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18 marzo 2011

Personaggi| MARIA MONTESSORI


Maria Montessori ha per molti il volto rassicurante della donna, non più giovanissima, raffigurata sulle vecchie banconote da mille lire.

Nasca ad Ancona nel 1870, figlia unica di una potente e colta famiglia.

Dopo gli studi liceali, si iscrive alla facoltà di medicina.


Le scelta d’una via al maschile non la preoccupa, è la prima nei cori universitari e pur circondata da uomini non rinuncia mai alla sua femminilità.

Non ha paura ad intrufolarsi durante le autopsie e nemmeno a scegliere, per la sua specializzazione, di occuparsi di bambini ritardati con un collega, Giuseppe Montesano.

Tra i due, inevitabile, scoppia un  amore travolgente.

Nasce addirittura un figlio, Mario, che Montesano non riconoscerà mai e che la Montessori sarà costretta ad affidare ad un’altra famiglia.

L’impossibilità di crescere il proprio bambino, che riavrà solo all’età di quattordici anni, faranno crescere il lei il desiderio di occuparsi sempre più di bambini, di diventare la maestra di tutti.

Si avvicina alla teosofia, una dottrina a metà tra la scienza e la religione, molto diffusa negli ambienti culturali anglossassoni.

Anche se la Montessori non ammise mai di esserne stata influenzata è certo che i suoi contatti all’estero favorirono la diffusione del suo metodo educativo in tutto il mondo.

Maria era convinta che i bambini avessero un potenziale sconfinato e che le imposizioni della famiglia tarpassero le ali e la loro possibilità di realizzarsi.

Le sue teorie si concretizzarono con la costruzione della prima Casa dei Bambini, a Roma nel 1907.

Pochi mesi e il progetto avrebbe avuto nuove sedi a Roma e a Milano grazie ad uno stuolo di discepole che l’accompagnavano, ferventi femministe e ricercatrici.

Le Case dei Bambini, erano le prime esempi di scuola materna, luoghi di formazione per l’adulto di domani.

In esse, la stessa Montessori, sperimentava i suoi metodi educatici atti a rendere autonomi i bambini che si muovevano in uno spazio concepito per loro e ai quali veniva insegnato attraverso l’uso di oggetti educativi che permettevano di scoprire forme e colori.

E’ inutile dire che il progetto ebbe un successo straordinario, nessuno prima di lei si era occupato delle prima infanzia.

Case dei Bambini vennero costruite in tutto il mondo e Maria Montessori fu insignita dei riconoscimenti più importanti.

L’avvento del Fascismo, inizialmente favorevole al progetto, finì per snobbare l’dea e costrinse la studiosa a rivolgersi all’estero.

Nel 1947, la nuova Repubblica italiana, le offrì di fondare nuove scuole e soprattutto  un’opera a suo nome.

Il figlio Mario, divenne il suo braccio destro, aiutò la madre a creare le condizioni necessarie alla diffusione del metodo.

Per il suo impegno pacifista Maria Montessori fu candidata due volte al premio Nobel.

Morì in Olanda, dove si era stabilita da tempo, nel 1952.

A cura di Claretta

Per approfondire:

"Maria Montessori, una biografia" di Paola Giovetti, Mediterranee, 14.50 euro














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