Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

17 marzo 2011

Libri e Cinema| IL GATTOPARDO di Luchino Visconti



La coppia Angelica - Don Fabrizio fece una magnifica figura. Gli enormi piedi del Principe si muovevano con delicatezza sorprendente e mai le scarpette di raso della sua dama furono in pericolo di essere sfiorate; la zampaccia di lui le stringeva la vita con vigorosa fermezza, il mento poggiava sull’onda latèa dei capelli di lei; dalla scollatura di Angelica saliva un profumo di bouquet a la Maréchale, soprattutto un aroma di pelle giovane e liscia. Alla memoria di lui risalì un frase di Tumèo: “Le due lenzuola debbono avere l’odore del paradiso”. Frase sconveniente, frase villana; esatta però. Quel Tancredi …
Lei parlava. La sua naturale vanità era soddisfatta quanto la sua tenace ambizione. “Sono così felice zione. Tutti sono stati tanto gentili, tanto buoni. Tancredi, poi, è un amore; e anche Lei è un amore. Tutto questo lo devo a Lei, zione, anche Tancredi. Perché se lei non avesse voluto si sa come sarebbe andato a finire.” “Io non c’entro, figlia mia; tutto lo devi a te sola.” Era vero: nessun Tancredi avrebbe mai resistito alla sua bellezza unita al suo patrimonio. La avrebbe sposata calpestando tutto. Una fitta gli attraversò il cuore: pensava agli occhi afflitti e alteri di Cocetta. Ma fu un dolore breve: ad ogni giro un anno gli cadeva giù dalle spalle; presto si ritrovò come a venti anni quando in questa sala stessa ballava con Stella, quando ignorava ancora cosa fossero le delusioni, il tedio, il resto. Per un attimo, quella notta, la morte fu di nuovo ai suoi occhi, “roba per gli altri.”
Tanto assorto era nei suoi ricordi che combaciavano così bene con la sensazione presente che non si accrose che ad un certo punto Angelica e Lui ballavano soli. Forse istigate da Tancredi le altre coppie avevano smesso e stavano a guardare; anche i due Ponteleone erano lì: sembravano inteneriti, erano anziani e forse comprendevano. Stella pure era anziana, però, ma da sotto una porta i suoi occhi erano foschi. Quando l’orchestrina tacque un applauso non scoppiò solo perché Don Fabrizio aveva l’aspetto troppo leonino perché si arrischiassero simili sconvenienze.

Il Gattopardo è un film di Luchino Visconti del 1963, tratto dall'ominimo romanzo si Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

 

0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!