgente, affascinante, molto vera. 



In queste pagine Jünger mette in scena se stesso, la sua cultura, ma anche la cultura di un popolo intero, quello tedesco, di nuovo in azione dopo i controversi, difficili, penosi anni seguiti alla sconfitta nella Prima Guerra Mondiale. Sono pagine scritte benissimo, terse, che sanno far coesistere i grandi fatti della Storia con la vita quotidiana, gli obblighi con le passioni, i desideri personali con la ragion di Stato. 

Non starò qui a tentare di raccontare la figura di Jünger – che è di portata immensa e che richiederebbe uno sforzo storico e storico letterario  che non sono in grado di fare – ma invito il lettore a dare una scorsa, anche sommaria, alla sua biografia, per capire fino a che punto questo autore incarni alcuni degli snodi ideologici più pericolosi e complessi degli ultimi cento anni: quello per intenderci che si pone a cavallo tra nazionalismo e amor di patria, tra Destra e nazionasocialismo. 

Jünger, ormai è un dato storico assodato, non fu un nazista. Per niente. Fu anzi tra gli intellettuali che non accettarono di compromettersi con il regime e che nonostante ciò subirono un ingiusto ostracismo nel dopoguerra, eppure partecipò alle campagne militari, comportandosi, nonostante la ferocia del conflitto, con onore e senso di responsabilità; come dire: la patria esigeva il suo contributo, e per quanto lo Stato in quel frangente coincidesse con il mostro nazista, Jünger non si tirò indietro: offrì ancora una volta la sua vita, lui che già lo aveva fatto durante la Grande Guerra. 

Ovviamente, senza sapere nulla della Soluzione finale e di tutte le altre immonde sciagure causate dal regime nazista. Come si può facilmente intuire ci troviamo di fronte ad un dilemma umano, filosofico e morale a cui  noi lettori di oggi difficilmente possiamo dare una risposta definitiva. Di sicuro io non ci proverò neanche.

Leggendo Giardini e strade ci si immerge in un vero percorso di riconoscimento: di se stessi e della realtà storica che si sta via via configurando, una realtà di cui l'autore stesso intuisce solo a tratti la portata drammatica e distruttiva. 

La figura del guerriero e dell'artista finiscono per confondersi, per abbracciarsi definitivamente, in un crescendo emotivo e intellettuale che lascia senza fiato, appassiona, qualche volta addirittura risulta di difficile comprensione (come le lunghe divagazioni naturalistiche, grande passione di Jünger), ma sempre riesce a vincere l'orizzonte della mera rappresentazione per avvicinarsi al respiro epico dei grandi valori, dei grandi ideali, di una libertà dal respiro infinito.


A cura di Ariberto 

"Giardini e strade – diario 1939/1940. In marcia verso Parigi", di Ernst Jünger, Guanda, 210 pagg., 18.50 euro.

 
Voto 8.5/10





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