Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

13 aprile 2011

Readers On Tour | Incontro con Bruno Arpaia, L'ENERGIA DEL VUOTO



Mentre al Garage1 si svolgeva l'incontro con Daria Bignardi e Mariapia Veladiano [di cui vi ha già parlato la nostra Claretta], mi sono diretta verso il Garage2, attratta dal titolo del libro di Bruno Arpaia ovvero “L'energia del vuoto”.


Bruno Arpaia inizia la sua attività come giornalista e, ad oggi, affianca al suo lavoro di free-lance e traduttore in lingua spagnola e latinoamericana, la pubblicazione di saggi e romanzi.
La sua ultima fatica, “L'energia del vuoto” è candidato al Premio Strega 2011.

In questa suo romanzo si avvicina al mondo della scienza, in particolare a quello della fisica delle particelle scrivendo così un thriller ambientato nel più famoso laboratorio di ricerca del mondo: il CERN di Ginevra.

Ma quello che più mi ha incuriosito e colpito di questa presentazione non è stata la trama del romanzo, né il racconto di eventuali aneddoti che hanno accompagnato la scrittura. Per prima cosa Bruno Arpaia si è proposto di convincere noi ascoltatori di due grandi assunzioni. 

Ovviamente la mia personale formazione scientifica non poteva trovare maggior soddisfazione che sentir dire da uno scrittore delle parole che difficilmente sento pronunciare.

La prima di queste assunzioni è: non c'è distinzione tra scienze e lettere. A differenza di molti luoghi comuni progettare un esperimento scientifico è come pensare ad un opera d'arte. Si possono utilizzare gli stessi verbi cioè creare, immaginare, costruire, pensare, inventare etc.

Inoltre siamo abituati a definire una persona di cultura qualcuno che conosce molti scrittori, molti artisti...insomma una persona di lettere. E se questa persona non conosce nulla di atomi, geni e genomi allora non fa niente, è comunque una persona di cultura. Niente di più falso!

La seconda assunzione è che anche il mondo scientifico è un mondo fatto di passioni e di emozioni. Immaginiamo lo scienziato come un topo da laboratorio, seduto su uno sgabello nel suo camice bianco, preso nel guardare chissachè in un microscopio, in silenzio. Anche qui cadiamo nei luoghi comuni. La ricerca è fatta di passione, di idee geniali che ti colpiscono all'improvviso. C'è metodo e rigore dietro un progetto di ricerca, ma c'è lo stesso anche per la scrittura di un libro.

Tutto questo è nel suo romanzo. Ma “L'energia del vuoto” non è solo un thriller ma gli permette di proporre il CERN come una sorta di modello democratico. Non c'è altro posto, infatti, che raccoglie al suo interno una grande “popolazione” multirazziale, dove al comando spesso si trovano donne e dove tutto il lavoro svolto è pubblico.

Concludo riportando una brevissima citazione dell'autore: “La scienza è un posto pieno di misteri.”

A cura di Eleonora



0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!